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David Bowie “berlinese” in due graphic novel

– In occasione del decennale della morte del Duca Bianco del rock escono due storie a fumetti sulla genesi della trilogia composta da “Low”, “Heroes” e “Lodger”, pubblicata fra il 1977 e il 1979

Gli “anni berlinesi” di David Bowie, i più creativi, sperimentali, ma anche più tormentati, vengono rivisitati in due graphic novel in uscita questo marzo, nell’anno in cui si celebra il decennale della morte di un’icona senza tempo.

L’artista tedesco Reinhard Kleist, che ha ridefinito il concetto di biografia a fumetti, in Low – David Bowie e gli anni di Berlino, in uscita il 6 marzo per Bao Publishing, completa la biografia “emotiva” iniziata con il precedente Starman, in cui raccontava gli esordi del musicista.

Profonda e sfaccettata la storia si apre dopo il rivoluzionario tour americano del Duca Bianco e l’inizio degli iconici “anni berlinesi”. Nel 1976, Bowie fuggì dalla frenetica follia e dall’abuso di sostanze del periodo di Los Angeles per raggiungere Berlino. In cerca di nuova ispirazione, David fa base in uno storico studio di registrazione a pochi passi dal muro che spacca in due la città, e ha per coinquilino Iggy Pop. Nasce Low, il primo album della sua Trilogia berlinese e l’amicizia tra Bowie e Iggy spinge entrambi gli artisti verso nuove vette creative.

Low di Kleist è sia una rivisitazione degli anni berlinesi di Bowie, sia un vibrante ritratto della città stessa. Un viaggio attraverso la scena musicale rivoluzionaria di Berlino Ovest e la sfrenata vita dei club, fino alle sessioni di registrazione agli Hansa Studios. Umano, profondo e sfaccettato, questo fumetto è un omaggio sentito ad un’icona assoluta, grazie allo stile profondamente empatico del grande fumettista tedesco.

Un ritratto di Bowie e della sua Trilogia Berlinese, composta da LowHeroes e Lodger, pubblicata fra il 1977 e il 1979, viene proposto anche nel graphic novel Ho lasciato ogni posto di Lorenzo Coltellacci e Mattia Tassaro, che arriva in libreria il 31 marzo per Feltrinelli Comics. Anche in questo caso, Berlino, ancora divisa dal muro, non è sfondo ma protagonista della storia. «Per la prima volta ho la sensazione che questa tensione non sia soltanto dentro di me, ma che si trovi anche fuori, nelle strade di questa città», diceva Bowie.

Lorenzo Coltellacci, autore di fumetti e albi illustrati, e Mattia Tessaro, illustratore, laureato in design della comunicazione, ritraggono un David Bowie diverso dal personaggio colorato e glamour della fase di Ziggy Stardust. Così poco rappresentato, malgrado l’enorme interesse di questa sua fase berlinese e con attorno comprimari straordinari come Iggy Pop, Brian Eno e Robert Fripp. Già autori di È mia la colpa – La vita dei Joy DivisionMorire non importa – The Cure: le radici del mito, in questo nuovo libro a fumetti raccontano la fine della musica anni Settanta e l’inizio di tutto quello che sono stati postpunk e new wave negli anni Ottanta e oltre. Mostrano come David Bowie – nome d’arte di David Robert Jones nato a Londra l’8 gennaio 1947 e morto a New York il 10 gennaio 2016 – abbia «cambiato la musica, per sempre. Ha cambiato noi, il nostro mondo. E ha cambiato se stesso, raggiungendo il massimo della creatività e consacrando definitivamente il rock a forma d’arte».

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