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CINEMA. Unicorni e tanto horror

– Le prime visioni di questa settimana. Lodovini-Pesce genitori unicorni, 100 litri di birra finlandese, disagio giovanile nella favola dark “Invisibili”. “So cosa hai fatto” remake di un celebre thriller

UNICORNI commedia, diretto da Michela Andreozzi, con Valentina Lodovini, Thony e Lino Musella.

Protagonisti sono Lucio (Edoardo Pesce), un conduttore radiofonico brillante, carismatico e progressista, molto amato dal suo pubblico, e sua moglie Elena (Valentina Lodovini), bella, sensibile e profondamente legata al marito, da cui spesso cerca conferme emotive e rassicurazioni. Insieme formano una famiglia allargata sorprendentemente equilibrata, che include la prima moglie di Lucio, la loro figlia adolescente e un figlio di 9 anni, Blu (Daniele Scardini). 

Blu ha una passione speciale: ama indossare abiti femminili. A casa, questo desiderio è accolto con naturalezza e affetto dai genitori, che gli concedono piena libertà e ascolto. Ma quando il bambino annuncia di voler partecipare alla recita scolastica vestito da Sirenetta, Lucio ed Elena si trovano improvvisamente spiazzati. Quel gesto innocente mette in crisi le loro convinzioni, spingendoli a confrontarsi davvero con i propri limiti interiori. Divisi tra il bisogno di proteggere il figlio e la volontà di sostenerlo senza riserve, iniziano un percorso di crescita sincero. A guidarli sarà un gruppo colorato e solidale detto “Genitori Unicorni”, coppie molto diverse tra loro unite dalla sfida quotidiana di crescere figli fuori dagli schemi tradizionali. A facilitare il cammino, una psicologa empatica e aperta (Michela Andreozzi), che li aiuterà a scoprire che la vera accettazione richiede più coraggio del previsto.

Voto: 3.5 su 5

INVISIBILI drammatico, diretto da Ambra Principato, con Justin Korovkin, Sara Ciocca e Zoe Nochi.

È una favola dark. Protagoniste Elise e Tommy (Sara Ciocca e Justin Korovkin), due anime spezzate che affrontano il dolore in modi opposti ma complementari, cercando un senso nel caos che li circonda. Per Elise, l’invisibilità non è un superpotere, ma una condanna quotidiana. Essere ignorata le pesa come una prigione, una gabbia silenziosa da cui non riesce a fuggire. Tommy, al contrario, sogna di sparire per sfuggire a un dolore che lo divora dall’interno e che sembra non trovare parole. Il loro incontro è l’inizio di un legame profondo e inatteso, nato quasi per caso, che li porterà a confrontarsi con le proprie paure più oscure e con le ombre dell’adolescenza. Insieme, scopriranno che il dolore non sempre grida, ma a volte sussurra, si insinua nel silenzio e si confonde con la realtà fino a consumarla, lasciando tracce invisibili.

È un racconto intenso di crescita e di accettazione, dove le ferite dell’anima diventano ponti invece che muri, e l’ombra che li avvolge si trasforma in terreno fertile per la rinascita. Un viaggio emotivo dove non si guarisce dimenticando ma imparando a guardare il dolore negli occhi e a riconoscersi l’uno nell’altra, anche quando tutto sembra perduto.

Voto. 3.5 su 5

YOU’LL NEVER FIND ME – NESSUNA VIA D’USCITA horror, diretto da Indianna Bell, Josiah Allen, con Brendan Rock, Jordan Cowan e Elena Carapetis, della durata di 100 minuti.

Racconta la storia di Patrick (Brendan Rock), uomo solitario ed enigmatico, che vive in una casa mobile isolata ai margini di un campeggio deserto, immerso nel silenzio, ai limiti del mondo conosciuto. Una notte di tempesta torrenziale, con il vento che scuote le fondamenta del caravan e la pioggia che batte incessante, una misteriosa giovane donna, bagnata e disorientata, bussa alla sua porta in cerca di riparo da un clima che sembra fuori controllo.

Mentre le ore trascorse in compagnia si fanno sempre più lunghe e dense, i segreti di Patrick emergono gradualmente, alimentando un’atmosfera di sospetto e disagio crescente. Eventi lievemente innaturali, rumori appena percepibili e parole sussurrate iniziano ad avvolgere la casa, spingendo entrambi in uno stato di progressiva inquietudine. Patrick, che evita il sonno e riflette ossessivamente sul comportamento umano, si mostra lucido ma instabile, capace di esprimere pensieri profondi quanto spiazzanti. Lei ascolta, osserva, dubita, mentre inizia a notare dettagli inquietanti nell’ambiente e nelle risposte sempre più ambigue dell’uomo.

I confini tra ciò che è reale e ciò che viene suggerito si assottigliano. Il tempo si dilata, il dialogo si fa più rarefatto e il silenzio assume un peso opprimente. Le domande si moltiplicano: chi è davvero Patrick? Perché vive in quel luogo dimenticato da tutti? E quanto può fidarsi della propria mente, mentre la tensione cresce e la realtà sembra sfumare dietro una cortina di ombre e ambiguità?

Voto: 2 su 5

SO COSA HAI FATTO horror, diretto da Jennifer Kaytin Robinson, con Madelyn Cline, Jennifer Love Hewitt e Chase Sui Wonders.

Essere giovani, belli e ricchi non basta per sfuggire alle proprie responsabilità. Almeno se provochi la morte di un innocente durante una rimpatriata con gli amici d’infanzia e vivi in un paesino costiero degli Stati Uniti: il passato – sotto forma di killer armato di uncino – tornerà a chiedere il conto. Succedeva in Massacro di Southport, mitico slasher del 1997, e torna ad accadere nel sequel So cosa hai fatto. Il film originale, I Know What You Did Last Summer (nel titolo inglese), era diretto da Jim Gillespie e scritto da Kevin Williamson, a cui la Generazione X deve anche Scream e Dawson’s creek. Nell’estate di 28 anni fa, divenne un cult adolescenziale grazie a un cast di star emergenti – Jennifer Love Hewitt, Freddie Prinze Jr., Sarah Michelle Gellar e Ryan  Phillippe – e a una formula collaudata in quegli anni, semplice ma efficace: un gruppo di promettenti teenager che devono combattere per restare in vita. Nella sua foga di trasformare in franchise ogni spunto redditizio, Hollywood non poteva farsi sfuggire l’occasione. 

Per l’impresa di far dimenticare due sequel fallimentari e dare nuovo slancio al soggetto, i dirigenti della Sony hanno chiamato la trentasettenne Jennifer Kaytin Robinson, già regista di Someone Great (2019) e Do Revenge (2022). «Non hanno nemmeno dovuto finire di dire il titolo. Mi è bastato sentire “So cosa…”, e ho urlato: “Sì, grazie, lo faccio”, racconta Robinson. «È una questione personale: questo genere di film e soprattutto la scrittura di Kevin Williamson mi hanno  influenzato profondamente».

Il nuovo film ricalca la trama del primo, ma una generazione  dopo, nello stesso villaggio marinaro di Southport. Cresciuti insieme e poi divisi dal college, Ava, Steve e Milo (ChaseSui Wonders, Sarah Pidgeon, Jonah Hauer-King) si rivedono alla festa di fidanzamento di Danica e Teddy (Madelyn Cline e Tyriq Withers). È il 4 luglio. Per ammirare i fuochi d’artificio a picco sul mare guidano fino a un belvedere, dove, un po’ alticci ed eccitati, provocano un incidente automobilistico mortale. Si promettono silenzio, ma l’anno dopo Danica (che nel frattempo ha cambiato promesso sposo) riceve un biglietto che dice: “So cosa  hai fatto l’estate scorsa”. I giovani rischiano la pelle (molti non la salvano) e chiedono aiuto a Julie James e Ray Bronson, interpretati da Love  Hewitt e Prinze Jr, che sono sopravvissuti allo stesso killer anni prima. 

Voto: 2.5 su 5

100 LITRI DI BIRRA commedia, diretto da Teemu Nikki, con Elina Knihtila, Pirjo Lonka e Ville Tiihonen, della durata di 88 minuti.

Si svolge a Sysmä, una cittadina finlandese di circa tremila abitanti, immersa nella natura e nella tradizione. Le protagoniste della storia sono le sorelle Taina e Pirkko, che vivono in un casale isolato dove hanno imparato dal padre Veikko l’arte della produzione della birra Sahti. Dal forte aroma di ginepro, la Sahti è prodotta unicamente in Finlandia e fa parte di una tradizione secolare tramandata di generazione in generazione. Taina e Pirkko sono produttrici molto apprezzate dagli abitanti della città, grazie a un talento naturale che compensa la loro vita senza ambizioni.

Hanno una terza sorella di nome Päivi, più ordinata e pragmatica, che sta per sposarsi e per la festa di matrimonio vuole servire ai suoi invitati la celebre birra di famiglia. Chiede così alle sue sorelle di produrne 100 litri. Le due donne accettano con piacere e si mettono subito al lavoro, superandosi nella preparazione di quello che definiscono il lotto migliore di sempre. Ma un incidente di percorso, figlio dell’improvvisazione e dell’eccesso, innescherà una serie di situazioni comiche e rocambolesche.

Alla vigilia delle nozze, Taina e Pirkko, non resistendo al profumo intenso e alla bontà del loro Sahti, bevono tutta la birra che andava servita alla festa, ritrovandosi con i postumi di una sbornia colossale e l’urgenza di rimediare e salvare il matrimonio e la loro reputazione in paese.

Voto: 2 su 5

CASA IN FIAMME commedia, drammatico, diretto da Dani de la Orden, con Emma Vilarasau, Enric Auquer e Maria Rodríguez Soto, della durata di 105 minuti.

Montse (Emma Vilarasau), una donna di mezza età divorziata dallo spirito esuberante, ha finalmente l’opportunità che attendeva da tempo: un fine settimana con tutta la famiglia nella sua casa sulla Costa Brava, a Cadaqués, dove un tempo trascorrevano le estati più serene.

La casa, che rischia di essere venduta, diventa per la donna il teatro di una sfida personale per realizzare il fine settimana perfetto, anche se le sue reali intenzioni vanno ben oltre il semplice trasloco. Nonostante i suoi due figli ormai adulti la ignorino da tempo, presi dalle loro vite instabili e incerte, il suo ex-marito abbia una nuova compagna ed ex terapeuta, e i conti con il passato non siano ancora saldati, Montse è determinata a fare in modo che tutto vada come previsto, cercando disperatamente di ricostruire l’unità perduta.

Non si fa abbattere da nulla, nemmeno dalla morte improvvisa di sua madre, che decide di ignorare pur di non rinunciare al weekend tanto atteso. Sogna da troppo tempo questo momento e, pur di farlo andare secondo i suoi piani, è pronta a fare qualsiasi cosa, persino a distruggere la sua casa fino alle fondamenta, portando alla luce segreti familiari, tensioni represse e bugie sepolte.

Un week-end che potrebbe segnare un nuovo capitolo della sua vita, dove ogni cosa dovrà essere a sua immagine e somiglianza, anche se ciò può comportare l’annientamento di tutto quello che c’è stato fino a quel momento, incluse le illusioni che ha coltivato per anni e il legame fragile con le uniche persone a cui tiene davvero.

Voto: 3 su 5

EL JOCKEY thriller, diretto da Luis Ortega, con Úrsula Corberó, Daniel Giménez Cacho e Nahuel Pérez Biscayart, della durata di 96 minuti.

Remo (Nahuel Pérez Biscayart) e Abril (Úrsula Corberó), una coppia di fantini di grande talento, lui professionista affermato e lei all’inizio di una carriera promettente, sono i protagonisti della storia. Quando Abril resta incinta, deve decidere se tenere il bambino e rischiare di compromettere il suo futuro professionale. Remo ha un carattere autodistruttivo e i due non sembrano pronti per diventare genitori e rinunciare a tutto. La loro relazione è segnata da eccessi, dipendenze e tensioni crescenti, tra amore e repulsione, tra fuga e bisogno reciproco.

Inoltre, i due devono rendere conto a Sirena (Daniel Giménez Cacho), il ricco uomo d’affari per cui lavorano, un ambiguo boss del mondo delle corse. Remo è anche in debito con l’uomo che in passato gli ha salvato la vita, ma che ora lo tiene in pugno con promesse e minacce.

Il giorno della gara più importante della sua carriera, Remo ha un grave incidente in pista e scompare misteriosamente dall’ospedale. Inizia così a vagare per Buenos Aires, cercando se stesso mentre Abril lo insegue, nel tentativo di salvarlo prima che sia troppo tardi. Intanto Sirena lo bracca, deciso a trovarlo, vivo o morto.

Voto: 2.5 su 5

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