– Le prime visioni di questa settimana. Il film premiato ai Golden Globes sull’uomo Shakespeare, Christian De Sica e Lillo nel dramedy “Agata Christian – Delitto sulle nevi”, cinepanettone tardivo in versione giallo, “Lavoreremo da grandi” di e con Antonio Albanese. Ester Pantano in “Io + te” e le altre uscite
AGATA CHRISTIAN – DELITTO SULLE NEVI, giallo-commedia, diretto da Eros Puglielli, con Christian De Sica, Lillo Petrolo e Paolo Calabresi, Maccio Capatonda, Giorgio Colangeli, Chiara Francini, Ilaria Spada, Marco Marzocca, Enzo Paci e Alice Pagani.
Cinepanettone tardivo in versione giallo. Al centro della storia c’è Christian Agata (De Sica), criminologo celebre e caustico, che accetta di partecipare come testimonial al rilancio del gioco da tavolo “Crime Castle” nella villa valdostana dei Gulmar, potenti imprenditori del settore ludico. Con lui ci sono il brigadiere Vanni Cuozzo (Lillo Petrolo), poliziotto ingenuo e suo fan entusiasta, e Candido Tarda, l’appuntato dei carabinieri e braccio destro del brigadiere Cuozzo.
Durante il fine settimana, il patriarca Carlo Gulmar (Giorgio Colangeli) annuncia di voler riprendere il controllo dell’azienda, mandando all’aria la vendita alla start‑up Shothouse – il cui Ceo è One Shot interpretato dal trapper Tony Effe – e scatenando tensioni familiari. Una valanga isola il castello e, poco dopo, Carlo viene trovato assassinato in una scena tanto macabra quanto teatrale. Senza contatti con l’esterno, Christian, Cuozzo e Tarda devono indagare tra rancori, segreti e sospetti incrociati.
«Io sono un fan della commedia e di tutti i derivati del crime. Mi sono reso conto che dentro il crime c’è sempre la possibilità di incappare nel ridicolo, la comicità è lì, a un passo, e devi saperla tenere a bada», spiega il regista Eros Puglielli. «Mi sono reso conto che molta comicità si basa sulla tensione, sulla costruzione della suspense, anche se in modo diverso. Il mio sogno era fare un film costruito su questo punto di contatto: che fosse in fondo comico e in fondo giallo». De Sica sottolinea l’originalità di questo film: «È un dramedy e credo che in Italia sia il primo del genere». Per De Sica è anche l’occasione per tornare sul tema del politicamente corretto: «Il politicamente scorretto si può fare, purché sia intelligente. E quello di di Checco Zalone lo è. Oggi è più difficile far ridere. Se facessi le battute dei film di De Laurentiis mi metterebbero in carcere».
Voto: 3.5 su 5
LAVOREREMO DA GRANDI commedia, diretto da Antonio Albanese, con Antonio Albanese, Giuseppe Battiston e Nicola Rignanese.
Una notte che finisce fuori controllo per un gruppo di amici, tra imprevisti e situazioni improbabili, nella tranquillità di una piccola provincia sul lago, dove di consueto accade ben poco. In Lavoreremo da grandi Antonio Albanese, che ha anche diretto e scritto il film, è un musicista fallito che con gli amici Beppe e Gigi, interpretati da Giuseppe Battiston e Nicola Rignanese, ognuno con i suoi problemi e le sue fragilità, attendono l’uscita dal carcere di Toni, figlio del primo, (Niccolò Ferrero), per festeggiarne la libertà ritrovata. Ma una serata goliardica finisce in tragedia quando la loro auto urta qualcuno. E fino all’alba sarà un rincorrersi di soluzioni e scelte tragicomiche dagli esiti folli. Personaggi smarriti, che sembrano non aver trovato la loro strada nel mondo, a cui però voler bene, spiega Albanese: «Io desideravo questo, affezionarmi a delle persone, da spettatore».
E tra fatalità, incomprensioni e risate, il messaggio è positivo. «In un certo senso, in questo spazio che loro hanno consumato, non gli è stata data la possibilità, o loro non l’hanno afferrata, di sviluppare delle cose, di raggiungere gli obiettivi. E quindi c’è sempre tempo, lavoreremo probabilmente, realizzeremo delle cose da grandi. Quindi è come un film pieno di speranza. All’interno del gruppo dei quattro, diciamo, c’è però anche un’altra generazione, che è mio figlio, che anche lui, diciamo, non è riuscito bene, ha preso delle strade un po’ sbagliate, però questo film è un film che dà speranza. Nel Lavoreremo da grandi, nel titolo c’è questa speranza, che si può comunque, nel tempo, ci possono risolvere mille cose o realizzare delle cose», afferma Albanese.
Voto: 3.5 su 5
HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO storico, diretto da Chloé Zhao, con Paul Mescal, Jessie Buckley e Emily Watson, della durata di 125 minuti.
Il film ha vinto ai Golden Globe ed è stato candidato agli Oscar, BAFTA. è un’intensa e intima esplorazione della perdita, dell’amore e dell’ispirazione artistica, raccontata attraverso gli occhi di Agnes (Jessie Buckley), moglie di William Shakespeare (Paul Mescal). Ambientato nell’Inghilterra rurale del XVI secolo, il film ci immerge nella vita quotidiana della coppia, che cresce tre figli, Susanna (Bodhi Rae Breathnach) e i gemelli Judith e Hamnet (Olivia Lynes e Jacobi Jupe), in un equilibrio precario tra gli affetti familiari e il mondo esterno. Quando la morte prematura del giovane Hamnet colpisce la famiglia, il dolore spinge Agnes a confrontarsi con la perdita. È attraverso il suo sguardo sensibile e penetrante che assistiamo alla frattura che si apre nella famiglia, e al tentativo di rimettere insieme i frammenti di una vita devastata.
Non è la storia di Shakespeare come genio isolato, ma come uomo segnato da un lutto privato, che finirà per riflettersi nella sua opera più celebre. Ai tempi, i nomi Hamnet e Hamlet erano considerati intercambiabili, e il film gioca con questa ambiguità storica per suggerire che la tragedia del figlio abbia innescato la nascita dell’Amleto teatrale. Ma in questa narrazione, il cuore pulsante di Hamnet è Agnes, capace di amare e resistere con grazia feroce. Il risultato è una celebrazione silenziosa di ciò che resta, l’amore, la memoria, e la misteriosa alchimia che trasforma la vita e la morte in arte.
Voto: 3.5 su 5
IO +TE sentimentale, diretto da Valentina De Amicis, con Matteo Paolillo, Ester Pantano e Camilla Semino Favro, della durata di 82 minuti.
Racconta la storia di Mia (Ester Pantano), una affermata ginecologa di 36 anni, indipendente e refrattaria a ogni forma di legame stabile. Abituata a vivere l’amore come un’esperienza da consumare e lasciarsi alle spalle, cerca nella vita privata ciò che il suo lavoro ordinato e razionale non le offre, e cioè emozioni nuove, relazioni senza promesse e storie prive di futuro.
Leo (Matteo Paolillo) ha 26 anni, è un poeta per natura, lontano dai social, innamorato della musica e delle cose autentiche, con una visione dell’amore che sembra appartenere a un’altra epoca. Il loro incontro casuale in un bar dà inizio a una relazione intensa e fuori dagli schemi, fatta di passione, complicità e condivisione. Ma l’innamoramento è solo l’inizio. Quando la realtà irrompe con il suo carico di responsabilità, fragilità e domande irrisolte, il confine tra desiderio e dipendenza si fa sempre più sottile. L’amore, da spazio di libertà, rischia di trasformarsi in controllo e ossessione. Come in un incubo che prende forma lentamente, una personalità manipolatrice e distruttiva sconvolge gli equilibri, mettendo a rischio non solo la relazione, ma l’integrità emotiva e la possibilità stessa di ricominciare.
Una storia che esplora il lato oscuro dei sentimenti, dove salvarsi significa riconoscere il pericolo e trovare la forza di spezzare il legame prima che sia troppo tardi.
Voto: 3 su 5
L’INFILTRATA thriller, diretto da Arantxa Echevarría, con Carolina Yuste, Luis Tosar e Iñigo Gastesi, della durata di 118 minuti.
Aranzazu Berradre Marín (Carolina Yuste) è l’unica donna poliziotta spagnola a essere riuscita a infiltrarsi nell’organizzazione terroristica dell’ETA. Quando, appena ventenne, accetta una missione ad alto rischio, si fa passare per una simpatizzante della sinistra nazionalista basca con lo pseudonimo di Arantxa Berradre Marín. Per otto lunghi anni, vive una doppia vita, costretta a tagliare ogni legame con la sua famiglia per non compromettere la copertura. La svolta della missione arriva quando l’ETA la contatta per usare il suo appartamento come base operativa. Il suo compito, che finora consisteva nel raccogliere informazioni, diventa drammaticamente più difficile. Deve infatti convivere con due pericolosi membri del gruppo, Kepa Etxebarria (Iñigo Gastesi) e il più spietato Sergio Polo Cabases (Diego Anido).
Il rischio è altissimo, se venisse scoperta verrebbe uccisa all’istante. Grazie al suo straordinario coraggio e alle informazioni che riesce a trasmettere al suo superiore, Ángel “El inhumano” (Luis Tosar), l’agente contribuisce in modo decisivo allo smantellamento del cosiddetto commando Donosti, una cellula dell’ETA. Una costante e angosciante paura di essere scoperta accompagna Arantxa per tutta la missione, offrendo un ritratto avvincente di una donna disposta a rischiare la vita per compiere il suo dovere.
Voto: 3 su 5
MY FATHER’S SHADOW drammatico, diretto da Akinola Davies, con Sope Dirisu e Efon Wini.
Il film ha vinto ai Festival di Cannes ed è stato candidato ai BAFTA, European Film Awards. È ambientato nel pieno della crisi elettorale nigeriana del 1993. Due giovani fratelli, Remi e Akin, trascorrono una giornata con il padre Folarin (Sope Dirisu), che non vedevano da molto tempo. È un incontro atteso che li porta per la prima volta nel cuore vivo e contraddittorio della capitale Lagos, una metropoli vibrante e spietata. Tra mercati affollati, autobus sgangherati e silenzi colmi di significato, i ragazzi scoprono non solo la grandezza caotica della città, ma anche le fatiche quotidiane del padre, impegnato in una lotta solitaria per sopravvivere e restare a galla.
Ma mentre il trambusto politico esplode attorno a loro, con le contestate elezioni presidenziali che infiammano le strade, il ritorno a casa si fa incerto. La città diventa un labirinto e il tempo è come sospeso. In quel breve viaggio, tra passato, presente e possibilità future, Remi e Akin scoprono una parte di sé che non conoscevano. Forse, per la prima volta, capiscono anche chi è davvero loro padre.
Voto: 3.5 su 5
ANACONDA avventura, diretto da Tom Gormican, con Jack Black, Paul Rudd e Steve Zahn, della durata di 100 minuti.
Al centro le disavventure di Doug (Jack Black) e Griff (Paul Rudd), due amici di lunga data legati dalla passione per il cinema e dal ricordo del loro film cult preferito: l’horror anni Novanta, Anaconda. In preda a una crisi di mezza età e desiderosi di realizzare finalmente un sogno apparentemente folle, decidono di girare la loro versione del film, partendo per le profondità dell’Amazzonia con entusiasmo e incoscienza. Quello che inizialmente sembra un progetto nostalgico e comico si trasforma rapidamente in un incubo quando una vera anaconda gigante fa la sua comparsa sul set. Il divertimento e la leggerezza lasciano il posto a una lotta per la sopravvivenza, trasformando il set in una trappola mortale dove ogni passo falso può essere fatale.
Tra situazioni esilaranti, imprevisti e colpi di scena, Doug e Griff scopriranno che realizzare il loro film dei sogni non è solo più difficile del previsto, ma può anche diventare letteralmente pericoloso. Un misto di commedia e horror, celebrando la passione per il cinema, l’amicizia e il coraggio di affrontare le proprie paure, anche quando a farti paura c’è una gigantesca creatura della giungla…
Voto: 2.5 su 5
