– Bad Bunny evita messaggi politici diretti, presentando uno show che esalta gli emigrati ed i popoli d’America, che non è solo sinonimo di Stati Uniti. Sul palco anche Lady Gaga e Ricky Martin
– Il capo della Casa Bianca: «Uno schiaffo agli Usa, assolutamente terribile, uno dei peggiori di sempre». E sulle tv “amiche” è andato in onda uno spettacolo alternativo, con Kid Rock e Brantley Gilbert
Il sole stava calando quando Bad Bunny ha fatto il suo ingresso tra i campi di canna da zucchero ricreati sul palco dello spettacolo dell’intervallo. Intorno a lui, jíbaros con il tradizionale cappello di paglia pava, anziani intenti a giocare a domino e un chiosco di piragua: immagini quotidiane che raccontano Porto Rico meglio di qualsiasi slogan.
Da un’isola caraibica segnata da una storia coloniale complessa fino al palcoscenico più seguito d’America, Benito Antonio Martínez Ocasio ha portato l’identità portoricana al Levi’s Stadium di Santa Clara, durante il Super Bowl 2026. Un momento destinato a restare nella memoria collettiva della cultura latina.
Il set si è aperto con una sequenza di successi reggaeton, da Tití Me Preguntó a Yo Perreo Sola, mentre Bad Bunny appariva sul tetto di una casita ispirata alla sua casa natale. Attorno a lui, una vera e propria festa marquesina, con ospiti celebri come Cardi B, Pedro Pascal, Karol G, Young Miko, Jessica Alba e Ronald Acuña Jr.
A un certo punto il tetto è crollato scenicamente e per pochi istanti è risuonata Gasolina di Daddy Yankee: un chiaro omaggio ai pionieri portoricani che hanno aperto la strada al successo globale del genere urbano.
«Mi chiamo Benito Antonio Martínez Ocasio», ha detto al pubblico in spagnolo. «Se oggi sono qui al Super Bowl è perché non ho mai smesso di credere in me stesso. E anche tu dovresti farlo: vali più di quanto immagini». Lo stesso messaggio è stato poi ripetuto in inglese.

Le note di Monaco hanno introdotto una delle sorprese della serata: Lady Gaga è apparsa in una scenografia che simulava un matrimonio, interpretando la sua parte nel brano Die with a Smile, accompagnata dalla band salsa Los Sobrinos. Il suo abito era impreziosito dalla maga, fiore nazionale di Porto Rico. Durante l’esibizione, una coppia è stata simbolicamente “sposata”, con Bad Bunny nel ruolo di testimone.
Il cantante ha poi cambiato look, indossando un completo bianco da salsero per Baile Inolvidable e NuevaYol, trasformando il campo in una festa di quartiere. Tra i momenti più intimi, un brindisi con Toñita, storica proprietaria del Caribbean Social Club di Brooklyn, uno degli ultimi baluardi della comunità portoricana a New York.
Ricky Martin, leggenda del crossover latino, è entrato in scena per interpretare Lo Que Le Pasó a Hawaii, brano carico di significato politico e simbolo della lotta per l’autonomia culturale dell’isola. Seduto su una sedia di plastica accanto a un piatto di plantano, l’immagine richiamava volutamente la copertina dell’album del 2025 Debí Tirar Más Fotos.
Alle sue spalle, i jíbaros salivano sui pali della luce che esplodevano in scena: una metafora dei continui blackout che affliggono Porto Rico. Da lì, Bad Bunny ha lanciato una potente interpretazione di El Apagón, canzone che rievoca l’uragano Maria e la frustrazione per le carenze croniche delle infrastrutture.
Durante uno dei passaggi più politici dello show, l’artista ha sventolato una bandiera portoricana nei colori rosso, bianco e azzurro, associati al movimento indipendentista. Per circa tredici minuti, sotto la regia di Apple Music e Roc Nation, il mondo intero ha guardato Porto Rico attraverso gli occhi di Bad Bunny.
L’intera performance è stata cantata in spagnolo, lingua madre dell’artista e della sua discografia. L’unica voce in inglese è stata quella di Lady Gaga. Solo alla fine, Bad Bunny ha parlato in inglese per augurare «God bless America», elencando poi numerosi Paesi del continente americano — dal Cile al Canada — a ricordare che «America» non è solo sinonimo di Stati Uniti. «È la mia patria, la mia patria, Porto Rico: siamo ancora qui», ha dichiarato. Sul maxischermo alle sue spalle compariva la frase: “L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore”, richiamo diretto a un suo recente discorso ai Grammy.
Il finale è arrivato con DtMF, mentre lasciava il campo accompagnato da musicisti che suonavano güiros e panderetas, strumenti simbolo della plena tradizionale.

Da anni Bad Bunny domina le classifiche di streaming mondiali, ma al Super Bowl ha dimostrato che il suo impatto va ben oltre i numeri. Non era la sua prima apparizione sul palco dell’evento — nel 2020 aveva partecipato accanto a Jennifer Lopez e Shakira — ma questa volta il centro della scena era tutto suo.
La performance rappresenta l’apice di un periodo straordinario per l’artista trentunenne che, solo un decennio fa, lavorava in un supermercato Econo a Porto Rico. Pochi giorni prima, aveva vinto il Grammy 2026 come Album dell’Anno con Debí Tirar Más Fotos, diventando il primo artista a ottenere il premio con un disco interamente in spagnolo. Un lavoro che fonde bomba, plena, salsa e música jíbara con reggaeton, trap e pop.
Molti si aspettavano un messaggio politico, vista la sua posizione critica verso Donald Trump e le recenti dichiarazioni contro l’ICE. Il suo ultimo tour aveva evitato gli Stati Uniti continentali proprio per timore che i fan potessero subire controlli migratori. In una conferenza stampa pre-evento, Bad Bunny aveva promesso «una grande festa» e aveva scherzato: non serve conoscere lo spagnolo per apprezzare lo show, basta saper ballare. Ha mantenuto la promessa, regalando uno spettacolo celebrativo, profondo e carico di speranza: un tributo alla cultura e alla resilienza di Porto Rico.
A restare contrariato è stato ovviamente il presidente americano Donald Trump, che aveva evitato di partecipare al Super Bowl proprio a causa della presenza di Bad Bunny. «Nessuno riesce a capire cosa sta dicendo questo tizio», ha commentato il capo della Casa Bianca. «Uno schiaffo in faccia agli USA. Uno spettacolo assolutamente terribile, uno dei peggiori di sempre». E sulle tv filo-Trump è andato in onda uno show alternativo, con Kid Rock e Brantley Gilbert.
Per la cronaca, la partita di football che si è giocata prima e dopo l’intervallo è stata poco competitiva: i Seahawks hanno battuto i Patriots per 29 a 13.
