– Sono giovanissime ma sembra che suonino insieme da decenni: affascinano con incantevoli impasti vocali e con il semplice accompagnamento di strumenti acustici. Una sorpresa che arriva dall’Australia
– “Now Would Be a Good Time” è il titolo dell’album di debutto. «Abbiamo più sfumature dalle influenze rock e dalle cose spigolose, piuttosto che dal folk». Citano Gillian Welch, Big Thief, Wilco e Joni Mitchell
Nomen omen. Mai nome suona vero come Folk Bitch Trio per il trio australiano formato da Heide Peverelle, Jeanie Pilkington e Grace Sinclair. Un trio di “stronze” con un talento per la musica popolare e un grande senso dell’umorismo.
Amiche di lunga data Heide, Jeanie e Gracie hanno iniziato a cantare insieme nel 2019, e le lussureggianti armonie del loro album di debutto Now Would Be a Good Time sono così belle e naturali, a testimonianza di quell’amicizia. Abbinate alla strumentazione acustica, hanno una qualità senza tempo, semplice ma avvincente e risonante. Citano Gillian Welch, i loro compagni di etichetta Bonny Light Horseman, Big Thief, Aldous Harding e Wilco come influenze, ma confinano anche con Julien Baker e boygenius: un insieme che è un buon sommario della loro atmosfera magica.
«Abbiamo più sfumature dalle influenze rock e dalle cose spigolose, piuttosto che dal folk», tengono a sottolineare. Il trio non sta cercando di sostenere la tradizione. Stanno decostruendo la narrazione secondo cui la musica popolare deve essere seria, sacra o senza compromessi.

Lo spirito folk è mantenuto su Now Would Be A Good Time attraverso il metodo di registrazione, incidendo l’album su nastro, abbracciando il minimalismo e il desiderio di catturare semplicemente tre voci in una stanza, fino ai piccoli movimenti di sedie scricchiolanti e interruttori della luce tremolanti. «In un modo che sembri davvero fedele al modo in cui volevamo essere ascoltate, con più riferimenti agli anni Settanta, a Laurel Canyon e persone come Neil Young o Joni Mitchell».
L’apertura con God’s A Different Sword è un subito vincente: crea l’atmosfera, strumentalmente calda, con tre voci in sintonia, molto in stile americano. Fluttua nella nostalgia, prima che il suo crescendo di chiusura riesca a legare tutto insieme senza soluzione di continuità. Un sogno sessuale anima The Actor: questa è la canzone di Now Would Be A Good Time che suona più come boygenius, senza essere stata rubata dal suo libro di canzoni.
Moth Song è sia la canzone più lunga che quella più struggente dell’album, con la sua lunga corsa di cinque minuti che strappa le corde del cuore mentre tocca i cuori spezzati e il desiderio di un amore che potrebbe non arrivare mai. Devastante.
Alla canzone più lunga dell’album si contrappone quella più breve, I’ll Find A Way, interamente a cappella, mentre Cathode Ray risulta inquietante sin dalle sue note di apertura, con la voce delle tre ragazze in cerca di un groove che eleva ancora una volta la canzone.
Il minuto di Foreign Bird potrebbe essere il miglior minuto di musica nel 2025, poiché l’album inizia ad avvicinarsi alla chiusura, con il rush finale di That’s All She Wrote e della sottile e dolce Mary Play’s the Harp che mette in mostra i punti di forza di una band composta da ragazzine, ma che sembra fare musica da decenni.
