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DARIO AITA: il mio Battiato

– Cominciate a Milano le riprese del nuovo film tv della Rai “Franco – Il lungo viaggio”, interpretato dall’attore palermitano. «Di lui sapevo molto poco, mi affido alla sceneggiatura». «Canterò anche. Nel provino ho presentato “Prospettiva Nevski”»
– La sceneggiatrice Monica Rametta: «Ho pensato che la chiave per raccontarlo fosse il cammino spirituale e mistico di un uomo che è andato alla ricerca di qualcosa di alto e di altro, grazie al quale è riuscito a trasformarsi e trasformare in musica il suo pensiero»

Primi ciak per il nuovo film tv della Rai Franco – Il lungo viaggio, le cui riprese sono cominciate a Milano e si concluderanno in Sicilia il 24 novembre. Il biopic, che arriverà il prossimo anno su Rai1, è un viaggio attraverso le pieghe più nascoste dell’animo di un grande cantautore che, con il suo mix di ironia e spiritualità, ha scritto alcune delle più significative pagine della musica italiana, cambiandone profondamente le atmosfere e le percezioni.

«Sono dieci anni che dedichiamo spazio con una miniserie o un film a un grande personaggio della musica leggera», commenta Leonardo Ferrara, capo struttura di Rai Fiction. «Abbiamo raccontato Fabrizio De André, Rino Gaetano, Mia Martini, Nada lanciando Tecla Insolia, e poi Peppino Di Capri. Da diversi anni pensavamo a un film su Battiato, così amato da tante generazioni. È stato un cantautore che ha abbracciato il post progressive e la musica sperimentale, si è avvicinato al misticismo e alla musica spirituale, fino agli ultimi successi. La musica poliedrica di Battiato ci ha fatto cantare, ballare, divertire, emozionare. Il nostro obiettivo è quello di realizzare un film evocativo che racconti la poetica di Franco attraverso una gamma di colori».

«Di Battiato sapevo molto poco»

Dario Aita e, sotto, Franco Battiato

Il volto di Dario Aita, l’attore palermitano che interpreta il cantautore siciliano, scomparso quattro anni fa, non è nuovo al pubblico televisivo: ha preso parte a numerose serie di successo come Questo nostro amoreL’allievaIl Cacciatore e Noi, remake italiano di This Is Us. Oltre alla partecipazione a La legge di Lidia Poët, Aita ha lavorato con Paolo Sorrentino in Parthenope, accanto a Celeste Dalla Porta e Daniele Rienzo. Questa volta avrà il ruolo di protagonista, impersonando un artista esistito, conosciuto e amato da tantissime persone.

«C’è sempre un misto di felicità, preoccupazione e responsabilità quando si interpreta un personaggio realmente esistito e così amato», commenta il trentottenne attore palermitano. «Per me è davvero una emozione. Io reagisco sempre tiepidamente quando ottengo un ruolo, ma stavolta ho chiamato subito la mia compagna e la mia famiglia dicendo che avrei fatto Franco Battiato».

  • Conosceva la musica di Franco Battiato?

«Di Battiato sapevo molto poco. All’inizio ho ripescato nella memoria della mia infanzia e della mia adolescenza. Ora mi affido alla sceneggiatura, lavorando sulle sue parole. Lui è sempre stato alla ricerca innata di un qualcosa, di un io, di se stesso, soprattutto nei primi anni. Sarà una grande fortuna se la mia ricerca su Battiato troverà un punto di incontro con la sua».

Esce anche un nuovo fumetto sul Maestro di Milo. S’intitola “Battiato l’artista” ed è interamente dedicato alla produzione filmica e pittorica del grande cantautore siciliano. Gli autori – Maurizio Di Bona (in arte The Hand) e Alessio Cantarella – sono gli stessi del libro pubblicato nel 2023 “Battiato l’alieno”.
  • Canterà?

«Certo! Ci sarà tutta la parte musicale che canterò io, credo almeno tre canzoni e ovviamente sono seguito da un vocal coach. Un lavoro emotivamente intenso».

  • Ha un po’ paura del paragone che inevitabilmente verrà fatto?

«Paura no, è un sentimento strano, ma sento che devo concentrarmi al massimo, più di quanto sono abituato a fare, per dare il meglio».

  • Si ricorda del provino?

«Mi hanno chiesto di fare un breve video in cui dovevo cantare Prospettiva Nevski. Ho avuto la fortuna di trovare a disposizione su Milano una piccola saletta musicale che sembrava proprio tirata fuori dagli anni Settanta, avevo anche indossato un abito gessato, gli occhiali da sole, ho anche provato a mettere i capelli un po’ come li aveva lui all’epoca. Devo dire che è stato sorprendente rivedermi dopo».

  • Le tre canzoni preferite di Franco Battiato?

«In assoluto Stranizza d’amuriL’ombra della luce e poi se la giocano a pari merito Prospettiva Nievski e Alexander Platz, che in realtà è una canzone portata al successo da Milva, ma che ha composto e cantato anche Battiato ed ha un testo fantastico, è un pezzo meraviglioso».

Quando è iniziata a circolare la notizia di un biopic su Battiato, molti attori si sono fatti avanti spontaneamente, rivela Leonardo Ferrara. «Con Renato De Maria abbiamo iniziato a fare i primi provini», racconta il capo struttura di Rai Fiction. «Ci serviva un protagonista che sapesse cantare live. Abbiamo fatto vedere il provino di Dario alla nipote di Battiato, Cristina, la figlia del fratello. Guardandolo sul telefonino lei si è commossa. È stato un momento molto intenso».

Inizialmente la sceneggiatrice Monica Rametta non voleva scrivere il film. «Si sa davvero poco della vita privata di Battiato. Ci sono delle vite che sono più semplici da raccontare drammatizzandole. Poi ho capito che sarebbe stata una sfida per me fare il film», dice. È cominciato, allora, un lavoro di ricerca con la produttrice Francesca Chiappetta, amica di Franco. «Ci siamo imbarcate in una ricerca tra amici, libri e persone varie», continua Rametta. «Lui non è un personaggio canonico, dunque ci voleva qualcosa in più. Battiato per andare avanti si è guardato molto dentro, tirando fuori cose meravigliose. Mi sono ritrovata a scoprire davvero chi fosse. Così ho pensato che la chiave per raccontarlo fosse il cammino spirituale e mistico di un uomo che è andato alla ricerca di qualcosa di alto e di altro, grazie al quale è riuscito a trasformarsi e trasformare in musica il suo pensiero. Al pubblico sarà mostrato il suo rapporto con la madre, la sua ironia. Aveva una leggerezza davvero incredibile».

La sinossi del film

Le riprese del film tv “Franco – Il lungo viaggio”

Secondo la sinossi, Battiato è «bambino curioso e affamato di vita», legato da un rapporto profondo e quasi esclusivo con la madre Grazia, interpretata da Simona Malato, e segnato invece da una relazione difficile con il padre. È in quella fase che sboccia l’amore per la musica. Negli anni Settanta si trasferisce a Milano per inseguire il sogno artistico, entrando nella scena culturale della città. Qui incontra Fleur Jaeggy (Elena Radonicich), amica e musa, primo di una serie di rapporti fondamentali per la sua crescita creativa e interiore.

Dopo gli album d’esordio, segnati da una forte sperimentazione, Battiato si avvicina alla musica commerciale e diventa autore di testi destinati a lasciare il segno, lanciando artiste come Alice e Giuni Russo. Parallelamente, dentro di lui si agita una profonda inquietudine: una crisi esistenziale che rappresenta il punto di svolta dell’uomo e del musicista. L’incontro con la filosofia di Gurdjieff e con nuovi maestri apre un percorso spirituale radicale che segnerà per sempre la sua opera.

La consacrazione arriva con l’album La voce del padrone, insieme a importanti collaborazioni, «ma lui non smette di cercare qualcosa di più alto del successo», si sottolinea. «Il rapporto con la Sicilia resta un punto fermo, la sua casa e il suo rifugio. La sua vita e la sua musica diventano un viaggio continuo verso un altrove».

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