– «Sono consapevole degli errori del passato», confessa pacato e autoriflessivo. «Credo che quest’anno si riesca ad andare un po’ oltre le mie responsabilità e a mettere al centro la musica»
– “Il male necessario” tra le favorite per la vittoria di Sanremo 2026. «Il rischio di entrare da papi e di uscire cardinali? Ma noi non siamo proprio entrati in seminario. La vittoria è che il brano arrivi alle persone»
– Marco Masini: «Ritrovarmi a 61 anni primo su Spotify è un miracolo. Io mi sento l’uomo più felice del mondo. Ringrazio Federico. Oggi sono felice di poter imparare da quelli più giovani»
«Il rischio di entrare da papi e di uscire cardinali? Ma noi non siamo proprio entrati in seminario. Io mi ritengo già soddisfatto così. La vittoria è che il brano arrivi alle persone. Poi certo, saremmo contenti qualsiasi cosa arrivi, ma è tutto un di più. Non ci possiamo rimproverare nulla». È con questo spirito che Fedez si avvicina alla finale insieme al suo compagno di avventura Marco Masini. Sulla base delle indicazioni che hanno dato le tre giurie – televoto, radio e stampa, tv e web – dovrebbero essere loro a contendersi la vittoria insieme ad Arisa e Serena Brancale con Sal Da Vinci possibile outsider.
«Siamo molto felici sia della canzone sia di come sia arrivato l’argomento che abbiamo deciso di trattare», commenta il rapper parlando del brano Male Necessario, che ha debuttato al primo posto su Spotify ed è primo nella classifica Fimi. «Non era scontata questa accoglienza. Stiamo cercando di far evolvere la performance e progredire sul palco, entrare sempre di più dentro la canzone. Credo che quest’anno si riesca ad andare un po’ oltre le mie responsabilità e a mettere al centro la musica, io ci sto provando consapevole degli errori del passato. Non posso cambiarlo, ma posso provarci».

È un Fedez pacato e autoriflessivo quello che si mostra in questo Sanremo. Forse l’influenza del suo compagno di avventura Marco Masini. Un rapporto nato lo scorso anno quando lo invitò nella serata delle cover a cantare con lui la celebre Bella Stronza. «Per me è un grande onore condividere questo palco con Marco, lui rappresenta la storia della musica italiana. Abbiamo trovato una sinergia particolare da subito in studio. Una complementarità, perché all’interno del brano c’è un pezzo di ognuno di noi due. Ci tengo a ringraziarlo.
Masini sembra avere un effetto “calmante” sull’ansia da palco dell’artista di Rozzano: «Sono rimasto scioccato dalla calma serafica che Marco ha dietro le quinte, e per osmosi è riuscito ad infonderla a me», scherza Fedez. «Non nascondo che ho sempre percepito il peso di questo palco, ma Marco ha una tecnica per stemperare che è parlare di calcio, quindi sono diventato esperto della Fiorentina», dice riferendosi alla nota fede viola di Masini.
Poi un cenno al passato artistico, non sempre facile, del suo partner artistico in questo Sanremo: «Credo che Marco abbia subito nella sua carriera delle vessazioni totalmente ingiustificate. Per quanto mi riguarda, io credo di essere sempre stato il peggior nemico di me stesso, c’è una differenza».

«Ritrovarmi a 61 anni primo su Spotify è un miracolo. Io mi sento l’uomo più felice del mondo», ha aggiunto Marco Masini. «Per me è un sogno, dopo 36 anni, essere ancora in un Festival di Sanremo, con tutta l’evoluzione che ha subito la musica, il mondo, la tecnologia, salire sul palco con ragazzi di 20 anni, è come se tutto tornasse indietro, mi sento felice. Ringrazio Federico (Federico Leonardo Lucia, ovvero Fedez, ndr) che mi ha dato la possibilità di fare questa esperienza con lui. Questa esperienza mi ha riempito il cuore e mi ha aiutato a scoprire di nuovo la musica, oggi sono felice di poter imparare da quelli più giovani».
Masini, che qui ha vinto due volte (nel 1990 con Disperato, un’altra era per lui e per il Festival e il Paese, e nel 2004 con L’uomo volante), festeggia un nuovo punto. «Non ho figli, altrimenti li farei sentire orgogliosi. Vengo dal pulire le tastiere ed essere garzone allo studio di Bigazzi e vedevo arrivare Mia Martini, Umberto Tozzi, Raf. Ora mi ritrovo primo su Spotify, è un miracolo».
Invano si è tentato di pungolare Fedez sui temi della politica e, in particolare, del referendum sulla giustizia, ma il rapper non ha abboccato all’amo, evitando ogni sorta di polemica. «Ci sono periodi nella vita e urgenze diverse, io sento che la parte politica e di attualità l’ho sviscerata in maniera molto più ampia con il mio podcast, ho invitato personaggi come Gratteri, o Colombo: la politica è una mia passione», ha concluso.
