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CINEMA. Rocco Papaleo e cinque primedonne

– Le prime visioni di questa settimana. Rocco Papaleo porta in gita quattro detenute e un’attrice in crisi in “Il bene comune”. Nella settimana che precede la cerimonia degli Oscar, arriva nelle sale “Arco, il film d’animazione che ha vinto ai César, agli European Film Awards ed è candidato anche alla statuetta hollywoodiana

IL BENE COMUNE commedia, diretto da Rocco Papaleo, con Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Vanessa Scalera e Rocco Papaleo, della durata di 103 minuti.

Un’escursione fuori dall’ordinario, destinata a cambiare per sempre i partecipanti. Biagio (Rocco Papaleo) è una guida che accetta l’insolito incarico di accompagnare quattro detenute in una gita-premio nel Parco Nazionale del Pollino. Sono Samanta (Claudia Pandolfi), bella e spregiudicata, Gudrun (Teresa Saponangelo), italo-norvegese, Fiammetta (Livia Ferri), ex promessa della musica indipendente, e Anny (Rosanna Sparapano), una brillante hacker. Con loro c’è anche Raffaella (Vanessa Scalera) un’attrice in crisi, in cerca di una nuova occasione.

Quella che dovrebbe essere una semplice uscita nella natura si trasforma ben presto in un viaggio molto più profondo. Meta simbolica del cammino è il maestoso Pino Loricato, albero secolare che domina il massiccio del Pollino e incarna la resilienza. Ma il vero percorso è interiore, tra salite faticose e paesaggi aspri e magnifici, emergono frammenti di vite segnate da errori, ferite e desideri inascoltati. La natura diventa spazio di confronto e possibilità. Parlare, raccontarsi, perfino cantare insieme, permette alle protagoniste di sciogliere tensioni e riscoprire un senso di appartenenza.

In quell’ambiente duro e solidale, le differenze si intrecciano e qualcosa comincia a cambiare. Il semplice atto di raccontarsi può essere il primo passo verso una trasformazione più grande, personale ma anche condivisa. Finché un evento improvviso rimette tutto in discussione, ricordando che ogni conquista è fragile…

Voto: 3.5 su 5

IL QUIETO VIVERE drammatico, diretto da Gianluca Matarrese, con Maria Luisa Magno, Immacolata Capalbo e Carmela Magno, della durata di 87 minuti.

Racconta la storia di famiglie che vivono nella stessa palazzina sgangherata di un remoto borgo calabrese, in cima a un colle arido e assolato che tutti, senza troppa fantasia, chiamano il Cozzo. Lì sorge un pugno di case addossate l’una all’altra, dove i legami di sangue sono diventati trappole quotidiane. 

Tra vicoli polverosi e pettegolezzi che viaggiano più veloci del vento, l’infelicità si consuma a porte chiuse e a voce alta. E in ogni famiglia disgraziata, se si guarda bene, c’è sempre qualcuno che soffre più degli altri. Qualcuno che, invece di cercare pace, passa le giornate a escogitare modi per eliminare, simbolicamente o meno, i propri nemici. 

Luisa Magno ha cinquant’anni portati con rabbia e una vita intera trascorsa a combattere contro il mondo e contro se stessa. Apparentemente allergica ai valori tradizionali, in realtà è prigioniera di un destino che non ha scelto, Luisa tira avanti tra lavori precari, un affetto viscerale per i suoi figli e per la nipotina, e un’eterna guerra con la madre, il fratello e soprattutto con la cognata Imma. Il loro rapporto è un campo di battaglia fatto di querele, insulti, silenzi vendicativi e provocazioni urlate da una finestra all’altra.

Un conflitto che paralizza tutto e tutti, mentre sullo sfondo, come un coro tragicomico da commedia greca, tre zie anziane, ormai più stanche che sagge, si affannano a mediare, a ricucire fratture impossibili e a invocare una pace che nessuno sembra voler davvero. Ma si sa, nei posti piccoli le guerre familiari sono le più lunghe da dimenticare.

Voto: 3 su 5

KEEPER horror, diretto da Osgood “Oz” Perkins, con Tatiana Maslany, Rossif Sutherland e Tess Degenstein, della durata di 98 minuti.

Malcolm (Rossif Sutherland) è un medico che per celebrare il primo anniversario di matrimonio, porta la sua compagna Liz (Tatiana Maslany), una pittrice, in una baita isolata immersa nella campagna. La casa sembra ordinata ma fin dal loro arrivo qualcosa stona. Gli spazi sembrano difficili da interpretare, e una torta lasciata dai custodi è un primo elemento di ambiguità. 

Durante la cena, arriva inaspettatamente Darren (Birkett Turton), il cugino antipatico di Malcolm, insieme alla fidanzata Minka (Eden Weiss), una modella che Darren sostiene non parli inglese. In realtà, Minka avverte Liz — in perfetto inglese — che la torta ha un sapore terribile. Nonostante il disagio, Liz ne assaggia una fetta, gesto apparentemente innocuo che segna l’inizio della discesa nell’orrore. Da quel momento, Liz è tormentata da visioni disturbanti di donne urlanti e insanguinate, una figura incinta identica a lei, presenze che sembrano emergere dalla casa stessa.

Nel cuore della notte, inspiegabilmente attratta dalla torta, la divora interamente, scoprendo al suo interno resti umani. Il giorno seguente, Minka viene aggredita da una forza invisibile nel bosco, mentre Malcolm lascia improvvisamente la baita con la scusa di un’emergenza lavorativa. Intanto, la casa si popola di creature inquietanti e apparizioni spettrali: Minka riappare come un fantasma, una donna con un sacchetto di plastica in testa vaga tra le stanze, e Darren torna chiedendo di entrare, per poi essere brutalmente ucciso da forze invisibili. Il confine tra realtà, ricordo e immaginazione si dissolve completamente…

Voto: 2.5 su 5

LADY NAZCA – LA SIGNORA DELLE LINEE avventura, diretto da Damien Dorsaz, con Devrim Lingnau, Olivia Ross e Guillaume Gallienne, della durata di 99 minuti.

Si svolge all’alba della Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver perso tutto, Maria Reiche (Devrim Lingnau) fugge dalla Germania, lasciandosi alle spalle il suo passato, e si rifugia in Perù. Lì, si trova ad affrontare una realtà difficile, cercando di adattarsi a una società chiusa e conservatrice, tutto per il bene della sua compagna Amy (Olivia Ross), con cui condivide un legame profondo. La sua vera vocazione nella vita emerge solo quando, Maria, durante un viaggio nel deserto di Nazca, si imbatte in qualcosa che cambierà per sempre la sua esistenza: le misteriose linee tracciate nel terreno. Queste linee enigmatiche, che sembrano sfidare la comprensione umana, catturano completamente la sua attenzione. La donna, spinta dalla curiosità e da una voglia di scoprire la verità, lega il suo destino alle antiche figure.

Nonostante il disprezzo di molti e le difficoltà che l’attendono, decide di dedicarsi completamente alla missione di svelarne il significato. Un viaggio che, sebbene la ponga di fronte a enormi pericoli e incertezze, la porterà anche a una profonda realizzazione personale. In mezzo alle sfide, Maria troverà finalmente una pace interiore e, sotto la polvere del deserto, scoprirà il posto che le spetta nel mondo, dove il suo destino si intreccia con le misteriose linee di Nazca.

Voto: 3.5 su 5

L’ISOLA DEI RICORDI drammatico, diretto da Fatih Akin, con Jasper Billerbeck, Laura Tonke e Lisa Hagmeister, della durata di 93 minuti.

Ci troviamo sull’Isola di Amrum sulla costa tedesca del Mare del Nord, durante la primavera del 1945. Negli ultimi, durissimi giorni della Seconda Guerra Mondiale, Nanning (Jasper Billerbeck), un ragazzino di 12 anni, affronta le intemperie per cacciare foche, pesca di notte e lavora nei campi per aiutare la madre a sfamare la famiglia. Nulla è troppo rischioso per lui, la sopravvivenza lo ha reso coraggioso e ostinato. La vita sull’isola ventosa, anche se molto dura, mantiene un’apparenza di semplicità, quasi di purezza. Ma quando la guerra finisce e viene dichiarata la pace, nuove minacce emergono, più silenziose e insidiose.

In un mondo che cambia, Nanning si ritrova senza punti di riferimento, la lotta non è più solo contro la fame o il mare, ma contro la confusione morale e i conflitti interiori di un’epoca che rinasce tra le macerie. È il viaggio di un ragazzo verso l’età adulta, in un tempo sospeso tra la fine della guerra e l’inizio di un mondo nuovo, dove la vera battaglia è imparare a scegliere da che parte stare.

Voto: 3.5 su 5

REMINDERS OF HIM – LA PARTE MIGLIORE DI TE sentimentale, diretto da Vanessa Caswill, con Maika Monroe, Tyriq Withers e Rudy Pankow, della durata di 114 minuti.

Segue la storia di Kenna (Maika Monroe), una giovane donna che, dopo un tragico errore commesso al termine di una serata con il suo ragazzo, viene condannata al carcere. Dopo sette anni dietro le sbarre, torna nella sua città natale nel Wyoming con un unico desiderio: ricominciare e, soprattutto, avvicinarsi per la prima volta alla figlia Diem (Zoe Kosovic), che non ha mai potuto crescere.

Il suo ritorno, però, è tutt’altro che semplice. La comunità l’ha già giudicata, e i nonni affidatari della bambina rifiutano ogni tentativo di contatto, alzando attorno a Diem un muro di dolore e rancore. In questo percorso fatto di silenzi, colpe e porte chiuse, l’unica mano tesa arriva da Ledger (Tyriq Withers), ex giocatore football e proprietario di un bar.

La sua iniziale compassione si trasforma presto in un sentimento più intenso da cui nasce una relazione segreta e rischiosa che li costringe a chiedersi cosa significhi davvero proteggere chi si ama. Tra sguardi, silenzi e un forte amore materno, Kenna è costretta a confrontarsi con i fantasmi del passato. E mentre il mondo intorno a lei sembra deciso a ricordarle solo ciò che ha perduto, la donna scopre che il coraggio di chiedere perdono è spesso il primo passo per ritrovare se stessi. Perché, a volte, anche dalle ferite più profonde può germogliare la speranza di una seconda possibilità.

IL TESTAMENTO DI ANN LEE drammatico, diretto da Mona Fastvold, con Lewis Pullman, Amanda Seyfried e Thomasin McKenzie, della durata di 130 minuti.

Si svolge nella seconda metà del Settecento negli Stati Uniti. Una figura visionaria e fuori dal comune segna profondamente il panorama spirituale dell’epoca, si tratta di Ann Lee (Amanda Seyfried), predicatrice inglese di umili origini che fonda il movimento degli Shakers, ufficialmente noto come Società Unita dei Credenti nella Seconda Apparizione del Cristo.

In un contesto dominato da autorità religiose maschili, Ann Lee si impone come una delle rare donne a guidare una comunità spirituale, venendo proclamata dai suoi seguaci come la nuova incarnazione del Messia, il Cristo al femminile. Ann Lee propone un modello di società utopica, basata sulla purezza, il celibato, l’uguaglianza tra i sessi, il lavoro collettivo e il rifiuto della proprietà privata. Il culto degli Shakers si esprime in forme di spiritualità intense e originali, animate da canti estatici, danze e gesti rituali, attraverso i quali i fedeli cercavano un contatto diretto con il divino.

Sotto la guida di Ann Lee, gli Shakers si espandono in numerose comunità lungo la costa orientale degli Stati Uniti, dando vita a una delle più radicali, durature e affascinanti società utopiche della storia americana. La loro eredità culturale, che comprende architettura, artigianato, musica e una visione comunitaria della vita, sopravvive come testimonianza di un sogno collettivo di armonia spirituale

Voto: 3.5 su 5

ARCO animazione, diretto da Ugo Bienvenu, con Natalie Portman, Louis Garrel e Swann Arlaud, della durata di 82 minuti.

Il film ha vinto ai César, European Film Awards ed è stato candidato agli Oscar, Golden Globe, BAFTA. Racconta la storia di Arco, un bambino di dieci anni curioso e intraprendente che vive in un futuro lontano, dove è possibile viaggiare nel tempo.

Durante il suo primo volo di prova con una speciale tuta arcobaleno, qualcosa va storto. Arco perde il controllo e precipita nel 2075. Nel cielo limpido di quel giorno, Iris, una sua coetanea, vede una scia luminosa solcare l’orizzonte. È Arco, che atterra come un fulmine colorato. Incuriosita, Iris lo raggiunge e scopre che quel misterioso ragazzo arriva da un’epoca lontana.

La bambina decide allora di aiutare il suo nuovo amico a tornare a casa nel futuro. Tra avventure, ostacoli tecnologici e viaggi nel tempo, i due bambini scoprono che a volte, per non perdersi, bisogna prima imparare a conoscersi.

Voto: 4 su 5

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