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Ghali censurato e Andrea Pucci al Festival, ecco TeleMeloni

– Il rapper non è stato neanche nominato durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali, il presunto comico farà da co-conduttore nella serata di giovedì. Le proteste del web: accuse alla Rai ed a Carlo Conti

C’era una volta la Rai, e non è una favola: è un notiziario d’epoca. C’era una volta un servizio pubblico, oggi invece c’è TeleMeloni. Che riempie i Tg di dati e numeri che esaltano l’operato del governo, mostrando realtà che non sono tali. Che scatena Bruno Vespa contro la sinistra, che occupa sempre più spazi. 

Così ieri sera, durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali diffuse, in un florilegio sovranista – quanto siamo bravi noi italiani, quanto siamo belli – per uno spettacolo modesto, nel quale l’intrattenimento musicale è stato musica classica popolare fino in fondo – Andrea Bocelli che fa Nessun Dorma, Lang Lang che accompagna Cecilia Bartoli, Mariah Carey costretta a cantare Volare, l’omaggio a Raffaella Carrà – tranne che per una breve apparizione del rapper Ghali. Che però non è stato neanche nominato. Sbadataggine? Può darsi, viste le continue gaffe del direttore di RaiSport Paolo Petrecca, meloniano di ferro, che ha curato la telecronaca: dalla presidente del Cio scambiata per la figlia di Mattarella, al mancato riconoscimento dei campioni delle nazionali di volley, allo scambio di persona fra Mariah Carey e Matilda De Angelis. Perfino la BBC ha parlato di Ghali, la Rai no.

Senza quei primi piani continui sulle teste giganti di cartapesta dei compositori d’opera – Verdi, Rossini e Puccini – che ballavano al ritmo delle musiche dei Righeira, Ghali è passato in sordina, mai inquadrato, ripreso in lontananza, confuso fra una marea di ballerini mentre recitava una poesia di Gianni Rodari contro la guerra. Un comportamento che lascia sospettare una sorta di punizione nei confronti del rapper per le sue posizioni proPal e per aver polemizzato alla vigilia denunciando che era stata tagliata la parte in lingua araba nella lettura del testo di Promemoria, declamato in italiano, inglese e francese.

Sui social sono esplose le critiche alla Rai: si va dal «trattamento irrispettoso» alle accuse di «censura». Che hanno fatto eco alle proteste pomeridiane nei confronti di Carlo Conti per aver invitato al Festival di Sanremo, come co-conduttore nella serata di giovedì, il presunto comico Andrea Pucci. Non solo perché le sue battute non fanno ridere, ma sono omofobe e misogine. 

Lui, il presunto comico, confermando la sua eleganza, festeggia nudo con una foto sul suo profilo Instagram: «Sanremo sto arrivando». Il popolo del web, già infuriato per un cast impopolare e per la presenza di Laura Pausini, scoppia la rivolta. A guidarla è Selvaggia Lucarelli, la serpe nel seno della Rai. «Complimenti a Carlo Conti, dopo quella che non canta “Bella ciao” e lo stalker canterino amico di Giorgia (riferimento a Morgan, ndr), sul palco di Sanremo abbiamo anche Andrea Pucci, quello che fa bodyshaming su Elly Schlein, battute omofobe e finezze varie. È un bel presidente», le parole di Selvaggia Lucarelli. E anche c’è chi parla di «prima mossa di regime», chi di «una provocazione più che un’offerta da servizio pubblico», chi ricorda le battute omofobe fatte dal comico, chi consiglia di non guardare Sanremo. Non mancano i nostalgici di Amadeus.

Molti commenti, ai quali segue una nota dei parlamentari Pd della commissione di vigilanza Rai: «Anche Sanremo come tutta la Rai è diventato TeleMeloni? I vertici Rai spieghino la scelta del comico Pucci, palesemente di destra, fascista e omofobo, già sulle cronache per aver preso in giro un ragazzo dello spettacolo per essere omosessuale. Un tripudio di volgarità mista a razzismo. La Rai e il governo spieghino immediatamente cosa sta succedendo».

Mentre la Rai smette di essere servizio pubblico e diventa TeleMeloni (ha sottovalutato la devastazione del maltempo in Sicilia, così come – toh la coincidenza – la presidente del Consiglio), Carlo Conti si allinea, si adegua, si mette sull’attenti. Non per convinzione: per convenienza.

17 Comments

  • Mario Febbraio 7, 2026

    E che dire di Laura Pausini che ha cantato in playback l’inno di Mameli?

  • Lorenzo Febbraio 7, 2026

    Ma davvero c’è gente che ragiona come questo giornalista? A me questo sembra giornalismo “col martello”.. contenti voi..🤷‍♂️

  • Bruno Febbraio 7, 2026

    Avete rotto con. Telemeloni

  • Mino Febbraio 7, 2026

    E’una vergogna

  • Sciorscio Febbraio 7, 2026

    Se ne deve andare affa quella nana di M…a
    Ha rovinato l’Italia e gli italiani. Mal…..a

  • M Febbraio 7, 2026

    Il Festival di Sanremo non ha bisogno di volgarità.
    Perciò questo signore pucci potevate fare a meno di invitarlo.

  • Lucia Febbraio 7, 2026

    Un bel NO COMMENT è sufficiente no?

  • Renata Febbraio 7, 2026

    Che brutto giornalismo….covo di pettegoli e maldicenze! Montanelli vi fucilerebbe!

  • Viraj Febbraio 7, 2026

    Non guardare Sanremo è la migliore strategia

  • Lele Febbraio 7, 2026

    C’è gente che vive con le bende agli occhi per non vedere ciò che sta succedendo in RAI poveracci.

  • Carloweb Febbraio 7, 2026

    Ma se non volete essere Italiani, potete sempre andarvene

  • Pippo Febbraio 7, 2026

    Complimenti a chi ha scritto questo articolo un giornalista serio e non di parte

  • Daniele Febbraio 7, 2026

    Il solito articolo delirante del solito “giornalista” militante.
    Robe già viste. Si affossa perfino la Pausini, invisa ai militanti di sinistra da quando ha legittimamente deciso di non fare la foca ammaestrata e cantare Bella ciao a comando. Si esalta invece uno pseudo cantante che viene osannato solo per le sue posizioni politiche e che dovrebbe ringraziare di essere stato onorato (insieme a vere star internazionali) di partecipare a una cerimonia di apertura di un’olimpiade.
    Che pena

  • Carmela Febbraio 7, 2026

    Guardando la foto a natiche scoperte con cui il comico no-vax e no-gay Andrea Pucci annuncia sui social il suo approdo a Sanremo in veste di co-conduttore, ci si sente sollevati.
    Dopo avere sottratto alla sinistra il controllo della cultura, la destra espugna anche l’ultima casamatta di democristianità televisiva che resisteva dai tempi di Andreotti e Pippo Baudo. Il Festival della canzone italiana.
    Ora la lunga marcia è davvero finita e il tempo degli intrattenitori moderatamente progressisti, o progressivamente moderati, volge al termine. La famigerata egemonia culturale di sinistra è battuta, divisa, sconfitta, e alle sue ipocrite truppe non resta che risalire in disordine le valli che per decenni avevano disceso con orgogliosa sicurezza: Benigni, Grillo, Littizzetto, Fiorello, Crozza, Amadeus. Il compagno Amadeus. E Checco Zalone, che fa battute in apparenza reazionarie, ma sotto sotto si sa come la pensa davvero.
    Ora il terreno è sgombro, i tappi sono saltati e i talenti del melonismo, del salvinismo, del vannaccismo appaiono liberi di dispiegarsi in tutta la loro grazia e arguzia. Chissà quante idee originali e intuizioni folgoranti hanno tenuto in serbo per noi, durante questi decenni oscuri, passati al confino nei palazzetti, nei teatri e nelle tv commerciali. Ah, ma da oggi non saranno più costretti a soffocare i loro impulsi creativi e a marcire nell’ombra, vittime di complotti, esclusioni e congiure. Da oggi possono finalmente mostrarsi. Con le chiappe al vento.
    (Massimo Gramellini oggi sul Corriere della Sera)

  • Peppe De Cello Febbraio 7, 2026

    Si è vero tutti i mali del nostro paese sono attribuibili alla Meloni, dovremmo essere governati da Conte e Shlain, così potremmo stare tutti a casa con il reddito di cittadinanza, e trasformare le nostre umili dimore in regge con il 110%, e forse dico forse vacanze pagate almeno due volte l’ anno insieme a riduzione delle tasse come la sinistra ha fatto in Umbria, viva il PD ed il movimento cinque stalle.

  • mauro Febbraio 7, 2026

    A tutti quelli che commentano a favore della TV meloniana ricordo che prima di questa , chiamiamola porcheria , esisteva la pluralità, che Vespa lavorava comunque , che in parlamento si discuteva , perché c’era la democrazia , ora non c’è più, non c’è il merito , e già il commento che Montanelli fucilerebbe tutti la dice lunga sul pensiero di questi democratici fascisti . Ma gli italiani non Siete voi , gli italiani quelli veri sono altri , e non seminano odio .

  • Jonny Febbraio 8, 2026

    Con una coatta alla presidenza del consiglio e un governo di ministri ignoranti e impreparati cosa aspettarsi dai loro sottoposti? Avremo tanti Petrecca e Andrea Pucci. D’altronde l’ignoranza dilaga e impera

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