– L’intera edizione che si svolgerà da martedì 24 a sabato 28 febbraio sarà dedicata al Pippo nazionale. «È stato il mio faro, il mio maestro», si commuove Carlo Conti. «Il mio festival, l’ho sempre detto, è baudiano e questo è il primo senza di lui»
– Stessa emozione per Laura Pausini: «È stato Pippo a convincermi ad accettare la conduzione. Lo sento sempre accanto a me che mi dà una carezza». «Ho detto sì anche perché questo è l’ultimo di Carlo e il primo senza Baudo. «Vorrei che vincesse una donna»
Si dice che a Sanremo, ogni febbraio, l’aria si faccia densa di note, lustrini e – ça va sans dire – fantasmi. Quest’anno il più chiacchierato non è quello di un cantante dimenticato o di un comico cacciato via, ma quello, imponente e un po’ ironico, di Pippo Baudo. Sì, proprio lui: il Baudo nazionale, quello che “questo l’ho inventato io” lo ha detto più volte che “volare” nella storia della musica italiana.
Pippo Baudo, l’uomo chiamato Festival scomparso il 16 agosto scorso a 89 anni, non ha una statua, come il suo rivale e amico Mike Bongiorno. Il Comune l’aveva promessa. Forse l’anno prossimo. Ha però un camerino del Teatro Ariston. La targa apposta sulla porta dice: «Camerino Pippo Baudo – Carlo Conti Sanremo». È l’omaggio che il direttore artistico e conduttore ha voluto fare al suo «faro, al mio maestro». E, quando lo ricorda in conferenza stampa, si commuove sino alle lacrime. «Il mio festival, l’ho sempre detto, è baudiano e questo è il primo senza Pippo», sottolinea. «Pensate che, quando ho iniziato a trasmettere in radio e poi a presentare le prime serate a Firenze i miei colleghi della radio mi chiamavano “Pippo Conti”, prendendomi un po’ in giro. Baudo è stato un esempio non solo nella conduzione, ma soprattutto in quel suo senso dell’organizzazione, della direzione artistica, del coordinamento, dell’essere al centro dello spettacolo sia dal punto di vista della presentazione pura sia tacendo contemporaneamente il regista in scena».
«La differenza fra presentare e condurre è proprio questa: il presentatore, bene o male, lo può fare chiunque; il conduttore è un regista in scena, colui che detta i tempi del programma. E Pippo, in questo, è stato un maestro assoluto. Anzi, l’ha inventato lui. Soprattutto in questo ruolo, il legame tra Pippo e Sanremo è doppio, triplo, quadruplo», scrive il direttore artistico nella prefazione del “Quaderno51” del Teatro Ariston dedicato a Pippo Baudo e pieno di bellissime fotografie e ricordi che parte dal presupposto. «Se esiste “Perché Sanremo è Sanremo” è anche e soprattutto “perché Baudo è Baudo”».
Conti ribadisce che quest’anno l’intera edizione del festival sarà dedicata a Baudo: «Lo farò fin dall’inizio, fin dalla prima serata: lo capirete da come scenderò dalle scale, da quale sarà l’intro di questa edizione del festival». Non a caso ha voluto come ospiti Eros Ramazzotti e Andrea Bocelli, che furono lanciati da Pippo Baudo. Il cantante di Una storia importante fu il primo vincitore della sezione “Nuove proposte” (o “Giovani”) che venne introdotta nel 1984 proprio dal conduttore siciliano.

Ed è in omaggio a Baudo che Carlo Conti ha voluto accanto a sé Laura Pausini per tutte e cinque le serate del Festival da martedì 24 a sabato 28 febbraio. Anche lei è stata inventata da Pippo. E la cantante romagnola si commuove pure lei ricordando quel 27 febbraio 1993 «quando Baudo mi premiò sul palco dell’Ariston». Aveva vinto nella categoria “Nuove proposte” con La solitudine: «È stato il mio primo premio».
E quando il 15 marzo dello scorso anno, durante una cena, Carlo Conti le propose la conduzione del Festival, la prima persona alla quale telefonò fu proprio Pippo Baudo. «Erano le 16 e lo chiamai», ricorda. «Gli comunicai la proposta di Carlo, dicendo che ero indecisa, impaurita. E Pippo rispose: “Ma stai ancora aspettando? Vai tranquilla”. E io lo sento sempre accanto a me che mi dà una carezza».
L’ultima volta che Laura Pausini era stata in gara al Festival è stato nel 1994, quando arrivò terza con Strani amori. Poi è tornata per sei volte nelle vesti di ospite, «ma ho sempre sognato quello che Carlo Conti mi sta regalando», rivela. «La prima proposta per condurre Sanremo l’ho ricevuta quindici anni fa. Oggi sono più serena, emozionata sì, ma nel senso più gioioso del termine. Ho fatto esperienze televisive. A parte Laura & Paola (con la Cortellesi nel 2016. ndr) in Italia, ho condotto diversi programmi musicali all’estero. L’ho fatto perché bisogna andare a scuola per essere un giorno qui».
La decisione anche perché questo «è l’ultimo Festival di Carlo Conti, il primo senza Baudo e con un mio disco nel quale omaggio la canzone italiana». E la speranza è di vedere uscire vincitrice un’altra Laura Pausini, «una donna che possa viaggiare con la musica italiana nel mondo».
