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CINEMA. Un agente segreto da Oscar

– Le prime visioni di questa settimana. Il film con Wagner Moura e “Le cose non dette” di Gabriele Muccino con la solita compagnia di attori fra storie che riportano al nazismo

L’AGENTE SEGRETO thriller, diretto da Kleber Mendonça Filho, con Wagner Moura, Udo Kier e Gabriel Leone, della durata di 160 minuti.

È ambientato in Brasile nel 1977 e racconta una storia di ossessione e resistenza, sullo sfondo di un regime che non perdona. Negli ultimi anni della dittatura militare, Marcelo (Wagner Moura), un professore universitario quarantenne dal passato oscuro, si rifugia a Recife, sulla costa nordorientale. Spera così di lasciarsi alle spalle un’esistenza segnata da violenza e segreti, fatta di compromessi e vecchi debiti mai saldati. Ha scelto di trasferirsi in città durante la settimana di Carnevale, illudendosi che il caos festoso possa mascherare le sue tracce e offrirgli un nuovo inizio. Ma Recife non è il rifugio che immaginava.

Tra vicoli affollati, maschere ambigue, incontri enigmatici e una sorveglianza che si insinua in ogni angolo, Marcelo si ritrova presto intrappolato in una spirale di paranoia, sospetto e minacce invisibili. Il suo tentativo di fuga si trasforma in un confronto sempre più teso con le ombre del potere, in un Brasile dove nulla è davvero al sicuro e dove ogni passo sembra sorvegliato.

Voto: 3.5 su 5

LE COSE NON DETTE drammatico, diretto da Gabriele Muccino, con Stefano Accorsi, Miriam Leone e Claudio Santamaria, della durata di 114 minuti.

La solita compagnia di giro si muove tra Roma e Tangeri, due luoghi lontani e speculari, dove una vacanza diventa il terreno fragile su cui si incrinano equilibri solo apparentemente solidi. Carlo (Stefano Accorsi) ed Elisa (Miriam Leone), coppia affermata ma emotivamente stanca, partono insieme agli amici Anna (Carolina Crescentini) e Paolo (Claudio Santamaria) e alla giovane Vittoria (Margherita Pantaleo) in cerca di una pausa che somigli a un nuovo inizio. Ma il viaggio, invece di offrire risposte, porta a galla silenzi, desideri inespressi e verità rimaste sospese. Tra sguardi che tradiscono, ruoli che vacillano e legami che si ridefiniscono, il gruppo è costretto a confrontarsi con ciò che ha sempre evitato di nominare.

L’arrivo di Blu (Beatrice Savignani), giovane studentessa di Carlo, introduce una tensione inattesa: la sua presenza rompe le maschere, mette in crisi le certezze degli adulti e accende un doppio triangolo affettivo che trascina tutti verso un punto di non ritorno. Nel caldo immobile del Marocco, le fragilità emergono senza difese: l’amore si confonde con la paura, il controllo con il bisogno, la lucidità con la rinuncia.

Attraverso lo sguardo di Elisa, narratrice silenziosa e ferita, il film esplora la distanza tra ciò che si desidera e ciò che si riesce davvero a vivere. Perché basta una crepa minuscola per far crollare tutto, e perché forse non conosciamo mai davvero chi abbiamo accanto, nemmeno quando lo chiamiamo amore.

Voto: 2.5 su 5

ELENA DEL GHETTO drammatico, diretto da Stefano Casertano, con Micaela Ramazzotti, Caterina De Angelis e Giulia Bevilacqua, della durata di 98 minuti.

Si svolge a Roma tra il 1938 e il 1943 e racconta la storia di Elena Di Porto (Micaela Ramazzotti), una donna ebrea romana che ha saputo sfidare il fascismo e l’occupazione nazista con coraggio e determinazione. Figura fuori dagli schemi, Elena è separata dal marito, fuma, beve, indossa i pantaloni e gioca a biliardo nei bar del quartiere. Per questo la chiamano con disprezzo “Elena la matta”, etichettandola come un’eccentrica, una donna da non prendere sul serio. Ma proprio la sua diversità diventa la sua forza. Essere diversi, in tempi bui, significa spesso essere emarginati. Ma sono proprio i ribelli, gli spiriti liberi, a percepire per primi quando la libertà è in pericolo. Elena lo capisce e non resta in silenzio. Viene arrestata più volte per aver affrontato i fascisti nel ghetto di Roma, ma continua a lottare anche da sola.

Quando i nazisti occupano la città, si unisce alla Resistenza e riesce a venire a conoscenza del piano per il rastrellamento del ghetto, previsto per il 16 ottobre 1943. Elena tenta di lanciare l’allarme. Corre da una casa all’altra per avvisare i suoi concittadini del pericolo imminente ma pochi le credono. Il suo grido resta inascoltato e le truppe tedesche riescono a deportare oltre mille ebrei romani. Elena è disperata, ma non si arrende. In un tempo in cui ribellarsi significava rischiare tutto, lei ha scelto di non piegarsi.

La sua storia, rimasta a lungo ai margini della memoria, è oggi un potente esempio di resistenza individuale, di coraggio femminile e di dignità in un’epoca segnata dalla paura.

Voto: 4 su 5

LA SCOMPARSA DI JOSEF MENGELE storico, diretto da Kirill Serebrennikov, con August Diehl, Burghart Klaußner e Dana Herfurth, della durata di 135 minuti.

Rcconta gli anni di fuga del famigerato medico nazista Josef Mengele (August Diehl), soprannominato “Angelo della Morte” per le atrocità commesse nel campo di concentramento di Auschwitz. Dopo il crollo del Terzo Reich e il suicidio di Hitler, Mengele riesce a fuggire e si rifugia in Sud America, dove vive a lungo nell’ombra, spostandosi tra il Paraguay e le giungle del Brasile. 

Il film è narrato interamente dal punto di vista dello stesso Mengele, offrendo un ritratto disturbante e complesso di un uomo carismatico, lucido, ma profondamente spietato. Un personaggio segnato tanto dall’orgoglio per il proprio ruolo nel regime nazista quanto dal trauma e dalla paranoia di essere scoperto. Con freddezza e calcolo, riesce a evitare per decenni ogni tentativo di arresto sottraendosi sistematicamente alla giustizia internazionale.

Attraverso uno sguardo intimo e disturbante, ci trascina dentro la psiche di uno dei grandi criminali del Novecento, accompagnandoci fino alla sua morte avvenuta in Brasile nel 1979. Un racconto che non assolve né dimentica, ma osserva da vicino l’orrore che si mimetizza e continua a vivere.

Voto: 3 su 5

GREENLAND 2: MIGRATION azione, diretto da Ric Roman Waugh, con Gerard Butler, Morena Baccarin e Roman Griffin Davis, della durata di 109 minuti.

Riprende la storia della famiglia Garrity cinque anni dopo l’impatto devastante della cometa interstellare Clarke, che ha decimato gran parte della popolazione terrestre. John Garrity (Gerard Butler), sua moglie Allison (Morena Baccarin) e il figlio Nathan (Roman Griffin Davis) sono riusciti a sopravvivere grazie al rifugio offerto dai bunker in Groenlandia, ultimo baluardo di sicurezza in un mondo ormai irriconoscibile.

Ma quella fragile protezione non può durare per sempre. Quando anche il bunker diventa inabitabile, i Garrity sono costretti a tornare in superficie e a intraprendere un viaggio disperato attraverso un’Europa ghiacciata e devastata dall’apocalisse. Il pianeta è sconvolto da catastrofi climatiche continue e da un’umanità ridotta allo stremo, dove ogni incontro può rivelarsi fatale. La loro meta è una nuova casa, un luogo dove ricostruire un futuro possibile. Ma la strada verso la salvezza è segnata da sacrifici estremi e da una minaccia costante.

In un mondo che lotta per sopravvivere, ogni passo potrebbe essere l’ultimo. La lotta per la sopravvivenza diventa un’odissea umana e geografica, dove la speranza diventa l’unica vera forza capace di spingere avanti.

Voto: 3 su 5

LA SCELTA DI JOSEPH drammatico, diretto da Gilles Bourdos, con Vincent Lindon, della durata di 76 minuti.

Il protagonista Joseph Cross (Vincent Lindon) alla guida della sua auto, è costretto a prendere decisioni di importanza vitale. Uomo solido e affidabile, sposato e padre di due figli, Joseph lavora nell’edilizia e la sua vita fino a quel momento è sicura come il cemento. Ma quella notte è solo al volante della sua macchina e le voci con cui parla al telefono mettono a dura prova la sua integrità. La tensione cresce mentre lo seguiamo confrontarsi con le persone che lo chiamano mettendolo di fronte a scelte che possono cambiargli l’intera esistenza

Voto: 2.5 su 5

SEND HELP horror, diretto da Sam Raimi, con Rachel McAdams, Dylan O’Brien e Dennis Haysbert, della durata di 113 minuti.

Linda è un’impiegata competente, intelligente e piena di risorse. Bradley, il suo capo, è arrogante, scontroso e del tutto incapace di badare a se stesso. Durante un volo d’affari, l’aereo su cui viaggiano insieme precipita e i due si ritrovano miracolosamente unici sopravvissuti su un’isola sperduta e deserta. Costretti a convivere in condizioni estreme, il rapporto già difficile tra loro si complica ulteriormente ma in maniera del tutto inattesa, inizia a trasformarsi. Mentre Linda mette in pratica le sue sorprendenti capacità di sopravvivenza per tenere entrambi in vita, Bradley si rende conto che la gerarchia dell’ufficio non vale più nulla in mezzo alla natura selvaggia.

In una situazione in cui la tecnologia non serve a nulla e conta solo l’istinto, i ruoli si ribaltano. Bradley si affida completamente a Linda che diventa la sua unica speranza. E tra momenti drammatici e siparietti tragicomici, i due cominciano a conoscersi davvero, lontani da scrivanie e inutili convenzioni.

Voto: 3 su 5

BEN – RABBIA ANIMALE horror, diretto da Johannes Roberts, con Troy Kotsur, Kevin McNally e Johnny Sequoyah, della durata di 89 minuti.

Lucy (Johnny Sequoyah) è di ritorno a casa per le vacanze alle Hawaii dalla sua famiglia: il padre non udente Adam (Troy Kotsur), la sorella minore Erin e il loro insolito animale domestico, uno scimpanzé di nome Ben (Miguel Torres Umba). Durante la sua assenza, Erin ha stretto un legame profondo con Ben e lo ha addestrato in lingua dei segni per poter comunicare con il padre. L’animale è diventato un membro affettuoso della famiglia. Quando Adam viene chiamato fuori città per lavoro, Lucy organizza una festa in piscina con le amiche Kate e Hannah (Jessica Alexander) e il fratello maggiore di Kate, Nick.

Ma ciò che doveva essere un pomeriggio spensierato si trasforma rapidamente in un incubo. Qualche giorno prima, una mangusta era riuscita a entrare nella gabbia di Ben. Anche se inizialmente nessuno ci aveva fatto caso, lo scimpanzé aveva cominciato a manifestare comportamenti strani e inquietanti. La diagnosi arriverà troppo tardi, Ben ha contratto la rabbia. Quando il virus prende il sopravvento, il docile animale si trasforma in una creatura aggressiva e letale. Durante la festa, attacca violentemente i ragazzi, costringendoli a barricarsi dentro la piscina, l’unico luogo dove lo scimpanzé non riesce a raggiungerli perché non sa nuotare.

Intrappolati, senza modo di comunicare con l’esterno e con poche risorse a disposizione, Lucy e i suoi amici devono unire le forze per sopravvivere, escogitando un piano per uscire dalla piscina, trovare aiuto e sfuggire alla furia del loro amato compagno diventato una minaccia mortale.

Voto: 2 su 5

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