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CINEMA. Un esame difficile per la scuola

– Le prime visioni di questa settimana. “Domani interrogo” è una commedia generazionale che racconta il difficile ma vitale incontro tra istituzioni e vita reale, tra professori disillusi e studenti ai margini
–  C’è anche Al Pacino in “Il filo del ricatto – Dead man’s wire”, thriller di Gus Van Sant. “Jastimari – Il rifugio” si svolge tra i paesaggi selvaggi delle Madonie. L’interessante “Rental family – Nelle vite degli altri”

DOMANI INTERROGO drammatico, diretto da Umberto Riccioni Carteni, con Anna Ferzetti, Fabio Bizzarro e Zoe Massenti, della durata di 95 minuti.

Ambientato a Roma, vede protagonista una professoressa di inglese delle superiori (Anna Ferzetti), insicura ma profondamente convinta del valore educativo della scuola. Quando viene assegnata alla classe più problematica di un liceo periferico di Rebibbia, scopre un ambiente ostile, segnato da degrado sociale, famiglie assenti, microcriminalità e adolescenti che sembrano già aver rinunciato al futuro. I colleghi hanno smesso di crederci da tempo, rassegnati all’idea che quei ragazzi siano irrecuperabili. Ma lei, che tutti chiamano affettuosamente o con sarcasmo, Pressore’, rifiuta di arrendersi. Non fugge come chi l’ha preceduta, non si blinda dietro l’indifferenza, e non cede al cinismo. In una classe che assomiglia più a una gabbia di leoni che a un’aula scolastica, prova a entrare in contatto con i ragazzi, con i loro linguaggi, le loro rabbie e i loro sogni infranti.

Nel tentativo di dare un senso alla loro istruzione, finisce per dare un nuovo significato anche al proprio ruolo di insegnante e forse alla propria vita. Tra ironia, scontri generazionali e momenti di inaspettata tenerezza, è un racconto sulla possibilità di cambiare, per chi ha il coraggio di restare e di ascoltare. Una commedia generazionale che racconta il difficile ma vitale incontro tra scuola e vita reale, tra professori disillusi e studenti ai margini.

Voto: 3.5 su 5

IL FILO DEL RICATTO – DEAD MAN’S WIRE thriller, diretto da Gus Van Sant, con Bill Skarsgård, Dacre Montgomery e Al Pacino, della durata di 105 minuti.

Il film diretto da Gus Van Sant, ci riporta all’8 febbraio 1977, giorno in cui ebbe luogo uno degli episodi più surreali e disturbanti della cronaca americana. Tony Kiritsis (Bill Skarsgård), esasperato da una disputa finanziaria, fa irruzione negli uffici della Meridian Mortgage Company, deciso a ottenere giustizia a modo suo. Ma non si tratta di un semplice sequestro, Tony prende in ostaggio Richard Hall (Dacre Montgomery), figlio di M.L. Hall (Al Pacino), potente presidente della compagnia. Gli punta alla testa un fucile a canne mozze con il grilletto collegato con un sottile filo metallico a un marchingegno avvolto intorno al suo collo. Se qualcuno tenta di disarmarlo, il fucile esplode uccidendo tutti.

Le richieste di Tony non sono solo di natura economica. Vuole cinque milioni di dollari, l’immunità legale, ma soprattutto delle scuse pubbliche. L’evento si trasforma presto in un assedio mediatico senza precedenti, trasmesso in diretta tv, in cui realtà e spettacolo si mescolano fino a confondersi. Il film esplora i confini tra follia e lucidità, giustizia e vendetta, verità e manipolazione in un dramma psicologico ispirato a fatti reali, che interroga la società americana sul potere e la spettacolarizzazione del dolore.

Voto: 3.5 su 5

RENTAL FAMILY – NELLE VITE DEGLI ALTRI drammatico, diretto da Hikari, con Brendan Fraser, Takehiro Hira e Mari Yamamoto, della durata di 103 minuti.

Siamo nella Tokyo di oggi. Philip Vandarpleog (Brendan Fraser) è un attore americano che vive nella capitale giapponese da otto anni. Un tempo noto nel ruolo di un improbabile supereroe, un gigantesco tubetto di dentifricio in una pubblicità diventata di culto, oggi Philip è un uomo alla deriva, senza soldi, senza certezze e in cerca di un senso da dare alla propria esistenza. Passa da un’audizione all’altra e si ritrova a fare la comparsa in eventi come matrimoni e funerali. La svolta arriva durante un finto funerale, dove incontra Shinji (Takehiro Hira), il carismatico responsabile di Rental Family, un’agenzia che affitta attori per impersonare parenti o amici inesistenti nella vita di clienti soli o bisognosi di colmare un vuoto affettivo. Shinji lo scrittura, e da quel momento Philip si immerge in una serie di ruoli surreali.

Diventa il padre assente di una bambina sino-americana, il compagno di giochi di un giovane appassionato di videogame o l’amico fedele di un anziano attore. Ogni incarico lo trascina in mondi nei quali la finzione si confonde con la realtà. Attraverso questi incontri, inizialmente guidati dal copione, Philip riscopre il valore dell’empatia, il senso di appartenenza e la possibilità di connettersi davvero con gli altri. In un mondo in cui tutto può essere simulato, i sentimenti che prova finiscono per restituirgli uno scopo e una nuova identità.

Voto: 3.5 su 5

MISSIONE SHELTER thriller, diretto da Ric Roman Waugh, con Jason Statham, Bill Nighy e Naomi Ackie, della durata di 107 minuti.

Racconta la storia di Mason (Jason Statham), un uomo solitario che vive recluso su una remota isola scozzese. Quando vede una ragazza in pericolo, finita in mare a causa di una tempesta, non esita due volte e la salva. Il salvataggio, però, genererà una pericolosa sequenza di eventi che porterà Mason a uscire dal suo isolamento e lo costringerà ad affrontare il suo turbolento passato nel tentativo di proteggere la giovane donna. Il suo sarà un viaggio di redenzione e sopravvivenza fino all’ultimo respiro.

Voto: 3 su 5

JASTIMARI – IL RIFUGIO drammatico, diretto da Riccardo Cannella, con Francesco Foti, Rossella Brescia e Fabio Troiano, della durata di 90 minuti.

Si svolge tra i paesaggi selvaggi delle Madonie. In una vecchia fattoria isolata, circondata da alberi secolari e silenzi carichi di mistero, vive una famiglia che si aggrappa a un’esistenza dura e solitaria per sfuggire a un mondo esterno segnato da una minaccia invisibile. Lelè (Simone Bagarella), un bambino di dieci anni, vive con il fratello maggiore Angelo (Giuseppe Lanza) e i genitori, Saro (Francesco Foti) e Teresa (Rossella Brescia). Le giornate scorrono seguendo rigide regole imposte dal padre, il cui atteggiamento duro sembra nascondere un passato traumatico. 

Un giorno, durante un momento di gioco, Lelè intravede la figura di un uomo (Giorgio Colangeli) che avanza barcollando. Quando il volto dell’uomo si fa più vicino, il bambino inizia a urlare in preda al terrore. Dal retro della casa, Saro, sta spaccando la legna e quando sente le grida, afferra un fucile e si lancia verso il figlio. Lele e Angelo sono ancora lì, immobili, paralizzati davanti a un vecchio dal volto segnato da quella che sembra una malattia. Saro solleva il fucile e lo punta dritto contro il vecchio, ordinando ai figli di tornare indietro. I due bambini corrono tra le braccia della madre, lo sconosciuto emette un urlo straziante e un istante dopo si sente lo sparo…

Poco dopo, l’arrivo inatteso di un altro uomo (Fabio Troiano) e delle sue due giovani figlie inizierà a destabilizzerà l’equilibrio precario della famiglia mettendo in discussione tutto ciò che i due fratelli credevano vero, portando alla luce segreti oscuri, menzogne radicate e un passato che i genitori hanno sempre cercato di tenere sepolto.

Voto: 3 su 5

WHISTLE – IL RICHIAMO DELLA MORTE horror, diretto da Corin Hardy, con Dafne Keen, Sophie Nélisse e Percy Hynes White, della durata di 97 minuti.

Al centro della storia c’è un antico oggetto azteco realmente esistito. Si tratta del leggendario fischietto della morte, utilizzato nell’antichità per evocare la Morte, accompagnare le anime dei sacrificati nell’aldilà e infondere terrore nei nemici sul campo di battaglia. Il suo suono raccapricciante, impossibile da dimenticare, porta con sé una maledizione inesorabile. Si dice che chiunque lo ascolti anticipa il proprio incontro con un destino tragico e inevitabile.

Un gruppo di liceali emarginati scopre per caso il manufatto e commette l’errore fatale di suonarlo. Sono la determinata Chrys (Dafne Keen), la sua fragile e tormentata amica Ellie (Sophie Nélisse) e i loro compagni. Quello che non avrebbe mai dovuto essere ascoltato diventa l’inizio di un incubo senza via di fuga. La Morte stessa viene evocata e inizia a dar loro la caccia, manifestandosi attraverso una catena di eventi soprannaturali sempre più inquietanti. Mentre il tempo scorre rapidamente, i ragazzi cercano disperatamente di risalire alle origini del fischietto e di spezzare la maledizione, prima che il richiamo della morte li raggiunga uno a uno…

Voto: 3 su 5

SCARLET anime, diretto da Mamoru Hosoda, con Mana Ashida, Masaki Okada e Masachika Ichimura, della durata di 112 minuti.

Scarlet (voce originale Mana Ashida) è una principessa guerriera figlia di un re assassinato in circostanze oscure. Giura vendetta, ma quando la sua missione fallisce e lei stessa viene mortalmente ferita, Scarlet si risveglia in un luogo al di là del tempo, nella Terra dei Morti, un regno dominato dalla follia e governato da leggi spietate. In questo limbo, esiste una sola via di salvezza, compiere la propria vendetta e raggiungere il mitico Luogo dell’Eternità. Chi fallisce è condannato a dissolversi nel nulla, cessando di esistere del tutto. Determinata a non scomparire, Scarlet si lancia in un nuovo viaggio, più estenuante e visionario del precedente.

Ma tutto cambia quando, lungo il suo cammino, incontra un giovane idealista, un ragazzo fuori posto in quel mondo di ombre, che riesce a vederla come un’anima ferita. Con il suo aiuto, Scarlet inizia lentamente a guarire, non solo nel corpo, ma anche nello spirito. Mentre l’ora della vendetta si avvicina, Scarlet si trova davanti alla scelta più difficile. Portare a termine il suo obiettivo e accedere all’eternità o spezzare il ciclo dell’odio che l’ha imprigionata per tutta la vita? La battaglia finale non è solo contro l’assassino di suo padre, ma contro se stessa e l’eredità di rabbia che rischia di consumarla.

Voto: 3.5 su 5

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