Immagini

CINEMA. Un Leone d’oro sfida Avatar

– Le prime visioni di questa settimana. Il film di Jim Jarmusch,Father Mother Sister Brother”, arriva nelle sale in contemporanea con il terzo capitolo della saga kolossal di James Cameron. Russell Crowe è Hermann Göring in “Norimberga”. Biopic su Charles Aznavour

AVATAR: FUOCO E CENERE fantascienza, diretto da James Cameron, con Sam Worthington, Zoe Saldana e Sigourney Weaver, della durata di 197 minuti.

Terzo capitolo della saga Avatar. Jake Sully (Sam Worthington), Neytiri (Zoe Saldana) e i figli Lo’ak, Tuk e Kiri sono ancora ospiti del clan acquatico dei Metkayina, ma non c’è serenità: la morte di Neteyam (Jamie Flatters) pesa sui cuori di tutti.

Spider (Jack Champion), diverso tra i Na’vi, nonostante abbia ripudiato gli esseri umani e si senta parte della famiglia, rimane il figlio naturale del Colonnello Quaritch (Stephen Lang): l’avatar di quest’ultimo è di nuovo in forma, ancora in caccia del disertore rivoluzionario Jake per conto della RDA, ma anche a suo modo affezionato a Spider, che rivorrebbe con sé, spinto da un impulso ambiguo.

Nel tentativo di proteggere la propria famiglia (nonché Spider e gli ospitali Metkayna) da ulteriori sicure incursioni, Jake decide di allontanarsi con loro. Il tragitto però riserva un traumatico imprevisto: l’impatto con lo spietato clan del fuoco, i Mangkwan, noti per crudeltà e disciplina ferrea.

Loro capo è Varang (Oona Chaplin), una Na’vi in grado di gestire le fiamme, priva di ogni senso etico, a differenza degli altri clan. Pandora cederà alla violenza, oppure vi si opporrà con tutte le forze rimaste, in nome di Eywa e della fragile speranza condivisa?

Voto: 3.5 su 5

FATHER MOTHER SISTER BROTHER commedia, diretto da Jim Jarmusch, con Tom Waits, Adam Driver e Charlotte Rampling, della durata di 110 minuti.

Nessuno aveva previsto che il film matto e ultra minimalista firmato Jim Jarmusch alla fine avrebbe vinto il Leone d’oro di Venezia. E questo poi nell’anno in cui c’era in corsa The Voice of Hind Rajab con il suo carico politico e umano della regista tunisina Kaouther Ben Hania, che aveva dato voce a questa bambina di Gaza di cinque anni che chiede aiuto chiusa in un’auto piena di cadaveri dei suoi parenti. Eppure, in questa vittoria di Jarmusch forse c’è una sua singolare logica.

A vincere di fronte all’empatia dei film suoi contendenti ha prevalso qualcosa di più vicino all’oggi, la fredda leggerezza e la poca empatia di tante famiglie contemporanee spesso malate di una cronica anaffettività. Ecco i tre episodi di Father Mother Sister Brotherambientati in tre contesti diversi — Stati Uniti, Irlanda, Francia — con storie che parlano di distacco e relazioni complicate fino all’afasia.

Nel primo, Father, Jeff (Adam Driver) e Emily (Mayim Bialik), un fratello e una sorella piuttosto ordinari, vanno a trovare il loro eccentrico padre (Tom Waits) nel Nord-Est degli Stati Uniti. Poche stentate parole tra loro, caratteri troppo diversi e lunghe pause per nascondere un rapporto solo tristemente biologico. Nel secondo, Mother, ci troviamo invece a Dublino, con una madre (Charlotte Rampling), scrittrice famosa, alle prese con il consueto incontro annuale con due figlie che le sono altrettanto estranee: la pacata Timothea (Cate Blanchett) e la più inquieta Lilith (Vicky Krieps). Solo nel terzo episodio che si svolge a Parigi, la famiglia si riscatta almeno un po’ con la storia di due fratelli gemelli — Billy (Luka Sabbat) e Skye (Indya Moore) — che nella casa dei genitori da poco scomparsi si ritrovano ad evocare ricordi attraverso gli oggetti lasciati tra le stanze vuote dove sono cresciuti.

Voto: 3.5 su 5

NORIMBERGA storico, diretto da James Vanderbilt, con Rami Malek, Russell Crowe e Richard E. Grant, della durata di 148 minuti.

È un avvincente dramma storico ambientato nella Germania del 1945, subito dopo la resa del Terzo Reich. Racconta i processi di Norimberga, durante i quali le potenze Alleate misero sotto accusa i massimi vertici del regime nazista, chiamandoli a rispondere delle atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare dell’Olocausto. Al centro della vicenda c’è il giovane psichiatra dell’esercito americano, Douglas Kelley (Rami Malek), incaricato di valutare lo stato mentale dei principali imputati per stabilire se siano in grado di affrontare un regolare processo. Il suo compito lo porta a confrontarsi con i più spietati personaggi del secolo, tra cui spicca Hermann Göring (Russell Crowe), figura chiave del regime hitleriano.

Ciò che inizia come un esame clinico si trasforma rapidamente in un intenso e disturbante confronto psicologico tra due uomini agli antipodi. Da un lato il razionale e determinato Kelley, dall’altro il carismatico, lucido e manipolatore Göring. Il loro dialogo, fatto di interrogatori serrati e silenzi carichi di tensione, evolve in un vero e proprio duello che mette in discussione i confini della giustizia, della follia e della responsabilità morale. A condurre l’accusa nel processo c’è l’inflessibile procuratore capo Robert H. Jackson (Michael Shannon), deciso a fare in modo che i crimini del nazismo vengano puniti in modo equo e definitivo, dando al mondo un precedente giuridico. Assistiamo alla messa in scena della lotta tra il dovere e la coscienza, tra il senso di giustizia e il bisogno di capire come sia potuto accadere l’indicibile.

Voto: 3 su 5

MONSIEUR AZNAVOUR biografico, diretto da Mehdi Idir, Grand Corps Malade, con Tahar Rahim, Victor Meutelet e Rupert Wynne-James, della durata di 133 minuti.

Segue l’ascesa verso il successo del giovane Charles Aznavour (Tahar Rahim). Salito sul palcoscenico per la prima volta ancora bambino e insicuro, Charles cresce forte e determinato a raggiungere il successo. Negli anni Cinquanta inizia la dura gavetta che lo porta a viaggiare per il mondo, da Parigi a New York dove si confronta con trionfi e fallimenti. La sua strada incrocia quella di grandi artisti come Frank Sinatra (Rupert Wynne-James) e Edith Piaf (Marie-Julie Baup), che accompagnò in tour negli Stati Uniti.

Sullo sfondo, i cambiamenti politici e sociali dell’epoca che hanno influenzato la sua vita e la sua musica. Assistiamo alla nascita di grandi successi come La Bohème a Emmenez-moifino al trionfo del mito Aznavour.

Voto: 3 su 5

UN TOPOLINO SOTTO L’ALBERO animazione, diretto da Henrik Martin Dahlsbakken, della durata di 80 minuti.

È ambientato in una graziosa casa di campagna, dove una famiglia di topolini si prepara con entusiasmo al Natale. Tra decorazioni fatte a mano, canzoni natalizie e minuscoli dolci preparati con cura, tutto sembra pronto per una festa perfetta, almeno fino a quando non arrivano gli umani. Convinti di poter trascorrere le vacanze nella loro affascinante villa in mezzo alla natura, una famiglia umana irrompe nei piani natalizi dei topini con decorazioni enormi, pacchi rumorosi e un’energia invadente. Ma i topi non hanno alcuna intenzione di traslocare. Inizia così una battaglia festiva fatta di ingegno e astuzia, dove i piccoli animali mettono in atto una vera e propria guerra psicologica.

Luci che tremolano misteriosamente, rumori sinistri tra le pareti, ombre fugaci che fanno impazzire gli abitanti. Magico, tenero e scatenato, questo racconto natalizio è una commedia avventurosa dove la vera posta in gioco è il diritto a festeggiare e a chiamare a sentirsi a casa. Chi vincerà questa simpatica sfida tra specie?

Voto: 3 su 5

TONY, SHELLY E LA LUCE MAGICA animazione, diretto da Filip Posivac, con Michael Polák, Antonie Baresová e Ivana Uhlírová, della durata di 80 minuti.

Racconta la storia dell’undicenne Tonda (voce originale Michael Polák). Nato con una caratteristica che lo rende unico, Tonda è sempre stato protetto in maniera eccessiva dai suoi genitori, Simova e Sima (voci originali Ivana Uhlírová e Matej Hádek). Il ragazzino risplende di luce propria, ecco perché è sempre chiuso in casa al buio e il suo corpo è interamente coperto, compresi il viso e le mani. Il suo sogno è quello di avere degli amici e fare una vita normale.

Poco prima di Natale, nel suo palazzo arriva una bambina nuova, si chiama Shelly (voce originale Antonie Baresová), e Tonda è molto incuriosito da lei. I due fanno amicizia ed è l’inizio di una straordinaria avventura. Shelley possiede una torcia magica, la sua luce rivela mondi straordinari.

I due ragazzini si imbarcano in un viaggio attraverso scenari fantastici alla ricerca dei misteriosi fasci di oscurità che risucchiano la luce del Sole…

Voto: 2.5 su 5

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *