– L’artista napoletana vince il contest riservato a cantautrici. La trapanese Indelicato premiata per la migliore interpretazione
– «Le donne fanno più fatica ad affermarsi. Non credo per mancanza di meriti. Non saprei, forse viviamo in una società troppo patriarcale»
Il suo album di debutto, Blu (2018) le è valso la vittoria del Premio Bindi 2019. Con il secondo, Egocentro (2024), ha vinto il XXI “Premio Bianca d’Aponte”. È stata la napoletana Micaela Tempesta a prevalere nel contest riservato a cantautrici svoltosi al teatro Cimarosa di Aversa il 24 e 25 ottobre 2025 con la direzione artistica di Ferruccio Spinetti.
Premi, riconoscimenti e apprezzamenti che, tuttavia, spesso non contribuiscono a rendere più “visibili” gli artisti. Micaela Tempesta non è alle prime armi, non ha grandi numeri di follower sulle piattaforme, ma conquista sempre la stima dei colleghi e della critica. «Una donna con un’immagine forte fa un po’ più fatica di una donna con un’immagine “debole”», commenta. «Ma nel totale le donne fanno più fatica ad affermarsi. Non credo per mancanza di meriti, ma non mi sento di dire nemmeno per ostracismo. Non saprei, forse viviamo in una società troppo patriarcale. Per fortuna ci sono addetti del settore che cercano sempre di puntare un riflettore sulla musica».
«Tra cantautorato italiano, radici partenopee e un sound da fuori confini», Micaela Tempesta si è imposta su un nutrito lotto di pregevoli concorrenti. Aggiudicandosi il Premio Bianca d’Aponte, ottiene borsa di studio di 1.000 euro, la partecipazione come ospite alla prossima edizione del Premio e la possibilità di esibirsi all’edizione del 2026 di Music for Change, realizzata da Musica contro le Mafie. L’artista napoletana ha ricevuto anche il Premio della Critica “Fausto Mesolella” (storico direttore artistico del d’Aponte) condividendolo con Nove (al secolo Roberta Guerra) da Genova. Le due cantautrici si divideranno una borsa di studio di 800 euro e si esibiranno come ospiti al Premio Nilla Pizzi.
Gli altri premi

Malto (Chiara Ceccatelli) da Siena ha ottenuto la targa al miglior testo (dedicata a Oscar Avogadro) e il “Premio ’Na stella” (titolo di una canzone di Mesolella) del Virus Studio, con l’incisione di un brano prodotto artisticamente da Ferruccio Spinetti e Alessandro Guasconi. A lei anche il premio dell’etichetta femminile “Maieutica Dischi” di Veronica Marchi (vincitrice della prima edizione del Premio), pure questo per la produzione e pubblicazione di un brano. Il premio per la miglior composizione va a Momi (Monica Commisso) da Udine; quella per la migliore interpretazione a Indelicato (Giorgia Maria Indelicato) da Trapani.
Per tutte le finaliste ci sono diverse possibilità di suonare dal vivo in appuntamenti legati al Premio che periodicamente vengono organizzati in Italia e Europa. Ad esempio, nella primavera 2026 è già prevista una data a Praga, all’Istituto Italiano di Cultura.
Il concorso ha visto come finaliste anche: Lumen (Silvia Demita) da Taranto, Claudia Salvini da Arezzo, Testimone (Alessandra Raschetti) dalla Svizzera, Canton Ticino, e Marta Maria Valerio da Napoli.
Le serate finali

Questa edizione era particolarmente importante perché proprio venerdì 24 ottobre è uscito Bianca d’Aponte – Ensemble per Bianca, il primo disco dove si può ascoltare la voce della giovane e talentuosa cantautrice scomparsa prematuramente nel 2003 a 23 anni. L’album è stato realizzato grazie al contributo di NuovoImaie.
Ricco e prestigioso il parterre degli ospiti, a partire da Levante, cantautrice di grande levatura e riferimento per molte sue giovani colleghe. L’artista siciliana è stata la madrina di questa edizione, presiedendo la giuria e proponendo un brano di Bianca d’Aponte, Via da me, insieme ad altri del suo repertorio.
Sul palco del Cimarosa è salito anche Carlo Marrale, storico fondatore dei Matia Bazar e autore di canzoni come Vacanze romane, che ha ricevuto il premio alla carriera della Città di Aversa e si è esibito insieme ad un’altra ex componente dello storico gruppo, Silvia Mezzanotte.
Brunella Selo con Ferruccio Spinetti ha omaggiato lo scomparso Stefano Benni con un brano di Fausto Mesolella su una sua poesia, Tulipani.
Due gli omaggi alla musica di Bianca d’Aponte. Quello del violinista Edoardo Amirante con E qualcosa inventerò e uno di un gruppo di alunni del liceo classico e musicale Domenico Cirillo di Aversa, con Cose lontane.
Il Premio ha visto come ospiti anche Carolina Bubbico, Bungaro e l’irlandese Naomi Berrill, vincitrice del Premio Bianca d’Aponte International, selezionata fra le finaliste del recente Premio Andrea Parodi di Cagliari, manifestazione gemellata con il d’Aponte. Inoltre, Valentina Lupi, come vincitrice della scorsa edizione, ha aperto entrambe le serate, ed alcune ex finaliste e vincitrici come Cristiana Verardo, Veronica Marchi e Manuela Zero. A completare il cast Acquachiara, vincitrice del contest Music for Change.
