– Nessun scandalo ma gran varietà dalla coppia che ha interpretato “The Lady is a tramp” con il siracusano nel ruolo di Tony Bennett. Al secondo posto Sayf con Alex Britti e Mario Biondi, terza Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma. Le pagelle di tutte e trenta le cover
– Strascico di polemiche per il bacio saffico tra Levante e Gaia “censurato” dalla regia. Gianni Morandi si unisce a sorpresa al figlio Tredici Pietro, provocando le proteste di Alessandro Gassmann. Frecciatina di Gianluca Grignani a Laura Pausini
– Fra i momenti migliori quelli proposti da J-Ax, Arisa, Fedez & Masini, Ermal Meta. Il cartoon rock delle Bambole di pezza con Cristina D’Avena. Latita lo spettacolo: la banale comicità di Alessandro Siani. Verifiche su Malika Ayane per pubblicità occulta
Tutti i veri Big che sono mancati in questo brutto Sanremo 2026 eccoli sfilare sul palco dell’Ariston per l’attesa serata delle cover, una grande festa della canzone italiana e non solo, una sorta di karaoke nazionale diventato appuntamento immancabile nella settimana santa del Festival. Paradossalmente, nella serata di festa della musica italiana, a trionfare è The lady is a tramp, una canzone che fa parte del grande songbook americano cantato da grandi voci come Frank Sinatra e Tony Bennett. A interpretarlo un altro Tony, ma Pitony di cognome, siracusano di nascita, simil cafone mascherato da Elvis Presley, in coppia con Ditonellapiaga simil Lady Gaga.
Ha vinto la coppia più attesa e chiacchierata. Si temeva uno show dissacrante, invece i due hanno proposto gran varietà con una elegante versione del celebre brano di Rodgers & Hart. Al secondo posto Sayf con Alex Britti e Mario Biondi, terza Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma. A sorpresa le Bambole di pezza, che hanno giocato con Cristina D’Avena, si sono fermate a un passo del podio, al quarto posto. Seguono Tredici Pietro raggiunto da papà Gianni Morandi, il cui intervento ha scatenato le proteste di Alessandro Gassmann, papà di un altro figlio d’arte in gara. Al sesto posto Sal Da Vinci, alla vigilia dato favorito dai bookmakers, seguito da LDA e Aka7even, Nayt, Dargen D’Amico. Luchè chiude la classifica determinata dal voto del pubblico da casa e dalle due giurie – sala stampa, tv e web e radio – e rivelata soltanto nei primi dieci posti.
Nel complesso una buona serata. Non a caso è anche quella che ha registrato maggior ascolto con 10,8 milioni di telespettatori e il 65.6%, sempre meno rispetto allo scorso anno. quasi tre milioni di persone e cinque punti di share in meno. Un risultato che è in linea con gli ascolti di quest’anno e che comunque conferma la serata dei duetti come la più vista del festival ad eccezione della finale di sabato.
LE PAGELLE DEI DUETTI

Elettra Lamborghini resuscita Las Ketchup e il tormentone Aserejé annesse le classiche movenze del ballo. C’è un principio di discoteca all’Ariston. Nulla di particolare. Sicuramente meglio della canzone in gara. 5
Eddie Brock resta legato alla romanità, e cede la scena al suo ospite Fabrizio Moro, del quale ha scelto Portami via. Urla al quadrato. 3
Mara Sattei si fa accompagnare sul palco dell’Ariston da Mecna per una versione urban de L’ultimo bacio, canzone iconica di Carmen Consoli. In pratica cantano due brani diversi. 3
Patty Pravo ha scelto di coreografare con il ballerino Timofei Andrijascneko Ti lascio una canzone, una dedica all’amica Ornella Vanoni. La prendiamo bene in quanto tale. 5
Levante in versione rock riesce a trasferire un po’ di grinta anche a una Gaia bloccata in un corpetto molto stretto. Una performance grintosa e sensuale, con contorno di bacio saffico non inquadrato dalle telecamere, per una intensa versione de I maschi di Gianna Nannini. 7.5

Malika Ayane sceglie l’attore Claudio Santamaria come partner per teatralizzare Mi sei scoppiato nel cuore, testo di Lina Wertmüller e musiche di Bruno Canfora, portata al successo da Mina. Originale e lui sorprende come cantante. 6.5
Bambole di Pezza trasformano in una punk girl Cristina D’Avena per giocare con Occhi di gatto, brano di un cartone animato giapponese degli anni Ottanta. Infuocato da un inserto di Whola Lotta Love dei Led Zeppelin. Un cartoon rock. 7
Dargen D’Amico da una parte rappa su guerra e diserzione, dall’altra il filo-Putin Pupo canta la sua Su di noi. E poi c’è la tromba jazz di Fabrizio Bosso un po’ morriconiana. Una innocua conviveve con Il disertore di Boris Vian, Gam gam, canzone scritta – con i versi del salmo 23 – per commemorare l’oltre milione e mezzo di bambini ebrei uccisi dai nazisti, una frase chapliniana da «Il grande dittatore» («Più che macchinari ci serve umanità») e la voce di Papa Francesco a chiudere: «Non rassegniamoci alla guerra». Un manifesto contro la guerra un po’ contraddittorio date le polemiche sulla presunta vicinanza alla Russia del cantante toscano. 5
Tommaso Paradiso per affrontare L’ultima luna di Lucio Dalla chiede aiuto agli Stadio, che per lungo tempo furono la band del cantautore bolognese. Gaetano Curreri fa Lucio, Paradiso fa se stesso. 5
Michele Bravi si accoda agli omaggi a Ornella Vanoni e si affida alla voce di Fiorella Mannoia per riproporre Domani è un altro giorno. Una versione piatta. Non emozionano. 4

Tredici Pietro non si sottrae all’eredità paterna e canta Vita, che fu motivo di incontro Dalla-Morandi (e quindi Dalla viene evocato per la seconda volta). Punta sugli affetti anche nella scelta di Galeffi, Fudasca & Band, ovvero la formazione che lo accompagna nei concerti. Scegliere di reinterpretare la canzone di un genitore può essere un grande rischio o un successo carico d’emozioni. Lo abbiamo già visto accadere con Angelina Mango perLa Rondine. In questo caso, però, riceve l’aiuto del papà che, a sorpresa, lo raggiunge sul palco e cantano insieme. «Sei stato bravo, si vede che lo hai fatto già un paio di volte», dice Tredici Pietro al papà scherzando, il pubblico esplode con cori e applausi. Scene di una famiglia. 7
Maria Antonietta & Colombre si tuffano negli anni Sessanta con Brunori Sas per sgolarsi con Il mondo di Jimmy Fontana. Fedeli all’originale. Esecuzione perfetta. 7.5

Fulminacci cerca di sparigliare riproponendo Parole parole con la “belva” Francesca Fagnani. Lui nel ruolo di Mina, lei in quello che fu di Alberto Lupo. Francesca Fagnani canta: “Che belva sei?” al posto di “Che cosa sei?”: Atmosfera anni Sessanta e bianco nero. Con ironia e leggerezza. 7
LDA & Aka 7even non escono dalla loro comfort zone partenopea e festeggiano gli 80 anni di Tullio De Piscopo con il suo successo Andamento lento. Il pubblico dell’Ariston si alza per ballare. Esplosiva. 7
Raf resta ancorato agli anni Ottanta omaggiando Nik Kershaw, icona di quel decennio, con The Riddle, successo del 1984. Fra ballerini (fra cui la figlia di Raf) e tamburini, la presenza dei The Kolors non si avverte. 5

J-Ax è in vena di divertimento e omaggia la milanesità con E la vita, la vita e con Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, Paolo Jannacci, Ale e Franza, mascherati nella Ligera County Fam, band che richiama la vecchia mala. Strepitosi. 10
Ditonellapiaga e il siracusano Tony Pitony erano i più attesi per l’imprevedibilità del duetto sulle note di The Lady is a Tramp, un classico portato al successo da Frank Sinatra. Lei nella parte di Lady Gaga, lui in quella di Tony Bennett. Swinganti, duettano, ballano, scherzano, mescolano il Rabagliati di “Ba-ba-baciami piccina”. Eleganti, niente eccessi, nessun scandalo. Gran varietà. 7.5
Enrico Nigiotti con Alfa per la cover di En e Xanax, dolce storia di Samuele Bersani su due psicofarmaci dipendenti per disturbi d’ansia e attacchi di panico. Anche qui la canzone viene infarcita con un altro testo in sintonia con l’argomento. Per il resto l’atmosfera è la stessa. 4.5

Serena Brancale si presenta con Besame mucho in compagnia di Gregory Porter, cantante, compositore statunitense di jazz, soul e gospel e vincitore di due Grammy Awards, e della siciliana Delia Puglisi reduce da X Factor. È uno straordinario incrocio di voci. 7.5
Sayf si circonda di due giganti, Alex Britti e Mario Biondi, in versione Blues Brothers, per far esplodere i fuochi d’artificio di Hit the road Jack, brano nel repertorio di Ray Charles. 7
Francesco Renga con Giusy Ferreri rispolvera una bella “chicca”: Ragazzo solo, ragazza sola, canzone che David Bowie cantò in italiano nel 1970 come cover di Space Oddity: ma il testo di Mogol non ha alcuna attinenza con l’originale. Due voci incompatibili. Il Duca Bianco si sarà rivoltato nella tomba. 4

Arisa prosegue nella sua vena classica rendendo quasi operistica Quello che le donne non dicono di Enrico Ruggeri, portata al successo da Fiorella Mannoia, con il Coro del Teatro Regio di Parma. Prova vocale molto coraggiosa e originale. 9
Samurai Jay scatena i ritmi latini Baila Morena di Zucchero con la complicità della tromba di Roy Paci e la sensuale Bélen Rodriguez. Confusa e imprecisa. 4
Sal Da Vinci si allontana da Napoli, incanalandosi nella linea melodica di Michele Zarrillo, con il quale e del quale canta Cinque giorni. Karaoke con qualche gorgheggio di troppo. 4

Fedez & Masini, con il sostegno del violoncellista croato Stjepan Hauser, si cimentano in una ardimentosa sperimentazione fra pop, musica classica, rap e poesia per raccontare Meravigliosa creatura di Gianna Nannini. Dovrebbe essere questo lo spirito della serata delle cover: l’originalità. 9
Ermal Meta, in compagnia di Dardust al piano e all’elettronica, punta su Golden Hour, brano rarefatto di un semisconosciuto Jvke. Si allineano al gruppetto di coraggiosi che comprende Arisa, Fedez & Masini. 9
Nayt con Joan Thiele, tra qualche incertezza, porta La canzone dell’amore perduto di Fabrizio De André nell’indie-pop. 4
Luchè recupera Gianluca Grignani per omaggiarlo con Falco a metà. Grignani fa Grignani, Luchè fa Luce e canta un’altra canzone. Che cover è? Non è mancata una frecciatina a Laura Pausini, con la quale Grignani è entrato in polemica per la cover di un suo brano: «C’è anche il numero di Laura Pausini nei fiori così la posso chiamare?». 3
Chiello, dopo aver cacciato via Morgan – «abbiamo fatto un po’ di prove e non ci siamo trovati, non si è creata quell’alchimia artistica e quindi ho deciso di non portarlo» – si affida al pianoforte di Saverio Cigarini per una reinterpretazione di Mi sono innamorato di te, un classico di Luigi Tenco. Un atto di presunzione. Non ha né la voce, né la maturità per interpretare il brano. 3
Leo Gassmann riporta Aiello sul palco dell’Ariston per intonare insieme Era già tutto previsto di Riccardo Cocciante. Nello stile dell’autore. 5
Il caso: il bacio censurato fra Levante e Gaia

Polemica sulla presunta censura del bacio sulla bocca che Levante ha dato a Gaia. Un momento che gli spettatori da casa hanno solo percepito, visto che per il piccolissimo istante del contatto la regia ha staccato mostrando il momento da grande distanza, al punto da renderlo impercettibile. Poi, dopo un breve istante, l’inquadratura è tornata stretta sulle artiste.
Censura o semplice casualità? A parlare del bacio è proprio Levante, pochi minuti dopo la sua esibizione, nel corso dell’intervista a caldo con Gino Castaldo ed Ema Stockolma su Rai Radio 2: «Noi ci siamo innamorate», ha detto parlando di Gaia. «La canzone è quella giusta perché quel modo di vivere la sessualità come un maschio l’ha descritta Gianna Nannini». «Avete sconvolto i borghesi?», ha chiesto la conduttrice riferendosi proprio al bacio e Levante ha risposto: «Soprattutto le signore in prima fila». Poi le due si sono baciate nuovamente.
La protesta di Alessandro Gassman
Nel Festival della famiglia, è scontro fra papà. Dopo il commento sulla scaletta che vedeva sempre ultimo, o quasi, il figlio Leo, Alessandro Gassmann si sfoga con un post su Instagram al vetriolo. La polemica è sulle regole di Sanremo che imponevano ai parenti dei cantanti in gara di non salire sul palco per promozioni personali. «Le regole non sono uguali per tutti», ha detto piccato riferendosi alla performance a sorpresa di Gianni Morandi con il figlio Tredici Pietro.
Alessandro Siani ospite a sorpresa
Ad aprire la serata era stata Laura Pausini con un medley delle cover contenute nel suo nuovo album. Con una maschera da aliena ha cominciato fuori dall’Ariston per poi portare dentro il teatro lo spirito della rilettura originale di classici che avrebbe dovuto animare la gara.
Ospite a sorpresa Alessandro Siani, ormai una presenza abitudinaria a Sanremo: un altro segnale dell’incapacità di Carlo Conti di puntare sulle novità, preferendo l’usato sicuro. Piuttosto scontato il campionario del napoletano con Conti che gli fa da spalla.
Premio alla carriera a Caterina Caselli, prima cantante-donna a rivendicare la libertà di giudizio con “Nessuno mi può giudicare”, canzone con la quale nel 1966 si piazzò al secondo posto al Festival di Sanremo. Fu il debutto da “caschetto d’oro”, poi partecipò altre sei volte come cantante prima di diventare produttrice e lanciare Andrea Bocelli, Elisa, Avion Travel e tanti altri.
Pubblicità occulta: inchiesta su Malika Ayane

A Sanremo torna a far discutere la questione della pubblicità occulta. Sotto la lente, in particolare, un kit cosmetico lanciato dal noto brand Veralab che si chiama “Animali notturni”, come il brano in gara di Malika Ayane, che sarebbe legata contrattualmente al marchio come dimostra un post Instagram della stessa artista con l’hashtag #adv.
Una vicenda sulla quale sono in corso verifiche: la Rai sta raccogliendo tutti gli elementi necessari per valutare relative responsabilità ed eventualmente agire a tutela dei propri diritti. Dopo i casi dei selfie di Chiara Ferragni e delle scarpe di John Travolta, al centro di due multe da parte dell’Agcom per pubblicità occulta, rispettivamente a Instagram e a un noto marchio di sneakers, Upower, la Rai è attenta a questo tipo di rischi: per questo sia il regolamento del Festival che gli accordi con artisti e case discografiche vietano espressamente qualsiasi attività qualificabile come pubblicità occulta.
