Zoom

Il suono della rivoluzione in “Una battaglia dopo l’altra”

– Dalla sceneggiatura al casting, la storia del pop è essenziale per la narrazione, ancor più che nei precedenti film di Paul Thomas Anderson. La colonna sonora è un mix frenetico di soul old-school, rock, hip-hop contemporaneo e latin jazz
– Molti interpreti vengono dal mondo delle note: dalla popstar Teyana Taylor alla rapper Junglepussy fino ad Alana Haim della band Haim. Un motivo ricorrente è l’immortale canzone di Gil-Scott Heron The Revolution Will Not Be Televised”

One Battle After Another (“Una battaglia dopo l’altra”), il film del celebre regista indipendente americano Paul Thomas Anderson che ha trionfato nella notte degli Oscar, parte a razzo fin dai primi istanti. È pervaso da un’energia combattiva travolgente, senza concedersi quasi mai un attimo di respiro. Liberamente ispirato al romanzo Vineland di Thomas Pynchon del 1990, il film abbraccia un arco temporale di quasi vent’anni e dura quasi tre ore, ma sembra volare via in un batter d’occhio.

Paul Thomas Anderson riceve l’Oscar

Questo è dovuto in gran parte a una sceneggiatura divertente e ricca di colpi di scena e a interpretazioni intense e magnetiche. Forse più di qualsiasi altro film di Anderson, One Battle After Another fa della colonna sonora un elemento centrale: un mix frenetico di soul old-school, rock, hip-hop contemporaneo e latin jazz. La musica, a sua volta, rende surreale questo film d’azione. Non è propriamente un musical, ma One Battle After Another è senza dubbio il miglior “film musicale” dell’anno.

Ambientato tra i primi anni 2000 e un periodo che si avvicina ai giorni nostri, il film si concentra su una rete di rivoluzionari, i loro alleati e i loro antagonisti. Esplora come la rivoluzione possa ridursi e intensificarsi più volte nel corso delle generazioni. Leonardo DiCaprio interpreta “Ghetto” Pat Calhoun, un rivoluzionario membro del gruppo dei French 75, che bombarda edifici governativi e libera immigrati detenuti in campi di detenzione simili a quelli dell’ICE, al confine tra Stati Uniti e Messico.

Pat ha una relazione con Perfidia Beverly Hills, interpretata dalla popstar e ballerina Teyana Taylor, una militante radicale proveniente da una lunga stirpe di rivoluzionari afroamericani. Durante un raid in un centro di detenzione, Perfidia arresta un ufficiale dell’esercito di nome Steven J. Lockjaw, dando inizio a un contorto triangolo amoroso che culmina nella cattura di diversi membri dei French 75. Perfidia scompare e Pat si nasconde con il loro neonato.

Leonardo DiCaprio

Sedici anni dopo, Pat, ora chiamato Bob Ferguson, è diventato un fannullone alcolizzato e drogato, e sua figlia Willa, avuta con Perfidia e interpretata dalla debuttante Chase Infiniti, è essenzialmente una figura genitoriale nella sua vita. Lockjaw scopre che i due sono ancora vivi e – nel tentativo di nascondere la sua precedente relazione interrazziale a una setta di suprematisti bianchi a cui vorrebbe unirsi – cerca di dare la caccia a Willa, credendo che sia sua figlia.

One Battle After Another è ispirato dall’opera di Pynchon con influenze dei film di Fast & Furious. Parte di ciò che contribuisce a renderlo realistico e avvincente è la musica e il senso di passione per la musica che permea l’intera pellicola. Dalla sceneggiatura al casting, la storia della musica pop è essenziale per la narrazione, ancor più che in Boogie Nights (1997), il dramma pornografico di Paul Thomas Anderson ambientato negli anni ‘70 e ‘80, o in Licorice Pizza (2021), il cui titolo è tratto da una catena di negozi di dischi della California meridionale. Se quei film ponevano la musica al centro come una sorta di linfa vitale condivisa tra le diverse tribù del mondo, One Battle After Another la presenta come una forza contro il fascismo, esistente al di là del linguaggio e del tempo.

A livello letterale, questo si manifesta in modo piuttosto toccante. Quando Bob e la piccola Willa fuggono nella prima parte del film, un agente chiamato Billy Goat – interpretato dall’accademico e musicista avant-pop Paul Grimstad – consegna loro dei trasmettitori che, se avvicinati, si armonizzano e iniziano a suonare una sorta di ninna nanna. Grimstad fa capire a Bob che solo i membri più fidati dei French 75 possiedono tali dispositivi. Più tardi, quando Willa è adolescente, questo dispositivo, impostole dal padre, finisce per tirarla fuori dai guai. La melodia è misteriosa e un po’ sinistra, un segnale che indica come sia il pericolo che l’aiuto siano vicini.

La rapper Junglepussy interpreta una rivoluzionaria

Il cast è composto da musicisti: non musicisti improvvisati attori, ma musicisti che sembrano essere stati scelti direttamente dal profilo Spotify di Anderson. La rapper Junglepussy interpreta una rivoluzionaria chiamata anch’essa Junglepussy, e trasforma il commento arguto e incisivo presente nei suoi testi in un personaggio provocatorio e incredibilmente reale. Alana Haim, membro della band Haim e protagonista dell’ultimo film di Anderson, appare nei panni di un’altra componente dei French 75, sfruttando la brillantezza della ragazza comune del suo ruolo in Licorice Pizza per creare qualcosa di più astuto e sovversivo.

Teyana Taylor

E poi c’è Taylor, che attraversa One Battle After Another come un proiettile, anche se è presente solo per brevi spezzoni del film. Nei panni di Perfidia, prende tutta la sua personalità scenica – un’artista sfrontata, lasciva, aggressiva, una guerriera che ho visto eseguire coreografie militaristiche incredibilmente veloci senza perdere una nota – e la riversa nel suo personaggio, creando una fusione non convenzionale ma assolutamente magnetica tra le due. Nella sua musica R&B grezza, Taylor può essere combattiva e d’acciaio. Amplifica questi tratti sullo schermo interpretando una rivoluzionaria che si vede parte di un piano divino per salvare l’America dal fascismo e dalla violenza. Ho letto critiche su questo ruolo – Ellen E. Jones ha scritto sul Guardian che Perfidia è una caricatura, evidenziando una scena del film in cui lascia un biglietto a Lockjaw con scritto “Questa figa non ti fa impazzire” come esempio dell’incapacità di Anderson di scrivere per le donne nere.

“Questa figa non scoppia per te” è il motto di Junglepussy: spesso, durante le sue esibizioni, mostra un cartello con queste parole. Attribuire queste parole al personaggio di Taylor sembra un riferimento meta-cinematografico, un cenno a quanto di sé stessa ogni donna abbia messo nel proprio ruolo. Immagino che per i fan di Taylor sarà impossibile guardare One Battle After Another e separare la star dal personaggio, ma forse è proprio questo il punto: Anderson sembra suggerire che star rivoluzionarie come Taylor stessa possiedano un potere rivoluzionario nei loro testi.

Nel mondo di One Battle After Another, i testi hanno davvero un potere rivoluzionario. Un motivo ricorrente nel film è tratto dall’immortale canzone di Gil-Scott Heron The Revolution Will Not Be Televised: i French 75 usano i versi del brano, parte dei loro “testi rivoluzionari”, per capire di chi ci si può fidare e chi è un nemico. È un po’ malizioso, ma quando ci si rende conto di quanto spirito profondamente di sinistra e pro-rivoluzionario sia intriso nel film, diventa toccante, a tratti devastante. Nonostante il surrealismo del mondo di Anderson, One Battle After Another è un ammiccamento al pubblico: la sensazione che forse gli strumenti per la rivoluzione siano già in nostro possesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *