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GIORGIA: rinasco come Terminator 2

– Venerdì 7 novembre la cantante romana pubblica “G”, un album che chiude un cerchio e apre un nuovo corso. Si scopre una cantante che riscopre la voglia di contaminarsi con l’elettronica, la curiosità per i nuovi linguaggi, ma anche la consapevolezza di non dover dimostrare nulla
– «Non me lo aspettavo, se me lo avessero detto dieci anni fa non ci avrei creduto, pensare che volevo smettere a 26 anni». «Non ho più vent’anni ma non ho mai lavorato così tanto nella mia vita. Mi sono ricostruita i vestiti addosso e mi sono rimessa a cantare. Ho ricominciato a lavorare come si fa agli inizi»
– Da Federica Abbate a Dardust, diversi autori e produttori hanno collaborato all’avventura. Non manca un commento sul caso delle “sorelle di chat”: «Diciamo che questo è un tempo molto violento. Io non ce l’avrei il tempo di stare insultare. Non ci arrivo, non credo che ci sia nulla di femminista in questo»

Dopo un anno incredibile, ricco di successi e riconoscimenti, venerdì 7 novembre esce G, il nuovo album di inediti di Giorgia. «Sono come Terminator 2 che ogni volta che lo accoppano poi si riforma», scherza la cantante romana, sorpresa da questo momento particolarmente brillante della sua decennale carriera. «Non me lo aspettavo, se me lo avessero detto dieci anni fa non ci avrei creduto, pensare che volevo smettere a 26 anni».

Oggi Giorgia Todrani di anni ne ha quasi il doppio – 54 – e sta vivendo un nuovo “rinascimento”: vincitrice morale allo scorso Festival di Sanremo, un tour nel segno del “tutto esaurito”, la sorpresa alla conduzione di X Factor (tanto da essere corteggiata per l’Ariston) e un’opera di ricostruzione come cantante. Il risultato è G, un lavoro che vuole chiudere il cerchio col primo disco uscito nel 1994 dal titolo Giorgia. In questo nuovo capitolo ha deciso di rimettersi in gioco, ripartendo da sé stessa e dalla musica. Al centro c’è lei: testi, storie, melodie, che ha sentito le potessero appartenere.

La copertina dell’album

Il punto di partenza di questo processo di rinnovamento e ricerca è stata la ripresa dopo la pandemia ed il Sanremo del 2023, quando si presentò con la canzone Parole dette male, piazzandosi sesta. «Non è stato un momento di grande successo, almeno visto all’esterno», confessa Giorgia. «Ma, in realtà, è stato un momento fondamentale. Credo che non avrei fatto il Sanremo di quest’anno se non ci fosse stato quello precedente. Mi era stato utile per capirmi nel tornare su quel palco in gara dopo tanti anni e vedere come lo reggevo. Per me tornare all’Ariston è sempre impegnativo. Ho provato anche una discreta sofferenza interiore ad affrontare quel palco. Comunque, poi sono andata con una canzone che io sapevo benissimo essere particolare e non immediata. Dopo tutto questo potevo andare giù, emotivamente e psicologicamente, invece mi sono rimboccata le maniche e ho ricominciato a lavorare come si fa agli inizi della carriera, anche con la promozione. Ho riassaporato quella sensazione degli inizi per tornare con una forza riacquisita per quel lavoro che abbiamo fatto, compresa anche la co-conduzione insieme ad Amadeus del Festival e il tragitto fatto a X Factor».

Il disco

L’album G, composto da dodici tracce, se da una parte chiude un cerchio, dall’altra ne apre un nuovo corso. Giorgia oggi è un’artista che guarda avanti, ma con la consapevolezza di chi ha attraversato diverse trasformazioni. Il lavoro è stato anticipato dal singolo Golpe, una ballata pop d’autore intensa e potente che ha segnato il più alto debutto femminile del 2025 nella classifica radio Earone e il primo caso dell’anno di un’artista donna alla #1 nel primo giorno di programmazione radiofonica. Come in questo singolo –  che unisce le penne di autori come Edoardo D’Erme, Davide Petrella, Dario Faini e Gaetano Scognamiglio, oltre alla stessa Giorgia, con la produzione di Dardust – anche gli altri brani vedono la partecipazione di diversi autori e produttori: da Federica Abbate a Dardust. Ma anche tanti giovani autori, come per Carillon: «È stato scritto da due giovani artisti avellinesi. Questo brano mi è arrivato prima di La Cura per me, è come parlare a me ragazzina, quella che stava chiusa in una stanza. Ricordo delle frasi, nel primo Sanremo, dicevano che ero fredda e che non mi emozionavo. In realtà, dentro di me c’era la pietra lavica!».

La canzone sanremese, La Cura per me, chiude l’album in una versione speciale, con l’autore del brano Blanco, unico featuring del progetto: «Blanco l’aveva scritta per me, ho anche pensato a lui per la serata dei duetti, ma era in una fase di costruzione di un nuovo progetto, il Festival nei suoi piani», racconta Giorgia. «Anche a me è successo di dire no a una partecipazione in duetto, quindi so cosa vuol dire. Ma poi il duetto con Annalisa è stata una bella cosa. In questa versione ha cantato il suo inciso, ma anche il mio. Si vede la forma che la canzone aveva prima e che ha preso dopo». Cambia anche il finale del pezzo che, nella versione originale, recitava “solo tu sei la cura per me”: «Nell’essere donna, con il mio passato, non potevo andare da una ragazzina e dirle che c’è qualcuno a cui affidare interamente la sua felicità. Ho chiuso quindi cantando: “Non sarò mai più sola per me”, per aggiungere un tocco di indipendenza. Volevo essere coerente con la mia storia e ho detto a Blanco che, se l’avesse cantata lui, sarebbe andata bene anche la sua versione, e lui lo ha accettato».

Corpi celesti invece è dedicato al rapporto con il compagno Emanuel Lo, coach di danza di AmiciTra le lune e le dune è una cavalcata electro-pop che sul finale strizza l’occhio ai Daft Punk. Mentre Paradossale è una ballad che alterna fragilità e potenza. In Rifare tuttoGiorgia flirta con l’urban, mentre Sabbie mobili e L’unica riportano la sua voce dentro territori più intimi e familiari. «È un tempo della mia vita in cui devo dire tanti grazie», sottolinea Giorgia. «Non ho più vent’anni ma non ho mai lavorato così tanto nella mia vita. Mi sono ricostruita i vestiti addosso e mi sono rimessa a cantare».

Nel disco si sente questa ritrovata libertà e il momento fortunato che sta vivendo: la voglia di contaminarsi con l’elettronica, la curiosità per i nuovi linguaggi, ma anche la consapevolezza di non dover dimostrare nulla. «Avevo paura che sembrasse una forzatura fare canzoni moderne snaturandomi, ma abbiamo cercato di trovare un equilibrio», spiega. «Ho studiato ogni pezzo, cercando il mio ghirigoro anche negli spazi stretti. Mi sono vantata con me stessa: questo suono elettronico mi piace e mi sento coerente con la musica nuova».

Le “sorelle di chat”

Inevitabile uscire fuori tema e parlare del clamore che sta suscitando il caso “sorelle di chat” che vede al centro delle indagini per stalking e diffamazione le attiviste Carlotta Vagnoli, Valeria Fonte e Benedetta Sabene. «Non so quand’è che mi sono distratta e per cui il femminismo ha preso un’altra piega. Non trovo niente di femminista nell’insultare le persone. Non posso condividere, per quanto io sia cresciuta in un ambiente femminile di donne che si sono sempre rimboccate le maniche e naturalmente mi hanno passato l’idea dell’indipendenza di una possibilità di essere alla pari con tutto il mondo. Ho sempre definito mia madre una “femminista gentile”, perché mi dava i libri, perché mi spiegava, mi parlava. È stato un esempio insieme alle sue sorelle. Non rientra nella mia educazione comprendere come possa essere ideologico riunirsi e insultare persone a prescindere anche da quello che sono. da quello che fanno, da quello che protestano. Diciamo che questo è un tempo molto violento. Io non ce l’avrei il tempo di stare insultare. Non ci arrivo, non credo che ci sia nulla di femminista in questo».

Il nuovo tour

Da fine novembre Giorgia tornerà sul palco dei palasport italiani, ma nonostante gli ultimi live abbiano registrato numeri straordinari, con 22mila spettatori alla Reggia di Caserta, la cantante non ne vuole sapere degli stadi: «Ne farei al massimo uno o due. Invece il bello della tournée è che fai tante date, viaggi… Lo stadio è un altro tipo di emozione, con Elisa è stato pazzesco, ma non desidero lo stadio. Io vorrei tornare nei club!».

Queste le nuove date dei Palasport:

25 NOVEMBRE 2025 | JESOLO (VE) – Palazzo Del Turismo DATA ZERO SOLD OUT

06 DICEMBRE 2025 | BOLOGNA – Unipol Arena SOLD OUT

08 DICEMBRE 2025 | FIRENZE – Nelson Mandela Forum SOLD OUT

10 DICEMBRE 2025 | TORINO – Inalpi Arena SOLD OUT

12 DICEMBRE 2025 | PESARO – Vitrifrigo Arena SOLD OUT

13 DICEMBRE 2025 | MILANO – Unipol Forum SOLD OUT

16 DICEMBRE 2025 | PADOVA – Kioene Arena SOLD OUT

19 DICEMBRE 2025 | ROMA – Palazzo Dello Sport SOLD OUT

20 DICEMBRE 2025 |BARI – Palaflorio SOLD OUT

22 DICEMBRE 2025 | ROMA – Palazzo Dello Sport

13 MARZO 2026 | TORINO – Inalpi Arena 

16 MARZO 2026 | ROMA – Palazzo dello Sport 

18 MARZO 2026 | BARI – Palaflorio 

21 MARZO 2026 | BOLOGNA – Unipol Arena 

23 MARZO 2026 | MILANO – Unipol Forum 

24 MARZO 2026 | MILANO – Unipol Forum 

28 MARZO 2026 | FIRENZE – Mandela Forum

30 MARZO 2026 | PADOVA – Kioene Arena

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