– Le prime visioni di questa settimana. L’attrice protagonista del thriller “After the hunt – Dopo la caccia” di Luca Guadagnino. “Amata” con Miriam leone e Tecla Insolia è un racconto delicato e profondo sul significato della maternità. Joaquin Phoenix in un western al tempo del Covid. “Crossing Istanbul” è un viaggio verso l’incognito e l’accettazione della diversità. Tutte le altre uscite
AFTER THE HUNT – DOPO LA CACCIA thriller, diretto da Luca Guadagnino, con Ayo Edebiri, Andrew Garfield e Julia Roberts, della durata di 139 minuti.
Una professoressa di filosofia, Alma Olsson (Julia Roberts), si trova a un bivio sia personale che professionale, mentre lotta per ottenere la cattedra che sente di meritare. La sua routine viene improvvisamente stravolta quando Maggie Price (Ayo Edebiri), una studentessa brillante e ambiziosa, denuncia uno dei docenti del dipartimento, il carismatico e controverso professore Henrik Gibson (Andrew Garfield), per comportamento inappropriato. L’accusa, che tocca profondamente la comunità accademica, scatena una serie di reazioni contrastanti, portando caos pubblico e privato che rende difficile distinguere la verità dalle manipolazioni. La denuncia mette in moto una sequenza di eventi che rischiano di portare alla luce un oscuro segreto della stessa Alma, intrecciato a una rete di memorie, ambizioni e fragilità umane destinate a collidere.
Voto: 4 su 5
AMATA drammatico, diretto da Elisa Amoruso, con Miriam Leone, Tecla Insolia e Stefano Accorsi, della durata di 96 minuti.
Racconta la storia di Nunzia, una giovane studentessa fuori sede che affronta da sola una gravidanza indesiderata e tenuta segreta. Dopo il parto, per paura di non essere pronta ad essere madre, decide di lasciare la neonata, Margherita, alle cure dell’ospedale. Ha dieci giorni di tempo per ripensarci, giorni sospesi in cui la sua giovinezza e il suo futuro si scontrano con il peso di una scelta irreversibile. Dall’altra parte ci sono Maddalena e Luca, una coppia che ha attraversato anni di tentativi falliti per diventare genitori. Lei ha ormai superato i quarant’anni, lui la sostiene con amore e determinazione.
Quando finalmente si apre per loro la possibilità di un’adozione, la speranza torna a farsi viva. Anche per loro quei dieci giorni diventano un conto alla rovescia carico di emozione e incertezza. Margherita è il fragile filo che unisce queste due storie. Una bambina sospesa tra due mondi, tra chi l’ha messa al mondo e chi sogna di accoglierla. Un racconto delicato e profondo sul significato della maternità, della scelta, del legame e dell’amore in tutte le sue forme.
Voto: 3.5 su 5
CROSSING ISTANBUL drammatico, diretto da Levan Akin, con Mzia Arabuli, Lucas Kankava e Deniz Dumanli, della durata di 106 minuti.
Ha per protagonista Lia (Mzia Arabuli), un’insegnante in pensione dalla Georgia. Recentemente, la donna ha perso la sorella e questo lutto le ha creato un profondo senso di sconforto. Decide allora di reagire e di fare qualcosa in memoria della cara defunta, esaudendo il suo ultimo desiderio: andare a a cercare sua figlia Tekla, scomparsa da anni. Lia si fa accompagnare da Achi (Lucas Kankava), ex vicino di casa di Tekla, con cui condivide ricordi e frammenti del passato.
Le loro ricerche li fanno approdare a Istanbul, città affascinante e contraddittoria, dove incontrano Evrim (Deniz Dumanli), un avvocato impegnato a difendere i diritti delle persone transgender. L’uomo diventerà una figura fondamentale non solo per il ritrovamento di Tekla, ma anche per aprire a Lia nuove prospettive su identità, appartenenza e libertà personale.
Voto: 3.5 su 5
PER TE drammatico, diretto da Alessandro Aronadio, con Edoardo Leo, Javier Francesco Leoni e Teresa Saponangelo, della durata di 115 minuti.
È la toccante storia del piccolo Mattia (Javier Francesco Leoni), un bambino che a soli 11 anni ha dovuto affrontare una realtà molto diversa da quella dei suoi coetanei. Il rapporto tra Mattia e suo padre Paolo (Edoardo Leo), poco più che quarantenne, è molto speciale. L’uomo ha iniziato lentamente a perdere frammenti della propria memoria a causa di una malattia neuro-degenerativa. Nonostante la sua vulnerabilità e l’incertezza riguardo al futuro, Paolo sceglie comunque di rimanere vicino a ciò che davvero conta nella sua vita, l’amore per la sua famiglia.
Accanto a lui c’è la moglie Michela (Teresa Saponangelo), presenza silenziosa ma fondamentale, e suo figlio Mattia, che con una maturità straordinaria diventa la sua guida, il suo sostegno e un compagno di vita. Attraverso piccoli gesti e attenzioni quotidiane, carezze delicate, risate e silenzi che parlano più delle parole, seguiamo una storia che, pur raccontando la perdita, è un inno alla presenza e alla bellezza dell’essere accanto a chi si ama, anche quando tutto intorno sembra sfumare. Una celebrazione dell’amore come forza capace di opporsi al tempo, all’oblio e alla fragilità. Un film che ci ricorda quanto anche nei momenti più difficili, l’affetto e la condivisione possano rappresentare una luce potente, capace di tenere unita una famiglia.
Voto: 3 su 5
EDDINGTON western, diretto da Ari Aster, con Joaquin Phoenix, Pedro Pascal e Emma Stone, della durata di 148 minuti.
È ambientato nel maggio del 2020, in piena pandemia di Covid-19. Nella piccola cittadina di Eddington, in New Mexico, lo sceriffo Joe Cross (Joaquin Phoenix) vive con la moglie Louise (Emma Stone), una donna mentalmente instabile, e la suocera Dawn (Deidre O’Connell), complottista convinta. Quando lo Stato introduce l’obbligo di mascherina, Joe si oppone pubblicamente, sostenendo che in città il virus non è mai arrivato. Lo scontro con il sindaco Ted Garcia (Pedro Pascal), ex amante di Louise e figura politicamente opposta, si accende e diventa presto personale, oltre che politico.
Joe decide così di candidarsi a sindaco, usando la questione mascherine come piattaforma. Eddington si spacca in fazioni, mentre la tensione cresce attorno a una trattativa con una grande azienda tech e alle proteste dei giovani locali, che imitano i movimenti nazionali ma sono mossi da rancori privati. In un clima dominato dai social, tra dirette, post e messaggi virali, il confronto tra Joe e Garcia degenera. Joe, sempre più ossessionato dal passato della moglie e convinto di essere nel giusto, perde lucidità. L’escalation culmina in un episodio violento che scuote l’intera comunità…
Voto: 2.5 su 5
SQUALI drammatico, diretto da Daniele Barbiero, con James Franco, Lorenzo Zurzolo e Francesco Centorame.
Max (Lorenzo Zurzolo), un ragazzo di 19 anni della provincia veneta, insieme ai suoi amici ha pianificato l’estate perfetta: un viaggio in Spagna, simbolo di libertà e fuga dalla noia dopo l’esame di maturità. Ma una sera, una mail cambia tutto: Robert Price (James Franco), fondatore di una start-up a Roma, ha notato l’app che Max ha creato per aiutare i suoi coetanei a scegliere la facoltà universitaria e vuole svilupparla. Quella mail lo catapulta improvvisamente fuori dalla sua routine, e senza rendersene conto, Max si ritrova su un treno diretto a Roma, pronto a inseguire un’opportunità concreta che potrebbe rivoluzionare la sua vita.
In un attimo, Max perde la spensieratezza dell’adolescenza e si trova immerso nel mondo degli adulti, dove le scelte diventano obbligatorie, inevitabili e cariche di pressione sociale. La vita lo costringe a muoversi, a non fermarsi mai, come gli squali, che non possono restare immobili altrimenti rischiano di morire. Il suo viaggio, fisico e emotivo, diventa una corsa contro il tempo, sospesa tra ambizione e paura, mentre cerca di capire se è davvero pronto a fare quel salto verso il futuro.
Voto: 3.5 su 5
BLACK PHONE 2 horror, diretto da Scott Derrickson, con Ethan Hawke, Jeremy Davies e Mason Thames, della durata di 114 minuti.
È il secondo capitolo horror incentrato sul sadico rapitore e assassino di bambini, noto come “Il Rapace”, interpretato nuovamente da Ethan Hawke. Quattro anni fa, il tredicenne Finn uccise il suo rapitore e riuscì a fuggire, diventando l’unico sopravvissuto a “Il Rapace”. Ma il vero male trascende la morte… e il telefono sta squillando ancora.
“Il Rapace” è in cerca di vendetta contro Finn (Mason Thames) dall’aldilà, minacciando sua sorella minore Gwen (Madeleine McGraw). Mentre Finn, ormai diciassettenne, lotta per affrontare la vita dopo il rapimento, la testarda Gwen, che ora ha 15 anni, inizia a ricevere telefonate nei sogni dal telefono nero e a vedere inquietanti visioni di tre ragazzi perseguitati in un campo invernale noto come Alpine Lake.
Determinata a risolvere il mistero e porre fine all’incubo per sé e per suo fratello, Gwen convince Finn a recarsi al campo durante una tempesta di neve. Lì, scopre un legame sconvolgente tra “Il Rapace” e la storia della propria famiglia. Insieme, lei e Finn dovranno affrontare un assassino che, nella morte, è diventato più potente – e più importante per loro – di quanto avrebbero mai potuto immaginare.
Voto: 3 su 5
GIGI A NESPELLO documentario, diretto da Alberto Valtellina, della durata di 62 minuti.
Segue la storia di Gigi Brozzoni, un esperto di vini e uno dei quattro autori della rinomata Guida Oro Veronelli ai vini d’Italia. L’uomo custodisce da sempre un ricordo che lo tormenta, da bambino ha vissuto un evento tragico che ancora oggi cerca di comprendere e oggi desidera indagare su quella vicenda. Il film vuole raccontare la sua ricerca attraverso lo sguardo della macchina da presa.
Siamo nel piccolo borgo montano di Nespello, nelle alte valli bergamasche. È la fine di dicembre del 1957 e Giancarlo, un ragazzino di 12 anni, scompare per alcuni giorni. Poi arriva il giorno del tragico ritrovamento del suo corpo impiccato a un albero, non lontano da casa. L’ipotesi del suicidio viene accettata senza troppe domande. Gigi, che all’epoca aveva 8 anni, non ha mai dimenticato quella morte, che lo ha segnato profondamente. È convinto che l’intera zona abbia cominciato a svuotarsi proprio a seguito di quel dramma.
Il film, però, non si limita a esplorare un caso irrisolto. Al centro della narrazione c’è un tema più ampio, e cioè l’abbandono delle terre alte. Gli abitanti lasciarono le loro case perché sopraffatti da un senso di colpa collettivo, oppure seguirono semplicemente il richiamo della città, come tanti in quegli anni?
Accompagniamo Gigi nel suo viaggio a ritroso, tra memorie, silenzi e domande senza risposta. Per lui, forse, questo documentario è anche una forma di terapia, un modo per fare pace con il passato.
Voto: 3 su 5
SCIROCCO E IL REGNO DEI VENTI animazione, diretto da Benoît Chieux, con Maryne Bertieaux, Aurélie Konaté e Laurent Morteau, della durata di 80 minuti.
Le protagoniste sono due sorelline, Juliette (Loïse Charpentier) e Carmen (Maryne Bertieaux) rispettivamente di 4 e 8 anni. Il loro libro preferito è “Il Regno dei Venti” e un giorno riescono a trovare un passaggio segreto che le porta direttamente nel mondo descritto dal racconto. Trasformate in gatti, le sorelline vengono immediatamente catturate e imprigionate dal sindaco del Regno che le separa, regalando Juliette a Selma (Aurélie Konaté), una cantante di cui è innamorato. Le due bambine sono disperate e cercano ogni modo per riunirsi ma solo l’aiuto di Selma potrà farle riabbracciare.
Ora devono trovare il modo di tornare nel loro mondo e riacquistare le sembianze umane. L’unico che può farlo è Sirocco (Pierre Lognay), il temutissimo Signore dei Venti e delle Tempeste…
Voto: 2.5 su 5
