Storia

ERMAL META da Sanremo alla Notte della Taranta

– Sarà l’artista albanese il maestro concertatore del Concertone di Melpignano del 22 agosto 2026. «È una grande emozione far parte di una tradizione così profonda»
– «La sua storia personale segnata dall’esperienza della migrazione e dall’approdo in Puglia negli anni ’90 parla di accoglienza, di dialogo tra i popoli, di una cultura che non si chiude»
– L’edizione numero 29 del festival salentino sarà dedicato alle culture del Mediterraneo, inteso «non come confine, ma come spazio di incontro, di scambio e di convivenza»

L’anno scorso, da ospite sul palco di Melpignano, era stato protagonista di uno dei momenti più intensi della Notte della Taranta interpretando Lule Lule, antico canto d’amore in lingua arbëreshe, e Mediterraneo. Quest’anno Ermal Meta sarà il maestro concertatore della edizione numero 29 del Concertone in programma il 22 agosto prossimo e dedicato alle culture del Mediterraneo. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della fondazione che organizza il festival. Dopo la “fuga”scappatella” newyorkese della scorsa edizione con Il maestro concertatore David Krakauer, clarinettista innovatore legato alla musica degli ebrei askenaziti, a Ermal Meta toccherà il compito di riportare il festival salentino nel Mediterraneo, al quale è dedicata quest’anno la manifestazione.

Nato a Fier, in Albania, e cresciuto a Bari, dove arrivò a 13 anni, dopo la caduta del regime comunista, Ermal Meta «è testimone della capacità della Puglia di farsi terra di accoglienza, “arca di pace”, portatrice di una cultura che è frutto di millenni di incontri, relazioni, migrazioni», evidenzia la Fondazione.

«È una grande emozione sapere di far parte di una tradizione così profonda ed è anche una grande responsabilità», ha commentato il cantautore in questi giorni impegnato nelle prove per il Festival di Sanremo, dov’è in gara. «Ho avuto modo di vedere da vicino la passione e la fede che La Notte della Taranta genera nelle persone che la amano e che la seguono. Mi onora che abbiano scelto me come maestro concertatore di quest’anno».

Una edizione delle Notte della Taranta

Per Massimo Bray, presidente della Fondazione, «tra la Notte della Taranta ed Ermal Meta è nata fin da subito una consonanza profonda, legata al suo percorso umano e artistico e ai valori che ispirano la sua musica. La sua storia personale segnata dall’esperienza della migrazione e dall’approdo in Puglia negli anni Novanta parla di accoglienza, di dialogo tra i popoli, di una cultura che non si chiude ma si apre all’altro. Con Ermal Meta affidiamo la direzione del Concertone a un musicista capace di tenere insieme memoria e presente, tradizione e contemporaneità, e di interpretare il Mediterraneo non come confine, ma come spazio di incontro, di scambio e di convivenza».

Il Concertone di Melpignano si conferma l’evento di musica popolare più importante d’Europa. L’edizione 2026 promette di essere un viaggio emozionale che parte dalle radici del basso Salento per abbracciare l’intero bacino mediterraneo. L’obiettivo resta quello di fare della musica un linguaggio universale di pace, trasformando il ritmo della pizzica in un messaggio di speranza e futuro condiviso.

Negli ultimi anni, Ermal Meta ha esplorato nuovi linguaggi. Il suo romanzo d’esordio Domani e per sempre (2022) è stato un caso letterario. In tv lo abbiamo visto alla guida del Concerto del Primo Maggio e come coach in Io canto Family. La sua vita privata ha subito una svolta nel 2024 con la nascita di Fortuna Marie e nel 2025 con l’adozione delle sue altre due figlie, eventi che hanno profondamente influenzato la sua scrittura recente. E a una bambina è rivolta la canzone con cui si presenta a Sanremo quest’anno: Stella stellinail titolo.

«È una canzone che parla di resistenza e di speranza», spiega. «Racconta di una bambina. Quando l’ho scritta, ho subito pensato a Sanremo, perché il palco dell’Ariston rivela tutte le emozioni che sono legate ad una canzone e soprattutto quando sono vere quando sono anche brucianti».

Per Ermal Meta è la quarta partecipazione al Festival di Sanremo: terzo posto tra i Big con Vietato morire e Premio della Critica Mia Martini nel 2017. L’anno seguente vittoria con Non mi avete fatto niente in combinazione con Fabrizio Moro), terzo posto nel 2021 con Un milione di cose da dirti.

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