– Nella notte di Halloween, la band di Solarino pubblica il secondo album “Occult Doom”, un viaggio nell’era dell’oscurità che documenta la strabiliante maturità artistica, compositiva e comunicativa raggiunta dal gruppo
– C’è l’imprinting dei Black Sabbath, ma i fratelli Seby e Dario Carrubba e Alberto Mirabella attualizzano il modello nei testi e nelle musiche. Una inedita ed elegante chiusura acustica dal sound etno-tribale

L’atmosfera è cupa, malsana. Si avvera il funesto presagio. L’arrivo di Satana sulla terra: visioni apocalittiche, fuoco, pianti, corruzione politica, capi di Stato controllati dal male, gente che impazzisce. Siamo entrati in un’era oscura, un modello riproposto da molti, ma che oggi è ancora più attuale e reale. Comincia così, con Satan, uno straordinario attacco degno dei migliori Black Sabbath, il secondo lavoro dei siciliani Dark Shaman, intitolato Occult Doom.
Un titolo che «sottolinea il futuro incerto a cui andiamo incontro in quest’epoca» spiega Seby Carrubba, che, insieme al fratello bassista Dario e al batterista Alberto Mirabella, dà vita ai Dark Shaman. «Occulto sia perché è ignoto, sia perché è occultato, cioè ci viene nascosto da chi governa il mondo. Ma loro sanno benissimo qual è la direzione. E poi anche perché “doom” è il nome di questo genere musicale: il “doom dell’occulto”, inteso come esoterico».
Se il loro primo album Road to Hell è pura espressione del furore creativo, Occult Doomdocumenta la chiara e strabiliante maturità artistica, compositiva e comunicativa raggiunta dal gruppo. Da sempre il lato oscuro e misterico dell’esistenza ha affascinato gli uomini: pieno, vuoto; movimento, inerzia; bellezza, bruttezza; vita, morte. Proprio per l’illusione di poter scoprire, dominare e sovvertire l’uniformità della natura.

Le prime due canzoni sono legate dal soggetto infernale: l’arrivo di Satana in Satan, mentre nella successiva The House Of Slaughter è il demone della follia che provoca orrori come la strage di Amityville nell’America degli anni Settanta o, più recentemente e più vicino a noi, come i fatti di cronaca nera di Altavilla Milicia nel palermitano. «In questo caso c’era un padre che diceva di sentire le voci del diavolo nella sua testa e decide di trucidare in casa moglie e figli mentre dormono, per liberarli dal demonio», racconta Seby Carrubba, che quando si toglie le vesti di stregone del rock, indossa quelli più pacifici di insegnante di sostegno. «È un tema ricorrente nella cronaca nera mondiale: un familiare che uccide tutta la famiglia perché “sente le voci” e vuole sacrificare le sue persone più care perché possedute dal Male. E poi decide di togliersi la vita per porre fine alla sofferenza».
The House Of Slaughter procede come la colonna sonora di un thriller, lenta, ossessiva, ipnotica, carica di suspense. Seby Carrubba ci accompagna dentro l’atmosfera tenebrosa con la sua voce spettrale. Se Dark ritual corre lungo i binari di uno stoner-rock con qualche accelerazione, Nuclear War ci riporta nelle atmosfere Black Sabbath. «È un brano che parla di uno che una mattina esce di casa e si accorge che fuori è in atto una guerra nucleare», spiega Seby Carrubba. «Soldati, missili, gente che viene deformata, bruciata. E alla fine capisce che è meglio pregare per una soluzione nucleare finale e mettere fine alla razza umana». Un tema distopico che viene ripreso in Age of Darkness, che fa riferimenti al momento che stiamo attraversando: chitarra distorta, basso vischioso e batteria cadenzata aumentano il senso di terrore.

Nel finale arriva la sorpresa. O, meglio, la ciliegina sulla torta. Le arroventate chitarre di Seby e Dario Carrubba lasciano spazio ai suoni folk di un flauto e un marranzano, mentre la potente e ossessiva batteria di Alberto Mirabella viene ammorbidita da percussioni, e si aggiunge un pianoforte. È lo splendido sigillo finale, dal sound etno-tribale, di Aya-Wasca, forse più nota come ayahuasca (liana degli spiriti o liana dei morti), una droga diffusa fra le popolazioni dell’Amazzonia. «È il primo brano acustico dei Dark Shaman», rivela Seby Carrubba. «Parla delle visioni allucinate date dall’uso di questo tipo di pianta amazzonica: luci, ombre, alberi, sole, luna, oscurità».
Occult Doom uscirà nella notte di Halloween su bandcamp, Youtube e Spotify: «dopo qualche mese su audiocassetta in Inghilterra con Doomshire Tapes Records», annuncia la band. «Poi su vinile in Olanda con DHU Records (una delle etichette più importanti nel genere). Infine, su cd con Metalized Distro & Records in Messico», dove i Dark Shaman sono popolari, e proprio dallo sciamanismo, molto comune in Sudamerica, prende il nome il trio solarinese. Anche per il tour il piano di volo fa rotta verso l’estero con inviti in festival in Grecia e nelle Asturie.
