– Le prime visioni di questa settimana. Il film sul concerto dell’ex Pink Floyd al Circo Massimo, il documentario su Napoli premiato a Venezia ed il giallo “Honey Don’t!” fra le uscite più interessanti
– “The life of Chuck” immagina il giorno in cui Internet si spegne e scoppia il caos. Michele Riondino nel thriller “La valle dei sorrisi”. Valeria Bruni Tedeschi dà volto e voce a Eleonora Duse
HONEY DON’T! giallo, diretto da Ethan Coen, con Margaret Qualley, Aubrey Plaza e Chris Evans, della durata di 90 minuti.
Racconta una storia ambientata nella polverosa cittadina di Bakersfield in California. La giovane investigatrice privata Honey O’Donahue (Margaret Qualley) si ritrova invischiata in un caso che all’apparenza sembra solo l’ennesima morte accidentale. Ma nulla è come sembra. Quando il detective della Omicidi Marty Metakawich (Charlie Day) la convoca, Honey riconosce subito il corpo. È Mia Novotny, una donna che l’aveva contattata poco prima di morire per chiederle aiuto. Decisa a scoprire la verità, Honey comincia un’indagine che la conduce in un mondo oscuro. Al centro di tutto c’è il Tempio delle Quattro Vie, una setta religiosa apparentemente innocua, ma in realtà guidata dal sinistro reverendo Drew Devlin (Chris Evans), che sfrutta la sua chiesa come copertura per un traffico di droga. Attorno a lui orbitano personaggi ambigui.
Tra questi ci sono Shuggie (Josh Pafchek), il suo fedele e spietato braccio destro, Chère (Lera Abova), il misterioso contatto francese del cartello e una serie di seguaci pronti a tutto, come un’adolescente Corinne (Talia Ryder), nipote di Honey. Mentre la rete si stringe e i cadaveri si moltiplicano, si scopre che l’uomo investito da un giovane spacciatore è il fidanzato del signor Siegfried (Billy Eichner), un altro cliente di Honey.
In parallelo, il rapporto tra Honey e il suo contatto in polizia, MG Falcone (Aubrey Plaza), si trasforma in un legame ambiguo, fatto di tensione e desiderio. Tra sparatorie, vendette, inseguimenti e rivelazioni, si sussegue un crescendo di colpi di scena che mette in crisi ogni certezza.
Voto: 3.5 su 5
THE LIFE OF CHUCK fantasy, diretto da Mike Flanagan, con Tom Hiddleston, Karen Gillan e Samantha Sloyan, della durata di 110 minuti.
Racconta l’intensa e sorprendente esistenza di Charles “Chuck” Krantz (Tom Hiddleston), un uomo apparentemente ordinario. Attraverso una narrazione raccontata a ritroso, il film si sviluppa in tre atti. Nell’ultimo atto, ci troviamo in un mondo sull’orlo dell’estinzione. Internet si spegne, si verificano disastri naturali e compaiono strani fenomeni soprannaturali. Marty (Chiwetel Ejiofor), un insegnante di scuola media, si riavvicina alla sua ex moglie Felicia (Karen Gillan) per affrontare insieme quello che sembra essere l’ultimo giorno dell’universo. Intanto, in una stanza d’ospedale, Chuck, 39 anni, muore lentamente a causa di un tumore al cervello, circondato dalla moglie e dal figlio.
Il secondo atto si svolge nove mesi prima della morte di Chuck, lo vediamo partecipare a una conferenza bancaria. Durante una pausa, si imbatte in Taylor (The Pocket Queen), un musicista di strada, e inizia a ballare istintivamente al ritmo della sua musica. Per Chuck, quell’istante diventa indelebile.
E infine, il primo atto ci racconta dell’infanzia di Chuck, segnata dalla tragica perdita di entrambi i genitori in un incidente. Viene affidato ai nonni paterni. La nonna Sarah (Mia Sara) gli insegna ad amare la danza, mentre il nonno Albie (Mark Hamill) si rifugia nell’alcol per alleviare il dolore. A scuola, Chuck si interroga sul significato della frase “Contengo moltitudini” di Walt Whitman, scoprendo che ogni essere umano è un intero universo di esperienze, memorie e desideri…
Voto: 3.5 su 5
SOTTO LE NUVOLE documentario, diretto da Gianfranco Rosi, della durata di 118 minuti.
Premiato alla recente Mostra del cinema di Venezia, è ambientato in un territorio sospeso tra storia e modernità, ai piedi del Vesuvio, tra Napoli, Pompei e i loro sobborghi. Un luogo senza tempo, dove il passato e il presente si fondono in un intreccio profondo e spesso drammatico.
Il regista Gianfranco Rosi esplora questa regione unica, abitata da persone che da quasi tremila anni convivono, talvolta con rassegnazione, talvolta con sfida, con la minaccia costante del vulcano. Qui, ogni gesto quotidiano, ogni edificio, ogni frammento di vita sembra carico di una memoria che non smette di farsi sentire. Il film si muove tra archeologi e scienziati, artisti e devoti, turisti e mercanti, in un continuo confronto tra tragedie antiche e fragilità contemporanee. Nulla separa davvero ciò che è stato da ciò che è.
Il presente è impregnato di passato, e il vulcano diventa simbolo di una forza naturale che scandisce il tempo e segna le vite, anche quando resta silenzioso. In questo paesaggio sospeso, tra bellezza e minaccia, il film racconta un’umanità che resiste, si adatta e continua a cercare un senso, in bilico tra fatalità e speranza.
Voto: 3.5 su 5
LA VALLE DEI SORRISI thriller, diretto da Paolo Strippoli, con Michele Riondino, Romana Maggiora Vergano e Paolo Pierobon, della durata di 122 minuti.
Si svolge nel remoto e apparentemente idilliaco paese di Remis. In questo villaggio tra le montagne senza tempo, la quiete regna sovrana e gli abitanti sembrano essere sempre felici. Un luogo perfetto per Sergio Rossetti (Michele Riondino), un insegnante di educazione fisica dal passato tormentato, in cerca di una nuova vita e di un po’ di pace. Ma qualcosa, fin da subito, non torna. Tutto sembra troppo perfetto. È grazie all’incontro con Michela (Romana Maggiora Vergano), giovane proprietaria della locanda del paese, che Sergio inizia a intuire la verità che si cela sotto quella superficie rassicurante.
Ogni settimana, nella notte, l’intera comunità si raduna in un rito silenzioso e inquietante, tutti si mettono in fila per abbracciare un adolescente, Matteo Corbin (Giulio Feltri). Il ragazzo possiede un dono che gli permette di assorbire il dolore altrui. Un gesto che dona sollievo agli altri, ma che consuma lentamente lui. Sconvolto da questa scoperta, Sergio decide di opporsi alla follia collettiva e di salvare Matteo dal destino che gli è stato imposto. Ma il suo intervento scatena reazioni impreviste. Dietro l’apparente gentilezza del villaggio si nasconde un’oscura ossessione, e persino l’angelo di Remis, come viene chiamato il ragazzo, rivelerà un lato ambiguo.
Un viaggio disturbante nei meccanismi della sofferenza e della collettività, dove il confine tra guarigione e sacrificio, altruismo e violenza, diventa sempre più labile. Quanto dolore siamo disposti a infliggere, pur di liberarci del nostro?
Voto: 3.5 su 5
ALPHA drammatico, diretto da Julia Ducournau, con Emma Mackey, Golshifteh Farahani e Tahar Rahim, della durata di 128 minuti.
Alpha ha 13 anni e vive sola con la madre in una città immaginaria degli anni Ottanta. Un luogo che richiama il caos e il fascino aggressivo della New York di quel tempo, tra graffiti, rumore e cemento. È un’adolescente inquieta, piena di rabbia silenziosa e domande senza risposta, che osserva il mondo con occhi lucidi e disillusi. La loro quotidianità, già fragile, si incrina definitivamente il giorno in cui Alpha torna da scuola con un tatuaggio inciso sul braccio, simbolo di un disagio che non riesce a esprimere. Ma quello è solo l’inizio.
Intorno a loro, un’epidemia invisibile si diffonde, è l’AIDS che inizia a divorare le vite di intere comunità, lasciando dietro di sé paura, silenzio e solitudine. Quando uno dei suoi genitori si ammala, Alpha si ritrova improvvisamente costretta a confrontarsi con il dolore, con il lutto e con l’idea spaventosa della morte, in un mondo che non fa sconti. È la fine della sua infanzia. Tra rabbia e tenerezza, ribellione e paura, la storia di Alpha è quella di un’adolescenza spezzata e ricucita, in un mondo che sta cambiando troppo in fretta e non concede tregua.
Voto: 3 su 5
JANE AUSTEN HA STRAVOLTO LA MIA VITA commedia, diretto da Laura Piani, con Camille Rutherford, Pablo Pauly e Charlie Anson, della durata di 98 minuti.
Ha inizio a Parigi e vede protagonista Agathe Robinson (Camille Rutherford), una giovane donna affascinante ma piena di contraddizioni e sogni mai realizzati, sempre in bilico tra fantasia e realtà. Vive tra le pagine dei suoi romanzi preferiti e lavora nella leggendaria libreria Shakespeare & Co., ma sogna una vita degna di Jane Austen, un grande amore e il tè delle cinque. Single e disillusa, con poca fiducia nel proprio talento, Agathe si sente fuori posto nella sua epoca, dove il romanticismo sembra ormai un genere fuori catalogo e il cinismo regna sovrano. Reduce da un trauma familiare e schiva verso le dinamiche del dating moderno, Agathe si rifugia nella scrittura, anche se non è mai certa che le sue parole valgano davvero qualcosa.
Finché un giorno viene invitata a partecipare alla Jane Austen Residency, una residenza d’autore nell’entroterra inglese, ospitata da lontani discendenti della celebre scrittrice. Lascia Parigi piena di dubbi e confusa da un’amicizia complicata con il collega e confidente Félix (Pablo Pauly), che sembra nascondere sentimenti mai chiariti. Ad accoglierla in Inghilterra, tra il verde dei prati e l’eco dei romanzi vittoriani, ci sono i gestori della residenza e loro figlio Oliver (Charlie Anson), un professore di letteratura brillante e insofferente, tutto l’opposto dell’eroe romantico che Agathe ha sempre sognato, ma forse più autentico di quanto lei immaginasse…
Voto: 3 su 5
THE LOST BUS thriller, diretto da Paul Greengrass, con Matthew McConaughey, America Ferrera e Yul Vazquez.
È ambientato nel novembre 2018 nel cuore della California del Nord, dove il devastante Camp Fire divampa con una furia senza precedenti, diventando l’incendio boschivo più letale degli ultimi cento anni negli Stati Uniti. Mentre la città di Paradise viene inghiottita dalle fiamme, due eroi improbabili – l’autista di uno scuolabus e una maestra delle elementari – si ritrovano a dover compiere l’impossibile: salvare 22 bambini intrappolati nel caos crescente e nel disorientamento generale.
La loro è una corsa contro il tempo, mentre sfidano il fumo denso, le strade bloccate e il panico dilagante per mettere in salvo i piccoli studenti, affrontando situazioni impreviste e decisioni estreme lungo il tragitto.
Voto: 3 su 5
DUSE biografico, diretto da Pietro Marcello, con Noémie Merlant, Valeria Bruni Tedeschi e Vincenzo Nemolato, della durata di 122 minuti.
Racconta gli ultimi anni di Eleonora Duse (Valeria Bruni Tedeschi), leggendaria figura del teatro italiano e donna dal temperamento fiero e indomito, capace di lasciare un’impronta profonda nella storia culturale europea. A narrare la sua storia è la voce della figlia, che rievoca gli ultimi giorni di una madre che, pur segnata dalla fine imminente, resta un’anima irrequieta, moderna e profondamente libera, distante dalle convenzioni e dalle ipocrisie del suo tempo. La sua carriera sembra ormai alle spalle, ma in un’Italia attraversata dalla violenza della Grande Guerra e dai primi segnali dell’oscurità fascista, Duse avverte il bisogno di tornare a teatro. Non è un ritorno nostalgico, ma un gesto necessario, l’ultimo tentativo di riaffermare se stessa, il proprio pensiero, la propria voce, in un mondo che cambia troppo in fretta e sembra voler cancellare tutto ciò per cui ha lottato: libertà, arte e identità. Spinta anche da gravi difficoltà economiche, Eleonora sceglie ancora una volta la scena come ultimo rifugio e campo di battaglia, spinta da un’urgenza interiore che trascende il successo o il riconoscimento. Il teatro diventa per lei un atto di resistenza, un luogo dove ogni parola pronunciata e ogni gesto compiuto assumono la forza di un’azione politica ed esistenziale.
Ma questa scelta radicale ha un costo. Gli affetti si allontanano, la salute si consuma, e il disincanto si insinua silenzioso, insinuandosi come una crepa invisibile. Eppure, fino all’ultimo, Eleonora resta fedele alla propria natura, non arretra di fronte al dolore né al declino, e affronta l’ultimo tratto del suo viaggio con la stessa intensità che ha sempre messo in scena. Perché si può rinunciare a tutto, persino alla vita, ma non alla propria integrità, che per lei coincideva con l’arte stessa.
Voto: 3 su 5
DAVID GILMOUR LIVE AL CIRCO MASSIMO. ROMA, musicale, diretto da Gavin Elder
Voto: 4 su 5
LA TOMBA DELLE LUCCIOLE animazione, drammatico, guerra, diretto da Isao Takahata, della durata di 85 minuti.
Ambientato a Kobe durante l’estate del 1945, verso la fine della Seconda guerra mondiale, quando le forze armate americane intensificano i bombardamenti con bombe incendiarie sul Giappone, il film vede protagonista Seita, un ragazzino di 14 anni che con la sorellina Setsuko di 4 anni tenta di sfuggire alla morte cercando di raggiungere il rifugio antiaereo insieme al resto degli abitanti del suo villaggio.
Immensi incendi distruggono la città ed interi villaggi, le cui case sono state costruite principalmente in legno. Il padre, ufficiale della marina imperiale giapponese, è impegnato in guerra e la madre, in quanto malata di cuore, è partita poco prima verso il rifugio. Purtroppo, lungo la strada è rimasta vittima di un’esplosione riportando gravi ustioni su tutto il corpo ed è stata ricoverata in un capanno allestito per ospitare temporaneamente i feriti. Seita viene avvisato e si precipita al capezzale della madre nei suoi ultimi momenti di vita.
Per le strade del villaggio, dopo il bombardamento, gli abitanti cercano tra le vittime i propri parenti sopravvissuti. Una zia dei due bambini li ospita a casa; la parente malgrado abbia deciso di tenerli a casa, evidenzia una certa insofferenza dimostrandosi una persona insensibile e che non perde occasione per rimproverarli, nonostante veda Seita occuparsi della sorellina piccola e delle sue necessità. All’ennesimo rimprovero della zia per futili motivi, decide di andare via da quella casa con la sua sorellina. La zia non batte ciglio anzi, sembra sollevata. I due bambini trovano vicino al mare un riparo e cercano con quelle poche cose che sono riusciti a trasportare con sé, di renderlo il più confortevole possibile. I giorni passano e la situazione per le due creature innocenti di fronte alla miseria che dilaga è sempre più drammatica…
Voto: 3.5 su 5
