– È il nome d’arte scelto dalla ventottenne torinese Serena Mastrulli che è fra gli 11 semifinalisti di Sanremo Giovani che, stasera martedì 9 dicembre, si contendono i 6 posti a disposizione per la finale del 14 dicembre
– Si presenta con la canzone “Maria”. «Indica proprio questo contrasto fra ritualità e il mondo della notte». Il suo brano è al primo posto tra i pezzi della competizione più trasmessi dalle radio italiane
– «Penso che la musica vera sia contaminazione, sperimentazione, non darsi dei paletti dall’inizio, non incasellarsi in un genere predefinito. In questo caso, come è successo per “Maria”, abbiamo un po’ sperimentato»
– Perplessità sulla formula della sfida a due: «Un po’ crudele, perché si va a far scontrare realtà che spesso non c’entrano molto fra di loro. Però è una gara, è un gioco, per cui ci sta che abbia un suo meccanismo»
«Con la canzone Maria canta La Messa». Serena Mastrulli non si sarebbe mai immaginata di dare spunto a questa sorta di gag, anche perché, quando scelse come nome d’arte La Messa, Sanremo non rientrava per nulla nei suoi piani. «Il Festival lo guardavo da piccola con la mia famiglia, per cui in qualche modo è stato sempre presente nella mia vita, nei miei ascolti, ma per diverso tempo non l’ho seguito», racconta. «Negli ultimi anni, dall’era Amadeus si è un pochettino ringiovanito anche con i vari Fantasanremo e così mi è capitato di rivederlo. E negli ultimi quattro/cinque anni le sonorità alle quali mi ispiro hanno cominciato a fare capolino. Mi è sembrato quindi un buon momento per inserire qualcosa di diverso».
Serena Mastrulli-La Messa, ventottenne torinese, è una degli undici concorrenti che, subito nella prima puntata di Sanremo Giovani, ha superato il primo step e si prepara ad affrontare le semifinali di stasera, martedì 9 dicembre, superate le quali si accede alla finale di domenica 14 dicembre che rilascerà i “pass” per salire sul palco del Teatro Ariston e prendere parte alla gara delle “Nuove proposte”. Con buone chance: il suo brano Maria è infatti al primo posto tra i pezzi della competizione più trasmessi dalle radio italiane, come riportato dai dati ufficiali EarOne.
Anche se Serena, come tante/i colleghe/i in gara, non è propriamente una “nuova proposta”, ma già si è ritagliata un suo spazio nella scena musicale italiana con una proposta originale che unisce sacro e profano, urban e techno.
«Il nome d’arte è stato scelto perché rimanda a un’idea di sacralità, liturgia con cui intendevamo la nostra musica soprattutto durante i live», sottolinea. Concetto visualizzato nel video di Maria, dove luoghi religiosi si alternano a luci stroboscopiche. «Indica proprio questo contrasto fra sacralità e il mondo della notte», prosegue La Messa. «Anche nella canzone si alternano queste atmosfere sognanti, ci siamo immaginati un’Italia anni Settanta nel mondo dei club, più underground, più moderna, che nella canzone è rappresentato dalle sonorità tech-house».
- Sonorità techno, elettronica, con una vena latineggiante.
«C’è una ricerca di una sonorità tech-house. Noi veniamo dal mondo della musica elettronica, siamo dei grandi fruitori: da quella underground a quella più commerciale e, in questo caso, volevamo unire una linea un po’ popolare, come viene fatto tanto in Sudamerica. La nostra reference era ad esempio El Sueño (brano di Dennis Cruz, ndr) che ha queste atmosfere molto popolari e nello stesso tempo possiede beat un po’ afro, un po’ tech-house. Abbiamo provato a ripetere questo esperimento però in chiave italiana».
- E la Maria della canzone non è la Madonna e nemmeno Maria Maddalena?
«No, no», ride. «Maria è la protagonista insieme ad Antonio di questa storia d’amore che viene raccontata dal punto di vista maschile, quindi di Antonio, per tutta la canzone. Soltanto verso la fine sentiamo Maria. È una storia d’amore dai confini molto sfumati. Ci piace creare delle immagini affinché sia l’ascoltare a fantasticare la sua storia. È ambientata negli anni Settanta e quindi ha queste atmosfere di un’Italia un po’ vintage. E quello che racconta sono le sensazioni dell’innamoramento, il fatto di credere nel futuro, che tutto sia possibile e che sono le stesse per una Maria di quasi sessanta anni fa come per una Maria di oggi».
- Cos’è per te la “Musica vera”? No auto-tune, come canti in duetto con Tormento?
«È un titolo ironico, perché durante la canzone ci chiediamo se era meglio prima o è meglio adesso. Non abbiamo una risposta a questo. O, meglio, noi pensiamo che la musica vera sia contaminazione, sperimentazione, non darsi dei paletti dall’inizio, non incasellarsi in un genere predefinito. In questo caso, come è successo per Maria, abbiamo un po’ sperimentato, ci siamo divertiti a mescolare le nostre sonorità più elettroniche con musiche anni ‘70 e a questo miscuglio di input e di generi è stato ancor più bello inserire Tormento che arrivava da un altro mondo, da un’altra generazione. Questo miscuglio lo chiamiamo “musica vera”».

- Quali sono i tuoi modelli? Sentendo il brano Cherie si avvertono echi di Madame.
«Essendo in due, portiamo ciascuno il proprio background, io canto e scrivo e poi c’è Marco Zamuner che scrive e produce. Il cantautorato che ascoltavano da piccoli ci ha influenzato, quindi Pino Daniele, Battisti, altrimenti le nostre reference vengono da fuori, Sofi Tukker, Fred Again, Rosalia».
- Nella tua esibizione ti sei portata sul palco un drumpad come Serena Brancale nell’ultimo Festival.
«Durante i live abbiamo sempre console, tastiere. Mi piace avere la stessa dimensione che c’è in tutti i nostri concerti anche lì sul palco dell’Ariston. Penso che possa contribuire a dare un’idea anche visiva del progetto».
- Cosa rappresenta per te Sanremo Giovani: un punto di partenza, un passaggio necessario nella tua carriera o un traguardo?
«Mi piace vederlo come un punto di partenza. Arrivo già da questo periodo positivo, dall’uscita con Tormento che ci ha avvicinato alle radio, e Sanremo Giovani potrebbe essere la continuazione di questo percorso, portando la mia musica a un pubblico più vasto».
- Ti convince la formula della sfida a due?
«Un po’ crudele, perché si va a far scontrare realtà che spesso non c’entrano molto fra di loro. Però è una gara, è un gioco, per cui ci sta che abbia un suo meccanismo».
La semifinale: quattro duelli e un triello

Essendo rimasti in 11, a causa del ritiro per motivi personali di Soap, stasera ci saranno quattro duelli e un triello. Oltre a La Messa, sono in gara Angelica Bove, Antonia, Caro Wow, Cmqmartina, Nicolò Filippucci, Petit, Principe, Seltsam, Senza Cri, Welo. Gli abbinamenti saranno decisi editorialmente e verranno rivelati in apertura di puntata.
La votazione, come di consueto, sarà affidata alla commissione musicale composta da Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi e Daniele Battaglia – insieme ai “giurati fuori onda” Carlo Conti (direttore artistico del Festival di Sanremo) e Claudio Fasulo (vicedirettore Intrattenimento Prime Time). La votazione dei quattro duelli avverrà, come nelle scorse puntate, con il voto del singolo giurato per uno o per l’altro artista, mentre per la sfida a tre i giudici saranno chiamati ad indicare chi vogliono eliminare.
Al termine della puntata i sei artisti (quattro provenienti dai duelli e due dalla sfida a tre) accederanno alla finale di Sarà Sanremo di domenica 14 dicembre. Dei sei concorrenti solo due guadagneranno i galloni di “Nuove Proposte” e otterranno il pass per calcare il palco del Teatro Ariston in febbraio, mentre altre due “Nuove proposte” saranno scelte fra i giovani finalisti espressi da Area Sanremo.
L’ultimo appuntamento di Sanremo Giovani, condotto da Gianluca Gazzoli, andrà in onda stasera, martedì 9 dicembre, in seconda serata su Rai 2, Rai Radio2 e RaiPlay.
