– Il Festival continua a perdere telespettatori: mercoledì altri 600mila in meno rispetto alla prima serata. Si avvicina la soglia d’allarme dei 9 milioni. La Rai nega la flessione e sbandiera un punto e mezzo in più di share
– Aperta la corsa alla successione di Carlo Conti. Fratelli d’Italia promuove Stefano De Martino, la tv di Stato preferirebbe la più rassicurante Antonella Clerici. La soluzione “tecnica”, e non si scarta il ritorno di Amadeus
Il brutto Festival non riesce a trasformarsi in cigno e a volare alto. La “magica favola”, prendendo in prestito il titolo di una delle tante brutte canzoni di questa edizione, sembra volgere verso una fine che lieta non è. La total audience televisiva continua a essere in sofferenza, perdendo un’altra grossa fetta. Si tratta certamente del consueto “calo fisiologico” della seconda serata, ma si avvicina troppo la soglia di allarme al di sotto dei 9 milioni di spettatori. Per appena 54mila spettatori non si scende giù. Rai1 si consola sbandierando il punto e mezzo in più di share, salito al 59,5%, il quarto più alto dal 1995.
A frenare la corsa di Carlo V è la partenza. Se l’anno scorso cominciava con quasi 15 milioni di persone attaccate allo schermo, mercoledì ne ha avute poco più (si fa per dire) di 11,5 milioni. Probabilmente a distrarre la platea televisiva è stata la concomitanza con la partita di Champions della Juventus contro il Galatasaray o l’incrocio con La ruota della fortuna di Gerry Scotti, che – pur mantenendo oltre 3 milioni di aficionados – subisce la concorrenza di PrimaFestival. Oppure, come suggerisce lo stesso Carlo Conti, il caldo sole primaverile che invita la gente a stare fuori. Ma potrebbe anche essere addebitato alla mancanza di curiosità nei confronti di questo brutto Festival. Che raggiunge i picchi d’ascolto non sulle canzoni, ma con l’esibizione di Lillo e l’ingresso di Pilar Fogliati.
Niente. La Rai non intende ammettere perdite, fors’anche per paura di dover rimborsare lauti contratti pubblicitari. «In ogni caso i conti si fanno alla fine della settimana», avvisano i vertici della tv di Stato. Nel frattempo, però, i radar della televisione sono già proiettati verso il dopo-Conti. E anche quelli della politica. Proprio ieri è entrato a gamba tesa Giancarlo Mazzi, sottosegretario alla Cultura ma, soprattutto, uomo che di Sanremo conosce ogni ingranaggio, essendone stato per anni il direttore artistico (famose le due edizioni con Gianni Morandi).

Durante una riflessione sul futuro della gara canora, Mazzi ha rilanciato il nome di Stefano De Martino: «È un grande showman». Secondo il sottosegretario, eletto nelle file di Fratelli d’Italia, se la Rai decidesse di puntare su di lui, ci troveremmo di fronte a un unicum storico: il primo caso in cui le figure di conduttore, direttore artistico e showman convivrebbero nella stessa persona. Un “all in” creativo che Sanremo, nella sua lunga storia, non ha mai sperimentato in questa formula totale.
L’endorsement scivola addosso a Carlo Conti, che non si sente offeso, da questa interferenza politica e ribadisce che questo è il suo ultimo Festival. Né assicura la sua presenza all’evento “Sanremo Estate” che Rai1 sta organizzando per il prossimo luglio.
Il nome di Stefano De Martino era stato già fatto per il futuro del Festival, ma poi sembrava essere stato posto in attesa. Erano venute fuori delle soluzioni “tecniche”, che avrebbe avanzato lo stesso Carlo Conti, affidando la direzione artistica a un’artista donna. Nella rosa c’erano Fiorella Mannoia, Giorgia e Laura Pausini, per la quale l’esperienza da co-conduttrice avrebbe fatto da preludio. Per la Rai, però, si tratterebbe di una piccola rivoluzione, e sappiamo come nelle segrete stanze e tra i corridoi di Viale Mazzini questa parola non risuoni molto bene. Così, ultimamente, era tornata a galla l’opzione Antonella Clerici, altro volto rassicurante e tradizionalista, forte anche dai successi ottenuti con il talent “The Voice” e del precedente fortunato nel 2010 sul palco dell’Ariston. Fortunato non artisticamente (vinse Valerio Scanu, seguito da Pupo ed Emanuele Filiberto), ma in termini di ascolti. Tra l’altro, in quella edizione la direzione artistica fu curata da Gianmarco Mazzi…
Ma non si può escludere un clamoroso ritorno di Amadeus alla Rai. La sua posizione a Nove si è fatta delicata, visti gli scarsi risultati dei suoi programmi e l’investimento affrontato dalla rete. Lui si sarebbe pentito della scelta e in Rai c’è una corrente che lo accoglierebbe subito a braccia aperte. Resta però al momento un po’ di freddezza da parte dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, rimasto molto male per come è finita la trattativa che lo vide coinvolto durante il rinnovo del contratto di Amadeus in Rai. Dalla parte di Ama c’è tuttavia l’amico Fiorello, che potrebbe diventare il cavallo di Troia per rientrare e risalire sul palco dell’Ariston. Insomma, i giochi sono aperti.
