Eventi

Il theremin di legno di LINA GERVASI apre le Paralimpiadi

L’artista siracusana protagonista di due momenti clou della cerimonia d’apertura con uno strumento realizzato con le assi dei barconi che hanno portato i migranti in Italia
«Considero quel legno non semplice materia inerte, ma un testimone silenzioso, un corpo che ha assorbito il sale, le preghiere, la paura e il coraggio di chi ha sfidato l’abisso»
– Tanta Sicilia nell’evento: un’opera di Emilio Isgrò apre un atto dedicato all’amore, la catanese Rob si unisce al coro di “Volare”, la chain song globale di Milano Cortina

C’è uno strumento musicale che non si tocca. Si suona nello spazio, muovendo le mani nell’aria, come se si stesse modellando un suono invisibile. È il theremin, uno degli strumenti più misteriosi della storia della musica. E quando lo suona Lina Gervasi, musicista siciliana tra le più originali della scena contemporanea, quel suono sembra arrivare direttamente dal mare.

Un mare che, in questo caso, porta con sé storie e memorie molto concrete: quelle dei migranti che attraversano il Mediterraneo. Perché il theremin che Gervasi ha portato in scena in una delle più intense cerimonie musicali degli ultimi anni è stato costruito con il legno dei barconi dei migranti recuperati a Lampedusa. Uno strumento che diventa simbolo. Uno strumento che racconta.

Lina Gervasi con “Kymos”, il theremin di legno realizzato dalla cooperativa sociale Rò La Formichina che si occupa di reinserimento sociale e lavorativo di persone con disabilità o con precedenti penali, offrendo loro laboratori di artigianato e liuteria d’eccellenza

Sono le storie che Lina Gervasi ha voluto condividere con il mondo in occasione della Cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali 2026 che si è svolta nell’Arena di Verona e che ha avuto la “maghetta del theremin” come protagonista in due momenti clou dell’evento: durante l’esecuzione dell’inno paralimpico che accompagna l’innalzamento della bandiera e per Volare, la chain song globale di Milano Cortina 2026, la catena canora collettiva, momento conclusivo della cerimonia.

Per questa occasione Lina ha fatto realizzare un theremin con i legni dei barconi che hanno portato i migranti sulle coste siciliane e gli ha dato un nome, come a un essere vivente, “Kymos” (dalla parola greca Kyma, onda). Kymos vuole essere il simbolo di una vita che si trasforma, come la vita degli atleti paralimpici, che si trasforma e diventa sfida e lavoro prima, eccellenza poi.

Lina Gervasi durante l’esibizione per l’apertura dei Giochi paralimpici

«Ho scelto di portare su questo grande e prestigioso palco, davanti agli occhi del mondo, un theremin che non è solo uno strumento musicale, ma un testimone vivente di speranza. Per me non sarà soltanto una performance artistica, ma un atto di restituzione», spiega la stessa Lina. «Considero quel legno non semplice materia inerte, ma un testimone silenzioso, un corpo che ha assorbito il sale, le preghiere, la paura e il coraggio di chi ha sfidato l’abisso. La vita, anche quando viene spezzata o ferita, può trasformarsi in un’armonia universale e il theremin, il cui suono è così simile al canto della voce umana, rappresenta l’urlo di quei migranti. Nulla è perduto per sempre: suonando con le mani libere e in movimento nell’aria, permetto a quel legno muto di gridare e, infine, di cantare la libertà di vivere e portare avanti i propri sogni».

Una storia, anzi due, in sintonia con la cerimonia. La storia di chi perde la propria terra, ma anche quella della stessa musicista, che ha trasformato una difficoltà in una grande opportunità: infatti: completati gli studi classici come flautista, avviata una brillante carriera come solista, orchestrale e compositrice, è stata costretta da un’intossicazione da metalli a lasciare il suo strumento. Di qui la scelta di avvicinarsi al theremin, che si suona senza contatto fisico. Presto questo è diventato il suo strumento d’elezione, suonato con sensibilità e tecnica personalissime, al punto che anche la famiglia Theremin ha riconosciuto in lei uno dei maggiori thereministi al mondo.

L’esibizione di Lina si è inserita così in un racconto che ha messo al centro la capacità dell’Italia di emozionare, ispirare e lasciare ricordi indelebili, esaltando la capacità dell’umanità di crescere e superare barriere e pregiudizi, mostrando il potere e il ruolo dello sport nel cambiamento, nell’evoluzione della società e nella capacità di offrire nuove e pari opportunità a tutti e tutte.

Rob durante la cerimonia d’apertura

C’è stata tanta Sicilia nella Cerimonia d’apertura. Un’opera di Emilio Isgrò ha introdotto un atto dedicato all’amore, ha brillato anche la voce di Roberta Scandurra, meglio nota con il diminuitivo Rob, vincitrice dell’ultima edizione di “X Factor”. E la sua collega Mimì Caruso, che l’ha preceduta di un anno sul trono del talent di Sky, è stata una meravigliosa interprete dell’inno di Mameli. A partecipare anche l’ex batterista dei Police Stewart Copeland, il trio di dj italiani Meduza, le cui selezioni hanno accompagnato la sfilata degli atleti, Miky Bionic, primo dj al mondo a esibirsi con una protesi mioelettrica avanzata, e Dardust, autore dell’inno ufficiale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *