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I DEPECHE MODE al cinema celebrano la vita e la morte

– Dal 28 al 30 ottobre il film “M” nelle sale italiane. Diretto da Fernando Frías intreccia le riprese dei tre spettacoli a Città del Messico con la cultura di quel popolo
– «È un modo di esorcizzare il concetto di “Memento Mori”», spiega il regista. «Significa “Ricorda che devi morire”, e non deve essere conflittuale, ecco com’è la vita»

Diretto dal regista pluripremiato Fernando Frías e presentato in anteprima al Tribeca Film Festival 2025, arriva nelle sale di tutto il mondo in 4K e audio 5.1 dal 28 al 30 ottobre Depeche Mode: M, il film concerto che intreccia le riprese dei tre show sold out al Foro Sol Stadium di Città del Messico nel tour a sostegno dell’album Memento Mori del 2023. Le riprese sfruttano la passione di quasi 200mila fan messicani come lente per raccontare l’influenza senza tempo della band, offrendo al contempo un potente tributo all’indissolubile legame tra musica, tradizione e spirito umano. L’elenco delle sale è disponibile su nexostudios.it.

Il film di Frias è molto più di un semplice documento di concerto, è un’opera imponente e complessa di squisito sforzo artistico, piena di tecniche di ripresa sperimentali più adatte a un’installazione di galleria che al cinema. La premessa centrale è che la musica dei Depeche Mode, soprattutto data la prematura scomparsa del membro principale Andy Fletcher che incide pesantemente su Memento Mori, ha profondi parallelismi con l’associazione mistica della cultura messicana con la morte e la mortalità. La musica dei Depeche Mode risuona nelle vite (e nei morti) del popolo messicano.

Tra filmati che catturano Dave Gahan, Martin Gore, Peter Gordeno e Christian Eigner nel loro momento di massima vitalità, Frias intervalla queste performance con narrazioni e poesie che cercano di svelare i profondi legami con la morte nella cultura e nelle credenze messicane. Le riprese di Gahan che si pavoneggia sul palco si alternano a profondi segmenti spirituali, accompagnati da riprese di ambienti naturali, commenti meditativi sulla tecnologia ridondante e ripetute sequenze monocromatiche di angeli abbattuti in magazzini abbandonati.

Ciò che emerge è una toccante, spesso devastante, comprensione della nostra quintessenza di mortalità, con la colonna sonora dei Depeche Mode, che ci permette di comprendere molto più a fondo il messaggio centrale di Memento Mori (“Ricorda, dobbiamo tutti morire”) e il suo profondo lirismo. Eppure, attraverso l’energia e l’intensità delle memorabili performance della band in brani come Wagging TongueEnjoy The Silence e Never Let Me Down Again, ci è anche concesso di apprezzare un po’ di più la vita che stiamo vivendo.

«In fondo, il film parla della profonda connessione tra musica, cultura e persone, e Fernando Frías, che lo ha diretto e concepito, ha fatto un bellissimo lavoro raccontando quella storia attraverso la lente della cultura messicana e dei nostri spettacoli a Città del Messico», ha commentato Dave Gahan.

«È una modo di esorcizzare il concetto di Memento Mori», spiega il regista. «Significa “Ricorda che devi morire”, e non deve essere conflittuale, ecco com’è la vita. Ho trovato alcuni filmati d’archivio e altre trame per funzionare come analogia. È anche una metafora per mostrare da quanto tempo sono là fuori».

Le proiezioni limitate di Depeche Mode: M coincidono con l’annuncio di Memento Mori: Mexico City, un album live di 24 tracce registrato durante i concerti in Messico, che include quattro brani aggiuntivi dalle sessioni in studio. Tra il film e la registrazione ininterrotta dell’esibizione dal vivo, possiamo vedere e sentire quanto sia viscerale il legame tra la musica dai toni dark dei Depeche Mode e la psiche messicana, catturando al contempo una band al suo apice di potenza e vitalità.

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