Storia

Il ritorno di ANGELINA MANGO

– Sparita nel nulla poco dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2024 è riapparsa a sorpresa con un nuovo album “Caramè” nel quale «ho scritto quindici canzoni più una». Madame, Calcutta e Dardust fra gli ospiti
– Un disco intimo, dolce, cantautorale, sperimentale negli intermezzi. È un collage di brani che descrivono emozioni, pensieri, momenti vissuti da “Nina”, una sorta di diario in cui l’artista si mette a nudo
– Lo stato d’animo di una ragazza di 24 anni che ha attraversato un successo fulminante e «ora voglio alzarmi alle quattro. Sbagliare tutto e poi morire di noia. Voglio uscire in ciabatte. Fare mille cazzate che non ho fatto ancora»

Era sparita nel nulla, e dal nulla è tornata: Angelina Mango ha rotto il lungo silenzio nel quale si era rintanata oltre un anno fa, quando annullò il suo tour nei club per una rinofaringite acuta, prima di sparire dalle scene senza raccogliere i frutti della sua vittoria al Festival di Sanremo 2024 con La noia. A sorpresa, senza alcun preavviso, è riapparsa oggi per annunciare un nuovo album. Si intitola Caramé e contiene sedici brani inediti, anzi – come precisa lei stessa – «ho scritto quindici canzoni più una».

Caramé, parola che richiama una dolcezza imperfetta e spontanea, è un titolo esplicito, che diventa la decorazione di una torta con cui gli amici ti sorprendono, l’inizio di una lettera rivolta a se stessa che non rimane chiusa in un cassetto, ma che esplode in un collage di immagini che rappresentano emozioni, pensieri, momenti vissuti da Nina, ma che toccano tutti. E il “me” del titolo è anche Angelina che ha scritto e prodotto tutti i brani dell’album, con Giovanni Pallotti e affiancata più volte dal fratello Filippo, da amici stretti e altri artisti che hanno compreso esattamente il senso di questo lavoro.

L’artwork incarna alla perfezione lo spirito che accompagna l’uscita di questo album: le foto utilizzate sono diapositive della vita della cantautrice nel corso di quest’anno e – proprio come le canzoni che compongono questo disco – insieme raccontano la vita di studio, la composizione, amicizia, affetti, pensieri, insomma, un diario scritto a mano con tante storie da raccontare e nel quale si mette a nudo.

La copertina dell’album

I brani e le collaborazioni

Caramé sono anche le prime parole del disco: l’incipit di una lettera intima che si trasforma in presentazione, che apre questo viaggio di sincerità e costruzione. Segue 7up con cui Angelina affronta il tema dell’autenticità in un mondo che chiede sempre di essere “performanti”, mentre Le scarpe slacciate racconta la malinconia di una fine con una leggerezza quasi country. In Pacco fragile emerge il desiderio di mostrarsi per ciò che si è, senza maschere.

C’è spazio anche per collaborazioni speciali: in ioeio compare Madame, su produzione di Mr. Monkey, in un dialogo profondo e istintivo tra due anime affini. Poi arriva aiaiai, nata dall’incontro con Calcutta e Dardust, una canzone in cui si spoglia di tutto e lascia parlare “Nina”, la parte più vera di sé. Non manca l’emozione familiare: La vita va presa a morsi e igloo nascono dal legame artistico e affettivo con Filippo, mentre Come un bambino è una dedica d’amore profonda ai suoi genitori. Nasce nel suo luogo d’infanzia, Lagonegro. È un regalo a un padre che non c’è più e che non ha più potuto dedicare canzoni d’amore a sua madre. E a sua madre, infatti, è rivolta questa ballad, provando a scrivere quello che avrebbe potuto dedicarle lui.

Torna l’amore anche in Mylove, tra le note e le parole nate in una sera a cena, guardando la sua migliore amica, raccontandole il sentimento profondo che le lega. In Nina cantaAngelina gioca con la musica: è un intermezzo sperimentale, in cui riconoscere quello che quest’anno le ha insegnato.

Velo sugli occhi è il manifesto dell’album, le parole riflettono esattamente lo stato d’animo di una ragazza di 24 anni che ha attraversato un successo fulminante dopo la vittoria nella categoria canto ad “Amici”, poi il trionfo a Sanremo e il palco di Eurovision Song Contrest. All’improvviso il “velo sugli occhi” quando perdiamo lo sguardo puro di quando si è bambini, di quando la vita era tutta da amare. “Ora come glielo dico ad Angelina. Doveva perdonarsi è diventata un’assassina. Cammina con le punte arrotondate per sempre per difetto e regalare tutto non è ricevere affetto. E giocherò a carte scoperte, non dirò più bugie. E diventerò una donna forte”, canta. E ancora: “Ora voglio alzarmi alle quattro. Sbagliare tutto e poi morire di noia. Voglio uscire in ciabatte. Fare mille cazzate che non ho fatto ancora”. Un vero e proprio manifesto esistenziale. Un brano che apre alla voglia di vivere che ci travolge quando non siamo più disposti ad avere paura del silenzio e non vogliamo più raccontare (e raccontarci) bugie.

Ci siamo persi la fine è il saluto a quell’amore perduto, un addio in cui c’è poco da spiegare. Racconta una mancanza, nel modo più semplice e diretto che si potesse trovare. In Bomba a mano l’emotività si rivela e con lei il desiderio di dare un senso al crollo delle proprie aspettative: qui la fragilità si scontra contro chi non ha il coraggio di capire una necessità. Il disco si chiude con cosicosicosicosì, una canzone che Angelina non ha scritto né interpretato: è un dono della sua migliore amica Elena, la cantautrice Henna, inserita come sigillo finale e simbolo di amicizia e continuità.

Caramé è un disco vero, cantautorale, senza sovrastrutture, un lavoro quasi artigianale, fatto in presenza con il cuore e con spontaneità. A un anno e mezzo da Poké melodrama, il suo debutto del maggio 2024, Angelina Mango conferma la sua identità cantautorale e la capacità di fondere fragilità e forza, pop e sperimentazione. Con Caramé, apre un nuovo capitolo: dolce, imperfetto e pieno di verità. Sicuramente fra i migliori album dell’anno.

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