– Le prime visioni di questa settimana. Da una parte “Fuori la verità” con Claudio Amendola, Claudia Gerini e Claudia Pandolfi, dall’altra “Una famiglia sottosopra” con Luca Argentero e Valentina Lodovini. “Un semplice incidente” è un thriller nel deserto. I ritorni di Daniel Day-Lewis con “Anemome”, di Asia Argento con “Qui staremo benissimo”, della saga “Predator” e di Heidi. I ritratti di due divine: Anna Magnani e Sarah Bernhardt
ANEMONE drammatico, diretto da Ronan Day-Lewis, con Daniel Day-Lewis, Sean Bean e Samantha Morton, della durata di 121 minuti.
Esplora i complessi legami familiari tra padri, figli e fratelli, mettendo a fuoco i conflitti generazionali e le ferite del passato. Ambientato a Sheffield, nel nord dell’Inghilterra, seguiamo la storia di Jem (Sean Bean), un uomo di mezza età che vive con la compagna Nessa (Samantha Morton) e con il figlio adolescente di lei, Brian (Samuel Bottomley). Il ragazzo è piuttosto turbato e irrequieto, al punto da essere arrivato quasi a picchiare ferocemente un suo coetaneo. A questo punto, Jem sentendosi sopraffatto dagli eventi, prende una decisione importante per se stesso.
Con una parola d’ordine, delle coordinate geografiche e una moto come unica compagnia, l’uomo parte alla ricerca di suo fratello Ray (Daniel Day-Lewis), un eremita che ha scelto di allontanarsi dalla famiglia e dalla società anni prima. Il viaggio nei boschi diventa così un percorso di riconciliazione. Il riavvicinamento tra i due fratelli riapre vecchie ferite, porta a galla ricordi dolorosi e obbliga entrambi a confrontarsi con un’eredità familiare segnata da incomprensioni e violenze passate.
Tra tensioni e momenti di fragile tenerezza, il film racconta la difficoltà di mantenere i legami familiari in un mondo che cambia, la forza dei rapporti fraterni e la possibilità di guarigione anche dopo anni di separazione e silenzi dolorosi.
Voto: 3 su 5
FUORI LA VERITÀ commedia, diretto da Davide Minnella, con Claudio Amendola, Claudia Gerini e Claudia Pandolfi, della durata di 112 minuti.
È il ritratto spietato di una famiglia messa a nudo davanti a milioni di spettatori. Sono i Moretti, Carolina (Claudia Gerini), Edoardo (Claudio Amendola) e i loro tre figli, Flavio (Leo Gassmann), Prisca (Alice Lupparelli) e Micol (Eleonora Gaggero). Sembrano una famiglia come tante, tra abbracci, litigi, silenzi e sorrisi forzati. Ma sotto la superficie si nascondono tensioni, bugie e verità taciute troppo a lungo. La loro occasione di riscatto, o di rovina, arriva con la partecipazione a “Fuori la Verità”, un nuovo game show televisivo che promette un milione di euro a chi saprà rispondere con assoluta sincerità. La regola è una sola: dire sempre la verità. Ma la verità non è mai semplice. Ogni risposta fa affiorare segreti, tradimenti, rancori e amori proibiti. Ogni domanda scava più a fondo, minando il fragile equilibrio della famiglia e facendo emergere ciò che nessuno avrebbe mai voluto confessare. Perché dietro ogni verità si nasconde una bugia, e dietro ogni bugia un crollo possibile.
A guidare il programma è Marina Roch (Claudia Pandolfi), conduttrice cinica e determinata, pronta a spingersi oltre ogni limite pur di mantenere alto l’audience. Nessuno è al sicuro, e la facciata della famiglia perfetta inizia a sgretolarsi in diretta nazionale. In un crescendo di tensione e rivelazioni, i Moretti si troveranno davanti a un bivio irreversibile. La verità può davvero renderci liberi, o finirà per distruggerli per sempre?
Voto: 3 su 5
UNA FAMIGLIA SOTTOSOPRA commedia, diretto da Alessandro Genovesi, con Luca Argentero, Valentina Lodovini e Licia Maglietta, della durata di 85 minuti.
Segue la storia di Alessandro Moretti (Luca Argentero), un uomo che ha tutte le ragioni per sentirsi deluso dalla vita. Disoccupato da anni, vede il proprio matrimonio con Margherita (Valentina Lodovini) sgretolarsi giorno dopo giorno, mentre i suoi tre figli gli sembrano sempre più insopportabili. Perfino la suocera (Licia Maglietta), che vive con loro, non perde occasione per denigrarlo. Così, intrappolato in una routine fatta di rimpianti e fallimenti, Alessandro si ritrova spesso a fantasticare su una vita diversa. Non sarebbe certo una sorpresa se, nel profondo del suo cuore, desiderasse cambiare tutto, famiglia compresa.
L’occasione si presenta durante il compleanno della figlia più piccola, Anna (Chiara Pasquali). Per festeggiarla, la famiglia decide di trascorrere una giornata in un grande parco divertimenti e di pernottare in uno degli hotel. Tra giostre, risate forzate e tensioni che si fanno sentire anche nei momenti di svago, la giornata scorre più faticosa che spensierata. Ma al risveglio, il mattino seguente, accade l’inimmaginabile. Ciascun membro della famiglia si ritrova nel corpo di un altro. Ha così inizio una surreale e grottesca avventura in cui ognuno sarà costretto, letteralmente, a mettersi nei panni dell’altro affrontando segreti, fragilità e desideri che nessuno aveva mai avuto il coraggio di confessare. In un vortice di equivoci e rivelazioni, Alessandro e i suoi scopriranno che comprendere davvero chi si ama richiede molto più di una semplice convivenza, ma a volte serve un piccolo miracolo.
Voto: 3 su 5
PREDATOR: BADLANDS azione, diretto da Dan Trachtenberg, con Elle Fanning e Dimitrius Schuster-Koloamatangi, della durata di 107 minuti.
Una storia che va oltre la fantascienza per raccontare la difficoltà di restare umani in una società che spesso sembra spingere tutti verso la competizione e la predazione. «Oggi le persone sono così giudicanti, soprattutto sui social. Ci confrontiamo continuamente con immagini e standard di perfezione, ma il mondo non è perfetto, e nessuno può esserlo. Nel film, i due personaggi al centro del racconto sono rotti, imperfetti, emarginati. E da questa fragilità nasce la loro forza. Penso che l’unico modo per non farsi schiacciare sia sostenersi a vicenda, non isolarsi. Non si può fare nulla da soli, nemmeno un film. Serve una comunità, serve fiducia negli altri», dice l’attrice Elle Fanning, protagonista del nuovo capitolo della lunga saga iniziata nel 1987 con Predator.
Come si dice nel trailer («Benvenuto sul pianeta più pericoloso dell’universo, dove ogni cosa cerca di ucciderti»), la storia è ambientata in un futuro lontanissimo rispetto ai precedenti capitoli, su un pianeta remoto e letale. L’azione si svolge in un ambiente selvaggio, popolato da specie aliene in lotta per sopravvivere. Al centro del racconto c’è Dek (Dimitrius Schuster-Koloamatangi), un giovane Predator emarginato dal suo clan e quindi costretto a dimostrare il proprio valore. Il film stravolge – in parte – le regole classiche del franchise, mostrando un Predator vulnerabile, quasi umano nelle sue debolezze e nel desiderio di redenzione. Accanto a lui c’è l’androide Thia, interpretata da Elle Fanning, legata alla Weyland-Yutani Corporation, che dà al racconto un lato più emotivo e riflessivo. La tensione aumenta con l’arrivo di Tessa, la sorella sintetica di Thia, che ha lo stesso volto dell’attrice, ma obiettivi agli opposti, dando vita a uno scontro sia psicologico che fisico. Il rapporto tra Dek e Thia si sviluppa così tra diffidenza e rispetto, evolvendosi in un’alleanza fragile ma indispensabile per sopravvivere in un mondo così pericoloso.
Voto: 3 su 5
UN SEMPLICE INCIDENTE thriller, diretto da Jafar Panahi, con Vahid Mobasseri, Ebrahim Azizi e Mariam Afshari, della durata di 105 minuti.
Prende avvio da un incidente notturno: Rashid (Ebrahim Azizi), in auto con la moglie incinta e la figlia, investe un cane. Si ferma, scende, verifica le condizioni dell’animale, lo abbatte e riparte. Poco dopo, l’auto si guasta. Una sosta presso un’officina gli fa incontrare Vahid (Vahid Mobasheri), un meccanico che riconosce in lui un dettaglio inquietante: il passo claudicante dell’uomo e il suono metallico della sua protesi. Quel suono lo riporta a un trauma mai elaborato.
Anni prima, Vahid era stato incarcerato per aver chiesto di essere pagato. In prigione era stato torturato da un uomo noto come “Gamba di Legno”. Convinto che Rashid sia quel torturatore, Vahid lo segue, lo aggredisce e lo rinchiude nel retro del suo furgoncino. Parte verso il deserto, deciso a seppellirlo vivo. Ma Rashid nega, e i dubbi iniziano a insinuarsi.
Per ottenere conferme, Vahid si mette in viaggio verso la città, coinvolgendo altri ex detenuti che, come lui, hanno subito torture. A bordo del furgone salgono un libraio, una fotografa, una sposa, il suo promesso e un operaio: tutti convinti di poter riconoscere il torturatore. Ma i pareri divergono, le certezze vacillano. Il deserto diventa il teatro di una resa dei conti incerta, dove il confine tra giustizia e vendetta si fa sottile, e la memoria si rivela un terreno instabile.
Voto: 4 su 5
QUI STAREMO BENISSIMO drammatico, diretto da Renato Giordano, con Asia Argento, Dana Giuliano e Antonio Medugno, della durata di 88 minuti.
È ambientato nel cuore del Sannio, una terra ricca di storia, vigneti e tradizioni enologiche. Al centro della vicenda ci sono Sofia (Dana Giuliano) e Alessio, due persone apparentemente molto distanti, ma capaci di riconoscersi e innamorarsi, dimostrando che l’amore può superare differenze e ostacoli. La loro relazione si trasforma in un viaggio emotivo che esplora affinità e contrasti, tra ciò che sono e ciò che desiderano diventare, insegnando come la comprensione e l’empatia possano nascere nei luoghi più inaspettati.
A farli avvicinare sarà Il Felix, il locale di René (Asia Argento), amica del cuore di Sofia, situato accanto alla sua cantina. Tra chiacchiere, vini pregiati e momenti di quotidiana complicità, i due protagonisti imparano a riconoscere il valore dei piccoli gesti e della presenza sincera dell’altro. Intorno a loro si intrecciano storie di amicizia autentica, legami profondi tra genitori e figli e tutte le sfumature dell’amore. Quello romantico, quello familiare, quello materno e quello tra amici, capace di unire generazioni e rafforzare legami. Con sensibilità e delicatezza, il film esplora le dinamiche di una famiglia allargata, mescolando emozioni, passioni e conflitti, e racconta non solo una storia d’amore, ma un vero e proprio ritratto di umanità, speranza e affetti autentici, capaci di emozionare e far riflettere sui valori più profondi della vita.
Voto: 3 su 5
ANNA biografico, diretto da Monica Guerritore, con Monica Guerritore, Tommaso Ragno e Lucia Mascino, della durata di 108 minuti.
Biopic incentrato su Anna Magnani. Siamo a Roma, è il 21 marzo del 1956 e Anna Magnani (Monica Guerritore) vaga per le strade della città eterna, in attesa di una telefonata che potrebbe cambiarle la vita: l’Oscar per La rosa tatuata. È una notte sospesa tra speranza e malinconia, un crocevia di luci e ombre. Mentre il mondo la celebra come la più grande attrice italiana, Anna affronta un dolore intimo: la definitiva separazione da Roberto Rossellini, l’amore che l’ha segnata per sempre. Rosselini l’ha lasciata per un’altra donna, un’altra attrice, un’altra diva del cinema, Ingrid Bergman.
Attraverso i suoi occhi e quelli della giovane Carol Levi – che diventerà la sua agente e confidente – il film ripercorre i momenti cruciali della carriera e della vita della Magnani: gli scontri con Cinecittà, le passioni brucianti, il ritorno al teatro quando il cinema inizia a escluderla, e un amore che, nonostante tutto, non l’ha mai davvero abbandonata.
Voto: 2.5 su 5
LA DIVINA DI FRANCIA – SARAH BERNHARDT biografico, diretto da Guillaume Nicloux, con Sandrine Kiberlain, Laurent Lafitte e Amira Casar, della durata di 98 minuti.
Ritratto affascinante e intimo di una delle più grandi icone teatrali del XIX secolo. Ripercorriamo i momenti chiave della vita dell’attrice Sarah Bernhardt (Sandrine Kiberlain), navigando tra tre periodi temporali diversi: 1915, 1896 e 1886. Il risultato è l’esplorazione dei sentimenti e dello spirito di un’epoca, che mescola realtà e finzione per creare un’opera più emotiva che didascalica. Il film celebra lo spirito libero e anticonformista di Sarah Bernhardt, una figura all’avanguardia che trascende le epoche. Viene mostrata come una vera e propria icona, capace di gestire la sua carriera in prima persona e di interpretare persino ruoli maschili, sfidando le convenzioni del suo tempo. I suoi eccessi e la sua stravaganza non vengono nascosti, ma mostrati come parte di una personalità ricca di sfumature, divisa tra la gloria e la sofferenza.
Al centro del racconto c’è la relazione tormentata con l’attore Lucien Guitry (Laurent Lafitte), che incarna la passionalità travolgente di Sarah, un’arma a doppio taglio che le lascia cicatrici profonde. Un confine sottile separa la persona dalla celebrità. Tra splendide ambientazioni e la comparsa di figure storiche come Émile Zola (Arthur Igual) e Sigmund Freud (Nico Rogner), assistiamo all’esuberanza di una donna fuori dal comune che non ha mai smesso di combattere per la sua arte e la sua libertà.
Voto: 3 su 5
HEIDI – UNA NUOVA AVVENTURA animazione, diretto da Tobias Schwarz, della durata di 75 minuti.
Nel cuore delle Alpi svizzere, tra panorami mozzafiato e pascoli lussureggianti, la vivace Heidi, 8 anni, energica e gentile, si gode la sua vita spensierata con il nonno, burbero ma affettuoso e devoto, nella loro accogliente baita di montagna, circondata da cime imponenti e dal ritmo sereno delle stagioni. Le giornate scorrono tra piccole avventure quotidiane, la compagnia del suo migliore amico Peter, uno spensierato pastore di capre, e la sconfinata bellezza della natura incontaminata. Ma il mondo idilliaco di Heidi cambia quando salva un cucciolo di lince ferito e caduto in una trappola tesa da uno scaltro industriale, il signor Schnaittinger, giunto nel pittoresco villaggio di Dörfli promettendo prosperità e modernità con la costruzione di una grande segheria.
Heidi chiama il cucciolo Paprica e lo cura segretamente nella sua stanza per farlo guarire, creando un legame intenso e rischioso con l’animale selvatico. Ma quando le buffonate del cucciolo e la sua goffaggine attirano attenzioni indesiderate, Heidi scopre che i piani di Schnaittinger per una segheria distruttiva minacciano non solo Paprica, ma l’intero ecosistema alpino e l’armonia della comunità del villaggio, già divisa tra promesse di progresso e timore di perdere la propria identità. Con il suo fedele amico Peter e il sempre leale San Bernardo Joseph, Heidi intraprende un audace viaggio notturno verso le alte vette per riportare Paprica alla sua famiglia in natura prima che sia troppo tardi. Lungo il percorso, affronta terreni insidiosi, il clima feroce, le interferenze dell’industriale e i pericoli della natura, scoprendo l’importanza della fiducia, del sacrificio e dell’assunzione di responsabilità per proteggere ciò che ama e il fragile equilibrio delle sue montagne.
Voto: 2 su 5
NE ZHA – L’ASCESA DEL GUERRIERO DI FUOCO animazione, diretto da Yu Yang, con Yanting Lü, Joseph e Mo Han, della durata di 143 minuti.
Si svolge dopo la battaglia che ha sconvolto il destino di dèi e uomini, il giovane demone Ne Zha e il principe dei draghi Ao Bing vengono colpiti dal fulmine divino, che distrugge i loro corpi ma non le loro anime. Il Maestro Taiyi Zhenren riesce a salvarli, sacrificando il potere del Sacro Loto dai Sette Colori per mantenere l’equilibrio tra cielo e mare. Tuttavia, il corpo di Ao Bing rimane troppo fragile per sopravvivere, e il suo spirito è costretto a fondersi con quello di Ne Zha.
Attraverso una misteriosa pillola che induce il sonno, Ne Zha può trasformarsi in Ao Bing, condividendone poteri, ricordi e tormenti. Ma mentre i due cercano di adattarsi a questa convivenza forzata, Ao Guang, Re Drago del Mare dell’Est e padre di Ao Bing, convinto della morte del figlio, ordina al suo generale Shen Gongbao di attaccare il Passo di Chentang. L’intervento di Ne Zha e Ao Bing evita la distruzione, ma la pace che ne segue è fragile e minacciata da nuovi conflitti.
Per ridare ad Ao Bing un corpo e restaurare il Sacro Loto, i due amici devono affrontare tre prove divine e ottenere l’elisir capace di ricreare la vita. Guidati dal Maestro Taiyi, partono per un viaggio epico tra regni e creature mitiche, affrontando tradimenti, inganni e battaglie spettacolari. Insieme sconfiggono un villaggio di demoni marmotta e si sottopongono agli insegnamenti di un potente maestro, rafforzando un legame che va oltre la vita e la morte. Durante la loro ricerca, Ne Zha scopre una cospirazione destinata a scatenare una nuova guerra tra bene e male. Per salvare Ao Bing e il mondo stesso, dovrà accettare il proprio destino di guerriero di fuoco e affrontare le tenebre che minacciano ogni cosa.
Voto: 2.5 su 5
