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JOVANOTTI pedala e canta (evitando le spiagge)

– Lorenzo Cherubini annuncia il progetto “L’Arca di Loré”, un giro del mondo che nell’estate 2026 sbarcherà al Sud del Belpaese «per comprendere cosa salvare nel futuro». «C’è un senso di catastrofe incombente, e io voglio portare speranza e gioia». E cita Papa Francesco: «Siate testimoni di speranza». Il 20 novembre il nuovo disco “Niuiorcherubini”, selvaggio e funky, nato d’istinto
– «L’Italia me la faccio tutta in bici con chiunque vorrà unirsi alla carovana. Ci fermiamo nei paesi che ci ospitano e faremo musica improvvisata. È un modo per invitare la politica a investire su ciclovie vere per un turismo più lento e consapevole. Ogni paese ha una storia e raccontandola facciamo in modo che si possano così cacciare via le passioni tristi»
– «Ogni spettacolo non è solo un concerto, è un prototipo di festa sui prati con dj e artisti del mondo, si parte nel primo pomeriggio e io ci sarò sempre a fare il direttore del circo». Arene e ippodromi sono stati immaginati, progettati, inventati per allestire un grande party, in un evento che unisce la potenza di un “live” all’atmosfera libera di un festival

Pedala, canta, sogna, attraversa paesi e città, ma spiagge vietate questa volta per il Jova Party. Negli scorsi anni fu sommerso – giustamente – dalle proteste degli ambientalisti, secondo i quali i suoi rave sul mare erano una minaccia per le biodiversità. Forse per un rigurgito della coscienza animalista o più semplicemente per evitare contestazioni e polemiche (ben 19 denunce raccolte), questa volta Lorenzo “Jovanotti” Cherubini porterà il suo nuovo progetto, intitolato L’Arca di Loré, in luoghi meno fragili, ovvero arene e ippodromi, eccezion fatta per lo spettacolo conclusivo che sarà ospitato al Circo Massimo.

Il tour dal Congo a Roma

«Andremo a suonare la mia musica ovunque, anche dove non siamo mai stati e nessuno sa chi sono. Per dimostrare che i confini sono solo dentro la testa e nelle culture», annuncia Jovanotti. La prima parte del viaggio si svolgerà da marzo a luglio e lo vedrà «giocare con il mappamondo», portando il suo ritmo in luoghi inaspettati, per un pubblico nuovo, alla ricerca di una connessione universale, esibendosi in alcuni festival internazionali che secondo lui sono i più creativi. «Andremo a Kinshasa in Congo per la settimana della musica, andremo in Australia, forse andremo in Marocco e in Niger, poi a inizio estate eccoci in Europa». 

Poi, tornato in patria, si viaggerà su due ruote: «L’Italia me la faccio tutta in bici con chiunque vorrà unirsi alla carovana», annuncia. «Ci fermiamo nei paesi che ci ospitano e faremo musica improvvisata. Per me è un modo per invitare la politica a investire su ciclovie vere per un turismo più lento e consapevole. Ogni paese ha una storia e raccontandola facciamo in modo che si possano così cacciare via le passioni tristi». È il Jovagiro, la versione contemporanea e sostenibile del leggendario Cantagiro degli anni ’60, «che mi ha sempre affascinato, allora il mezzo supercool era la decappottabile, oggi è la bicicletta». Una carovana di ruote e canzoni, di ritmo e respiro per portare un po’ di speranza e gioia. 

«Intorno a noi c’è un senso di catastrofe incombente, crollano cose che credevamo di sapere, questo è un tempo di tacito sconforto, di paura, siamo dentro una nuvola che chiamo il “marketing della depressione”. Mai avrei pensato di viverlo da grande, la mia generazione, parola per altro che non amo, è l’ultima cresciuta con una certezza razionale che le cose andassero verso il meglio, con una idea di progresso fatta di miglioramenti, più soldi, pace, cultura, istruzione, viaggi, aperture, allegrie, scambio di opinioni, benessere. Insieme a tante che sono accadute sono però saliti ansia, paura, incomprensione, polarizzazione, estremismi, la “santa Inquisizione” dei social network, la sensazione di catastrofe imminente. Eravamo come sempre alla fine dei tempi e il mio carattere mi porta a reagire e la soluzione è aprire porte, andare a scoprire il mondo con speranza e gioia che non è negare l’evidenza del tragico che la specie umana sta attraversando, ma io voglio partorire il nuovo con la luce degli occhi».

Crollano cose che credevamo di sapere, questo è un tempo di tacito sconforto, di paura, siamo dentro una nuvola che chiamo il “marketing della depressione”. Mai avrei pensato di viverlo da grande, la mia generazione, parola per altro che non amo, è l’ultima cresciuta con una certezza razionale che le cose andassero verso il meglio, con una idea di progresso fatta di miglioramenti, più soldi, pace, cultura, istruzione, viaggi, aperture, allegrie, scambio di opinioni, benessere. Insieme a tante che sono accadute sono però saliti ansia, paura, incomprensione, polarizzazione, estremismi, la “santa Inquisizione” dei social network, la sensazione di catastrofe imminente. Eravamo come sempre alla fine dei tempi e il mio carattere mi porta a reagire e la soluzione è aprire porte, andare a scoprire il mondo con speranza e gioia che non è negare l’evidenza del tragico che la specie umana sta attraversando, ma io voglio partorire il nuovo con la luce degli occhi.

Lorenzo cherubini

Gli artisti hanno il privilegio di mettere energia attraverso la festa e il divertimento, sanno coltivare la speranza. Lorenzo cita il lascito di Papa Francesco quando, poco prima di morire, disse «siate testimoni di speranza». E a questo Jovanotti si ricollega: «La speranza è sì una grazia ma si nutre di contatto, viaggio, conoscenza, musiche e in questi mesi di progettazione avevo in mente come massimo simbolo della speranza, comune a tutte le culture e di redenzione pop, un archetipo, un concetto, la pancia della balena e io ci salirò fino ai miei 60 anni che compirò nel settembre 2026».

  • Sessant’anni, tempo di bilanci? 

«L’Arca la ho scelta non per capire cosa salvare dei miei 60 anni, non sono così presuntuoso, ma per comprendere cosa portare nel futuro. Quindi durante le tappe de L’Arca di Loré, giocherò col pubblico su liste di cose da salvare e da lasciare andare. Io salvo il ritmo ma se condiviso».

Una giornata intera di festa

Lorenzo “Jovanotti” Cherubini 60 anni il prossimo 27 settembre 

L’Arca di Loré è un progetto che unisce musica nuova, pedalate, incontri, avventura, gioia, balli, feste ed è pensato come un racconto collettivo di tutti coloro che saliranno sull’Arca e lo vorranno scrivere. «Non è solo un concerto, è un prototipo di festa sui prati con dj e artisti del mondo, si parte nel primo pomeriggio e io ci sarò sempre a fare il direttore del circo», sottolinea Jovanotti.

I luoghi sono stati immaginati, progettati, inventati per allestire una grande festa, in un evento che unisca la potenza di un concerto all’atmosfera libera di un festival. Una giornata intera di festa. Una vera esperienza di avventura e scoperta per chi parteciperà. La musica inizierà fin dall’apertura, con artisti internazionali, dj e realtà locali che costruiranno una scaletta unica, sempre diversa, per ogni party. Le porte apriranno nel primo pomeriggio, accogliendo il pubblico in un villaggio animato e colorato grazie alla collaborazione con aziende partner che interagiranno con il pubblico creando aree di intrattenimento con giochi, zone relax e sorprese continue. Il villaggio food & beverage offrirà una selezione di food truck e specialità regionali, con proposte di alta qualità e una particolare attenzione alle eccellenze gastronomiche dei territori attraversati dal tour.

Il nuovo disco

A New York è nato Niuiorcherubini, il nuovo album che uscirà il prossimo 20 novembre. «Ero andato lì per fare un pezzo di salsa e avevo già preso contatti su Instagram con musicisti che non conoscevo per fare una jam, per divertirmi senza l’idea di fare un disco», racconta Lorenzo. 

«Al terzo giorno ho realizzato che non erano schizzi di canzoni, ma canzoni vere che mi davano felicità e ho registrato un disco su 16 piste analogiche senza ripensamenti. Per me sarà un grande successo anche se lo ascolteranno in cinque: sono tredici pezzi fighi e il titolo è un omaggio allo storico album DallaCaruso. È un disco molto funk con testi estemporanei nati d’istinto; dunque, non mi prendo la responsabilità di dire che parla del nostro tempo ma racconta la mia voglia di musica: non aspettatevi un disco da cantautore».

Dopo 8 anni torna in Sicilia

Il Sud sarà protagonista perché il PalaJova si è fermato a Roma non essendoci molte strutture coperte al Sud. Da segnalare in ritorno in Sicilia, dove mancava da otto anni: l’appuntamento siciliano, promosso da Giuseppe Rapisarda Management, sarà il 29 agosto all’Ippodromo La Favorita di Palermo. 

Queste le tappe italiane di L’Arca di Loré – Jova Summer Party:

7 agosto OLBIA – ARENA SOUND PARK

12 agosto MONTESILVANO – MUSIC ARENA

17 agosto BARLETTA – MUSIC ARENA

22 agosto CATANZARO – CALABRIA MUSIC ARENA

29 agosto PALERMO – IPPODROMO LA FAVORITA

5 settembre NAPOLI – IPPODROMO AGNANO

12 settembre ROMA – CIRCO MASSIMO (JOVA AL MASSIMO)

La prevendita, riservata ai clienti Banca Ifis e Illimity, aprirà venerdì 14 alle ore 15.00 fino a domenica 16 novembre alle ore 15.00. La vendita generale partirà domenica 16 novembre alle ore 15.00 sui circuiti Ticketone e Ticketmaster.

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