– Le prime visioni di questa settimana. La commedia in bianco e nero ci riporta al capolavoro di Jean-Luc Godard “Fino all’ultimo respiro”. Un documentario racconta il “re del rock” come artista. Fabio De Luigi e Virginia Raffaele in “Un bel giorno”, Matilda De Angelis e Stefano Accorsi in “La lezione”
NOUVELLE VAGUE commedia, diretto da Richard Linklater, con Zoey Deutch, Alix Bénézech e Guillaume Marbeck, della durata di 105 minuti.
Racconta la nascita di un capolavoro e l’inizio di una rivoluzione nel mondo del cinema. È la storia di Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard, ma anche quella della Nouvelle Vague, dei suoi protagonisti, dei sogni e delle tensioni che hanno dato forma a una nuova idea di cinema.
Siamo a Parigi, tra il 1959 e il 1960. Truffaut e Chabrol (Adrien Rouyard e Antoine Besson) hanno già mosso i primi passi dietro la macchina da presa. Godard (Guillaume Marbeck) è pronto a girare il suo primo lungometraggio. Rivette e Rohmer (Jonas Marmy e Côme Thieulin) sono agli esordi. Intorno a loro, un fermento culturale unico, nutrito dalle opere di Jean Cocteau (Jean-Jacques Le Vessier), Robert Bresson, Roberto Rossellini (Laurent Mothe) e Jean-Pierre Melville.
Girato con lo stesso spirito libero, audace e sperimentale che animava quei giorni, il film non si limita a ricostruire la genesi di À bout de souffle, ma la vive e la reinventa. Grazie alle nuove tecnologie, è possibile respirare l’aria della Parigi di quegli anni, sentire il battito di una generazione che credeva nel cinema come atto di libertà. È un omaggio alla giovinezza, al coraggio creativo, e al momento esatto in cui il cinema ha smesso di guardare il passato per iniziare a immaginare il futuro.
Voto: 4 su 5
EPIC: ELVIS PRESLEY IN CONCERT documentario, diretto da Baz Luhrmann, con Elvis Presley, della durata di 100 minuti.
Si basa su rari filmati d’archivio recentemente ritrovati, risalenti ai primi giorni della residenza di Elvis Presley a Las Vegas. Quella che doveva essere un’apparizione temporanea all’International Hotel, nell’estate del 1969, si trasformò in un evento epocale, dando il via a un impegno che sarebbe durato oltre sette anni e avrebbe ridefinito la carriera dell’artista.
Il documentario alterna momenti di backstage dove Presley appare rilassato e energico, a performance live che lo mostrano travolgente e affaticato. Alcuni spettacoli lo vedono esibirsi con potenza e carisma, altri mostrano la stanchezza nel sostenere un ritmo estenuante, con due concerti al giorno e arrangiamenti sempre più incalzanti. Non mancano momenti in cui perde fiato o sembra sopraffatto. Tra i brani più memorabili figurano Polk Salad Annie e Burning Love, che nel 1972 arrivò in cima alle classifiche. Assistiamo anche a brevi apparizioni di celebrità entusiaste che assistono agli show.
A differenza del ritratto più amaro delineato da Baz Luhrmann nel film Elvis, che poneva l’accento sulla figura controversa del manager Colonnello Tom Parker, questa opera si concentra invece sull’artista e sulla sua musica. Emergono così il suo legame profondo con le radici gospel, blues e country, e la sua abilità istintiva nel creare arrangiamenti e ritmi in modo unico e coinvolgente. Ne risulta un ritratto sincero, forse il più commovente finora, che restituisce l’immagine di un Elvis autentico, immerso nel suo lavoro e nel suo talento.
Voto: 3.5 su 5
UN BEL GIORNO commedia, diretto da Fabio De Luigi, con Fabio De Luigi, Virginia Raffaele e Maria Gifuni, della durata di 93 minuti.
C’è un momento, nella vita, in cui si ha la sensazione di aver già dato tutto. Di aver raggiunto un equilibrio che non andrebbe toccato. E invece Un bel giorno, il nuovo film di Fabio De Luigi – che lo interpreta insieme a Virginia Raffaele – racconta esattamente il contrario: la necessità di rilanciare sempre, anche quando sembra più semplice restare fermi. «Ci vuole coraggio a rimettersi in gioco, e il nostro film è un inno al coraggio di cambiare, di vivere», dice De Luigi, sottolineando come la spinta a guardare avanti sia un esercizio vitale, quasi un antidoto all’idea – molto contemporanea – di avere una “data di scadenza” dopo una certa età. «Rilanciare è sano, ti butta lo sguardo avanti», aggiunge. «Ho visto grandissimi personaggi che, anche poco prima di andarsene, pensavano ai progetti futuri. Ecco, io vorrei imparare a essere un po’ più come loro».
Al centro del film c’è Tommaso (De Luigi), che ha cresciuto da solo quattro figlie trasformando la sua vita in una caotica ma solida routine familiare: un padre a tempo pieno e un uomo a tempo zero. Quando le ragazze decidono che è arrivato il momento per lui di rimettersi in gioco, Tommaso incontra Lara (Raffaele), una donna brillante e affascinante. Un incontro inatteso che potrebbe cambiare tutto, se non fosse che entrambi nascondono qualcosa di decisamente ingombrante.
Voto: 3.5 su 5
LA MATTINA SCRIVO drammatico, diretto da Valérie Donzelli, con Virginie Ledoyen, Bastien Bouillon e Marie Rivière, della durata di 92 minuti.
È la storia di un celebre e talentuoso fotografo all’apice della sua fortunata carriera che un giorno decide di abbandonare la fama e la sua vita agiata per inseguire la sua vera vocazione, e cioè la scrittura. L’uomo, spinto dal desiderio di esprimersi in modo più profondo e personale, si ritrova però a fare i conti con una realtà ben diversa da quella che aveva immaginato. Deve fare i conti con la precarietà economica, le relazioni che si incrinano e anche con la solitudine che diventa una costante nella sua vita.
Tra instabilità, rinunce e lotte quotidiane, intraprende un cammino difficile ma autentico che lo porta a scoprire parti inaspettate di se stesso e un nuovo sguardo sul mondo.
Voto: 4 su 5
BRIDES – GIOVANI SPOSE drammatico, diretto da Nadia Fall, con Ebada Hassan, Safiyya Ingar e Yusra Warsama, della durata di 93 minuti.
Doe e Muna (Ebada Hassan e Safiyya Ingar) sono due adolescenti di origine siriana cresciute in una grigia località balneare del Regno Unito, dove si sentono invisibili, marginalizzate e fuori posto. In cerca di libertà, amicizia e un senso di identità che la loro terra natale sembra negare, decidono di fuggire con un piano disperato e maldestro, raggiungere la Siria per unirsi all’Isis. Il loro viaggio è un atto di ribellione e speranza, ma presto si trasforma in una corsa verso l’ignoto. Mentre il percorso si fa sempre più incerto, riflettono su tutto ciò che stanno abbandonando e iniziano a confrontarsi con una realtà ben diversa da quella promessa.
Una lente sociopolitica e tagliente mette in evidenza le tensioni dell’adolescenza e la ricerca di identità. L’alienazione e la fede in un mondo che non offre risposte semplici. Un racconto crudo sull’urgenza di essere viste, e sul prezzo che si paga per sentirsi realmente parte di qualcosa.
Voto: 3 su 5
GRAND CIEL fantascienza, diretto da Akihiro Hata, con Damien Bonnard, Mouna Soualem e Samir Guesmi, della durata di 91 minuti.
Vincent (Damien Bonnard) è un trentenne che lavora il ferro di notte nel cantiere del Grand Ciel, un colossale quartiere futuristico in costruzione che ospiterà il più grande centro commerciale d’Europa. Vive con la sua compagna Camille e il figlio, e si aggrappa con ostinazione a quel lavoro duro e pericoloso, convinto che rappresenti l’unica possibilità per garantire un futuro stabile alla sua famiglia. Ma la tranquilla routine notturna nel cantiere subisce uno scossone improvviso. Dopo un violento allagamento, un operaio scompare senza lasciare traccia. I colleghi liquidano la cosa con indifferenza affermando che capita, a volte se ne vanno senza avvisare. Ma quando anche un secondo lavoratore sparisce misteriosamente, Vincent comincia a sospettare che il caposquadra Lobbo stia nascondendo qualcosa.
Indagando, scopre strane incongruenze, cose non dette e silenzi pieni di paura. Quando anche Lobbo scompare nel nulla, Vincent si ritrova davanti a una realtà inquietante. Forse è vero quello che alcuni sussurrano sottovoce, e cioè che Grand Ciel inghiotte i suoi operai soprattutto nelle notti di tempesta. Proprio mentre gli viene offerto il posto del caposquadra e Camille gli annuncia di essere incinta, Vincent inizia a percepire che il cantiere non è solo cemento e metallo, ma un luogo vivo e minaccioso, pronto a inghiottire anche lui…
Voto: 3.5 su 5
LA LEZIONE drammatico, diretto da Stefano Mordini, con Matilda De Angelis, Stefano Accorsi e Eugenio Franceschini, della durata di 107 minuti.
Elisabetta (Matilda De Angelis) è una giovane e brillante avvocatessa di Trieste. Ha appena ottenuto un clamoroso successo in tribunale difendendo e facendo assolvere un celebre professore universitario (Stefano Accorsi) dall’accusa di violenza sessuale. Quando l’uomo, reintegrato nella società ma relegato ai margini dell’ateneo, le chiede di intentare una causa contro l’università, Elisabetta accetta. Ma qualcosa dentro di lei inizia a tormentarla.
Nel momento in cui si ritrova nuovamente vicina a un uomo potente, accusato di abuso, il suo passato personale riaffiora con violenza. Strani segnali, inquietanti presenze e un crescente senso di minaccia insinuano in lei il sospetto che il suo ex compagno (Marlon Joubert), già condannato per stalking e ossessione nei suoi confronti, sia tornato a perseguitarla. Ma è davvero così? Mentre la tensione cresce, il confine tra realtà e paranoia si fa sempre più sottile. Elisabetta si ritrova sola, in bilico tra il bisogno di scoprire la verità e il timore che la sua mente le stia giocando un brutto scherzo. In un crescendo di suspense, sarà costretta a confrontarsi con il lato più ambiguo della giustizia, della colpa e della propria identità.
Voto: 3 su 5
GOOD BOY thriller, diretto da Jan Komasa, con Stephen Graham, Andrea Riseborough e Anson Boon, della durata di 110 minuti.
Tommy (Anson Boon) è un ragazzo che ha 19 anni e passa le sue giornate tra risse, vandalismi e notti folli e fuori controllo. Il giovane teppista trascina anche i suoi amici nella spirale di violenza e distruzione. Ma una notte, dopo essersi separato dalla banda, la sua vita prende una svolta inaspettata. Si risveglia incatenato nel seminterrato di una casa isolata in periferia che appartiene a una famiglia benestante e apparentemente normale. Sono Chris (Stephen Graham), uomo freddo e calcolatore, Kathryn (Andrea Riseborough), moglie ambigua e disturbante e il loro giovane figlio Jonathan (Kit Rakusen), silenzioso testimone di tutto ciò che accade. Tommy è diventato il protagonista di una riabilitazione forzata, i suoi rapitori vogliono raddrizzarlo, trasformarlo in un bravo ragazzo, rieducarlo alla vita domestica, anche contro la sua volontà.
Intrappolato all’interno di una dinamica familiare inquietante e profondamente disfunzionale, il ragazzo lotta per fuggire, ma ogni tentativo sembra solo avvicinarlo sempre di più a una verità più oscura. Tra controllo, manipolazione e violenza psicologica, Tommy dovrà scegliere se piegarsi, adattarsi o ribellarsi sapendo che la libertà avrà un prezzo…
Voto: 3.5 su 5
LA SPOSA! horror, diretto da Maggie Gyllenhaal, con Christian Bale, Jessie Buckley e Annette Bening.
È il remake de La moglie di Frankenstein (1935) ed è ambientato nella Chicago degli anni Trenta, dove un solitario Mostro di Frankenstein (Christian Bale) viaggia in cerca dell’aiuto della pionieristica scienziata Dr. Euphronious (Annette Bening), chiedendole di creare per lui una compagna. I due riportano in vita una giovane donna assassinata, e così nasce La Sposa (Jessie Buckley).
Ma ciò che segue va ben oltre ogni aspettativa: omicidi! Possessioni! Un movimento culturale selvaggio e radicale! E due amanti fuorilegge uniti in una storia d’amore esplosiva e incontrollabile!
Voto: 3 su 5
SE SOLO POTESSI TI PRENDEREI A CALCI drammatico, diretto da Mary Bronstein, con Rose Byrne, Danielle Macdonald e Josh Pais, della durata di 113 minuti.
È la storia di Linda (Rose Byrne), una giovane psicoterapeuta spinta al limite delle proprie forze da una serie di eventi che si accumulano senza lasciarle tregua. Linda deve prendersi cura della figlia, affetta da un grave disturbo che richiede alimentazione tramite sondino gastrico e controlli costanti. La fragile stabilità familiare crolla definitivamente quando il soffitto del loro appartamento cede, allagando la casa.
Con il marito Charles (Christian Slater), capitano di nave, lontano per lavoro, Linda è costretta a trasferirsi con la figlia in un motel squallido. Qui, privata del sonno dal rumore incessante della pompa per l’alimentazione della figlia, inizia a perdere progressivamente il controllo. Trascorre le notti vagando e cercando rifugio nella musica, nel cibo spazzatura e nell’alcol, mentre la stanchezza e l’ansia la consumano.
Il caos culmina quando Caroline ricompare improvvisamente nel motel, in evidente stato di crisi mentale. Nel tentativo disperato di aiutarla, Linda viene aggredita e assiste alla sua fuga verso una spiaggia buia, dove Caroline scompare nel nulla.
Voto: 2 su 5
JUMPERS – UN SALTO TRA GLI ANIMALI animazione, diretto da Daniel Chong, con Piper Curda, Bobby Moynihan e Jon Hamm.
Mabel (voce originale Piper Curda) è un’adolescente appassionata di animali e di natura che coglie al volo l’occasione per sperimentare una rivoluzionaria tecnologia sviluppata da un gruppo di scienziati.
Il sistema permette di portare con un salto la coscienza umana all’interno di animali robotici realistici, consentendo alle persone di comunicare con il mondo animale vivendo letteralmente come loro. Grazie a questa innovazione, Mabel trasferisce la propria mente in un castoro robotico e scopre un universo segreto che va ben oltre l’immaginazione umana, svelando i misteri, le regole e l’intelligenza nascosta della vita di questi esseri. Ma l’esperienza non è solo una straordinaria avventura. Quando un sindaco avido e un’impresa edile senza scrupoli minacciano di distruggere l’habitat naturale locale per costruire un nuovo complesso urbano, Mabel decide di usare la tecnologia per fermarli.
Tra azione, umorismo e meraviglia, seguiamo un racconto avventuroso ed emozionante che celebra il rispetto per la natura e invita a guardare il mondo con occhi diversi, ricordando quanto l’equilibrio tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda sia fragile e prezioso.
Voto: 3.5 su 5
