– La rockstar del New Jersey, con origini siciliane, annuncia il ritorno in tour dopo l’operazione per la ricostruzione di una delle corde vocali. «È stato spaventoso quando i medici mi hanno detto che rischiavo di dover smettere»
– Nove notti al Madison Square Garden prima di attraversare l’Atlantico e sbarcare in Europa. «Non c’è niente nel catalogo che non possa cantare. Quindi se facciamo più notti e voglio suonare, non so, 45 canzoni… sono capace»
Fino a poco tempo fa, Jon Bon Jovi, una delle voci più riconoscibili del rock, non sapeva se sarebbe mai potuto tornare in tour. Due anni dopo un intervento chirurgico cruciale ma rischioso per riparare una delle sue corde vocali che si era atrofizzata catastroficamente alla fine dell’ultimo tour della sua band nel 2022, era ancora in convalescenza e incapace di promuovere il sedicesimo album della band in studio, Forever.
«Essere un vero cantante è sempre stato per me motivo di orgoglio», riflette. «Ho duettato con Pavarotti e ne sono fiero. So cantare e ho studiato come farlo, mi sono esercitato per quarant’anni. È stato spaventoso quando i medici mi hanno detto che rischiavo di dover smettere. Una corda vocale si era atrofizzata. Ma ho trovato un chirurgo che con una tecnica all’avanguardia me l’ha ricostruita».
Dopo l’operazione, lunghe ore di riabilitazione con tre differenti vocal coach e il ricorso a un macchinario laser per la riduzione delle infiammazioni. «Durante la mia convalescenza mi ha aiutato molto Bruce Springsteen, il mio idolo assoluto», racconta. «Mi veniva a prendere in macchina e ce ne andavamo in giro per le strade del New Jersey. Io non riuscivo quasi a parlare e lui mi diceva: “Non ti preoccupare, riuscirai a superarla”. Bruce Springsteen e Jon Bon Jovi nella stessa auto! Quando ci fermavamo ai semafori le persone non ci credevano. Quando abbiamo registrato Forever l’ho chiamato per registrare il brano Hollow Man. Lo aveva ascoltato quando era ancora una demo e aveva commentato: “È una canzone davvero speciale”. Quindi, quando l’ho chiamato, ha detto: “Sai, sì, ho capito, posso farlo”».
Un percorso riabilitativo molto lungo e doloroso, fisicamente e psicologicamente. «Stavamo pubblicando l’album insieme alla docuserie Thank You, Goodnight, e stavamo per fare la celebrazione e il tour del nostro quarantesimo anniversario. Ma quando ho iniziato a provare con la band non ce l’ho fatta. “Ragazzi, mi dispiace, ma non sono ancora all’altezza”, comunicai alla band». Era affranto, perché orgoglioso dei brani che avevano registrato, un disco gioioso che segnava il suo primo ritorno in studio da quando si era sottoposto all’intervento chirurgico. E sapeva che, senza un tour per promuoverlo, quel disco non avrebbe spiccato il volo.
Quindi, rappresenta una svolta straordinaria l’annuncio di una serie di spettacoli negli stadi per il 2026. Inizieranno con una residenza di nove notti al Madison Square Garden («è nel nostro cortile, quindi posso tornare a casa di notte e dormire nel mio letto») per poi attraversare l’Atlantico e approdare in Europa in tre città selezionate: Edimburgo, Dublino e Londra, in quest’ultima terranno tre show allo stadio di Wembley. «Faccio gli scongiuri», ride Bon Jovi. «L’unica buona notizia che posso dare è che non c’è niente nel catalogo che non possa cantare». È così entusiasta della prospettiva di tornare sul palco che ha escogitato un sacco di scalette alternative. «Quindi se facciamo più notti e voglio suonare, non so, 45 canzoni… sono capace».
Jon Bon Jovi nel corso della sua carriera ha venduto 130 milioni di dischi in tutto il mondo. Con la sua band ha scritto e inciso hit come You Give Love a Bad Name, Livin’ on a Prayer, Wanted Dead or Alive, Keep the Faith, Always e It’s My Life. Vero nome John Francis Bongiovi Jr., nato il 2 marzo 1962 a Perth Amboy, nel New Jersey, è figlio di una famiglia di origini siciliane: il bisnonno paterno, l’ex barbiere John Bongiovi senior e padre di John Bongiovi jr., è nato a Sciacca, la bisnonna paterna a Cianciana.
Qualche anno fa la celebre rockstar ha dichiarato apertamente di avere radici meridionali al David Letterman Show, la popolare trasmissione della Cbs americana in onda sui canali di tutto il mondo: «A Sciacca c’è anche un mio quasi omonimo, l’idraulico Giovanni Bongiovi. Mi piacerebbe molto incontrare i miei parenti». Tuttavia, a Sciacca Jon Bon Jovi ci è venuto da turista una sola volta, quando però non era ancora una celebrità.
