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CINEMA. Daniel Craig da 007 a detective

– Le prime visioni di questa settimana. L’ex James Bond è fra i protagonisti del giallo “Wake Up Dead Man – Knives Out” circondato da un cast stellare. Indagini anche a “Zootropolis 2” su un misterioso rettile
– Valeria Golino, Adriano Giannini e Pilar Fogliati nella commedia “Breve storia d’amore”. Tornano Pio e Amedeo con la loro scontata comicità. Nelle sale il film che l’autrice palestinese non ha potuto vedere realizzato

WAKE UP DEAD MAN – KNIVES OUT giallo, diretto da Rian Johnson, con Daniel Craig, Josh O’Connor e Glenn Close, della durata di 140 minuti.

Il film diretto da Rian Johnson, ci porta un piccolo villaggio dello Stato di New York che viene sconvolto dall’arrivo di un giovane prete. Jud Duplenticy (Josh O’Connor) è stato inviato ad assistere il carismatico monsignor Jefferson Wicks (Josh Brolin), ma non passa molto tempo prima che si renda conto che, dietro una facciata di devozione, si nasconde una comunità molto più complessa composta da un gruppo di individui singolari.

C’è la devota parrocchiana Martha Delacroix (Glenn Close), il giardiniere Samson Holt (Thomas Haden Church) che sembra osservare tutto senza mai parlare, l’influente avvocata Vera Draven (Kerry Washington) e il suo ambizioso marito, l’aspirante politico Cy Draven (Daryl McCormack). A loro si aggiungono il medico di paese Nat Sharp (Jeremy Renner), l’autore di best-seller Lee Ross (Andrew Scott) e la talentuosa violoncellista Simone Vivane (Cailee Spaeny). Ciascuno di loro nasconde segreti che Jud fatica a comprendere.

L’equilibrio precario del villaggio si spezza definitivamente quando un omicidio improvviso e apparentemente inspiegabile sconvolge la comunità. L’assenza di un chiaro sospettato e la natura enigmatica del crimine spingono l’ispettrice capo della polizia locale Geraldine Scott (Mila Kunis) a una decisione drastica. Non potendo contare sulle risorse locali per un caso così intricato, decide di unire le forze con l’unico detective in grado di risolvere un mistero che sembra sfidare ogni logica: il famoso Benoit Blanc (Daniel Craig). La sua indagine porterà alla luce le dinamiche nascoste, le rivalità e i segreti che si celano tra i banchi della chiesa e che hanno portato a un evento così tragico.

Voto: 3.5 su 5

ZOOTROPOLIS 2 animazione, diretto da Jared Bush, con Jason Bateman, Ginnifer Goodwin e Ke Huy Quan, della durata di 108 minuti.

Tornano la poliziotta Judy Hopps e il suo amico Nick Wilde, che nel film precedente era riuscito a superare l’esame per entrare in polizia. I due agenti dovranno indagare su un nuovo caso, che potrebbe rivelarsi uno dei più ardui e complessi della loro vita. Un misterioso rettile di nome Gary, giunto a Zootropolis, sta mettendo a soqquadro la città dei mammiferi.

Ospiti di un party prestigioso dove sarà presentato un libro misterioso, Judy (voce originale di Ginnifer Goodwin) e Nick (Jason Bateman) si trovano a dover impedire che Gary De’Snake (Ke Huy Quan) lo rubi. Nel tentativo però di fermarlo, vengono erroneamente scambiati per complici di Gary, trovandosi fuggitivi in sua compagnia. Capiscono presto che non è Gary il villain della situazione, anzi cercava il libro perché conterrebbe elementi che risolleverebbero la sua reputazione. Il cattivo è qualcun altro, che per mettere le mani sullo stesso volume non ha esitato in passato a uccidere… e lo farà ancora, se Nick e Judy non salveranno la situazione. L’indagine, però, metterà a dura prova la collaborazione tra i due agenti, come mai accaduto prima d’ora…

Voto: 3.5 su 5

PUT YOUR SOUL ON YOUR HAND AND WALK documentario, diretto da Sepideh Farsi, della durata di 113 minuti.

Si svolge tra Gaza e Parigi. Due donne si incontrano attraverso uno schermo, da una parte la regista iraniana Sepideh Farsi, esule a Parigi, dall’altra, la giovane fotoreporter palestinese Fatma Hassona, che vive con la sua famiglia nel nord della Striscia di Gaza, documentando con coraggio quotidiano l’assedio e la vita sotto le bombe.

Il loro legame nasce e cresce attraverso mesi di videochiamate, pensate inizialmente come preparazione per un futuro documentario. Diventano invece l’anima stessa del film. Attraverso conversazioni interrotte da blackout, segnale instabile, risate e dolori, prende forma il ritratto intimo e resistente di una donna e di un popolo. Fatma racconta ciò che vede e ciò che sogna. Gli attacchi aerei e il desiderio di un pezzo di cioccolato, la paura e la voglia di fotografare il mondo. Il film è costruito con queste chiamate, le sue fotografie della guerra, scorci di notiziari e immagini della vita quotidiana.

Un giorno dopo l’annuncio della selezione del film a Cannes, Fatma viene uccisa in un attacco aereo israeliano. Il film, che doveva essere un progetto condiviso, diventa così una testimonianza, un atto di memoria e resistenza, un commosso omaggio a chi ha scelto di raccontare con la macchina fotografica invece che con le armi. Senza retorica, Sepideh Farsi trasforma il dialogo tra due donne che non si incontreranno mai in un gesto politico e umano, in cui la quotidianità spezzata diventa un racconto, e la connessione tra voci lontane diventa cinema.

Voto: 3 su 5

BREVE STORIA D’AMORE commedia, diretto da Ludovica Rampoldi, con Valeria Golino, Adriano Giannini e Pilar Fogliati, della durata di 98 minuti.

Racconta la storia di due coppie, due generazioni, quattro vite destinate a intrecciarsi in modo imprevedibile. Da una parte Lea (Pilar Fogliati) e Andrea (Andrea Carpenzano), trentenni alla ricerca di equilibrio tra desiderio e stabilità. Dall’altra Rocco (Adriano Giannini) e Cecilia (Valeria Golino), cinquantenni che sembrano aver già scritto il copione delle loro vite. Una sera, in un bar, Lea incontra Rocco e tra loro scatta un’attrazione immediata e travolgente.

Da quel momento inizia una relazione clandestina, consumata tra le pareti anonime di una stanza d’albergo, fatta di incontri fugaci e carichi di tensione. Quel tradimento, in apparenza ordinario, si rivela il detonatore di un’escalation emotiva. In Lea nasce un’ossessione sempre più intensa, che la spinge a volersi insinuare nella vita di Rocco, oltrepassando il confine tra passione e controllo. Quando i rispettivi partner, Andrea e Cecilia, vengono risucchiati in questo vortice, la storia assume tratti inquietanti, fino a una resa dei conti inevitabile.

Una esplorazione lucida e sensibile delle zone d’ombra dell’intimità, dei desideri inconfessabili e delle crepe che si formano nelle relazioni adulte. Un film che interroga i confini tra amore, dipendenza e bisogno, in un dramma psicologico teso e sorprendente.

Voto: 3.5 su 5

OI VITA MIA commedia, diretto da Pio D’Antini, Amedeo Grieco, con Pio D’Antini, Amedeo Grieco e Lino Banfi.

Pio e Amedeo sono due amici di lunga data. Pio gestisce una comunità di recupero per ragazzi, Amedeo una casa di riposo per anziani. Uno ha una relazione in crisi, l’altro una figlia adolescente irrequieta. Costretti dalle circostanze a vivere sotto lo stesso tetto tra anziani smemorati e giovani casinisti che si fanno la guerra, i due finiranno per scambiarsi consigli non richiesti, infilarsi in situazioni assurde e, tra bollette arretrate e partite a padel, trovare finalmente il coraggio di mettere ordine alle loro vite e scoprire così un nuovo modo di stare assieme.

Voto: 2.5 su 5

ABOUT LUIS drammatico, diretto da Lucia Chiarla, con Max Riemelt, Natalia Rudziewicz e Franziska Troegner, della durata di 97 minuti.

Si svolge a Stoccarda e vede protagonista il tassista Jens (Max Riemelt). La sua vita si svolge quasi interamente all’interno del suo taxi, anche i suoi rapporti con la famiglia trovano spazio solo nella sua auto, tra un cliente e l’altro. Sua moglie Costanze (Natalia Rudziewicz) deve raggiungerlo lì se vuole parlare con lui faccia a faccia, e i loro rapporti intimi si consumano per lo più in macchina. Questo equilibrio è evidentemente precario, e quando si presenta un problema, la famiglia entra facilmente in crisi.

È quello che succede quando loro figlio Luis inizia a subire atti di bullismo a scuola. Il motivo principale sembra essere il suo zaino, giudicato troppo femminile per un maschio perché decorato con unicorni.

Voto: 3 su 5

DIE MY LOVE horror, diretto da Lynne Ramsay, con Jennifer Lawrence, Robert Pattinson e Nick Nolte, della durata di 118 minuti.

Si svolge in una remota fattoria nella campagna del Montana dove una donna (Jennifer Lawrence) si ritrova a combattere una battaglia silenziosa contro se stessa, mentre il suo matrimonio si sta sgretolando.

Circondata da campi e cieli infiniti, si sente sempre più intrappolata in una vita che sembra non appartenerle, divisa tra il desiderio di fuggire e il bisogno di appartenenza. Sogna la libertà, ma si scopre legata mani e piedi a una quotidianità che la soffoca. Ama la sua famiglia, ma vorrebbe distruggere ogni cosa. Il suo comportamento, sempre più instabile e imprevedibile, viene tollerato con una sorprendente pazienza da chi le sta intorno, eppure lei si sente ogni giorno più isolata.

Nel cuore di questa esistenza rurale, la maternità si trasforma in un campo di battaglia, la femminilità diventa una prigione, l’amore perde il suo significato. Una storia di follia e passione, che mette a nudo i limiti dell’amore e della sopportazione.

Voto: 2.5 su 5

IL PRIMO FIGLIO thriller, diretto da Mara Fondacaro, con Benedetta Cimatti, Simone Liberati e Astrid Meloni, della durata di 91 minuti.

È la storia di Ada (Benedetta Cimatti) e il compagno Rino (Simone Liberati), una coppia in attesa del secondo figlio. Si trasferiscono in una villa isolata immersa nella natura, sperando di ritrovare serenità dopo la perdita prematura del primogenito Andrea. Ma con l’avvicinarsi del parto, il dolore che Ada ha cercato a lungo di reprimere riaffiora con forza. Mentre Rino cerca di proteggerla e mantenere viva l’illusione di una nuova felicità, Ada sprofonda sempre più in un labirinto di ricordi e di angoscia. Inizia a percepire presenze inquietanti, rumori inspiegabili, segni che sembrano riportarla al figlio perduto. Convinta che Andrea sia tornato dall’aldilà per impedire la nascita del fratellino, la donna vive sospesa tra due mondi, quello reale e quello dominato dai fantasmi della sua mente.

La casa, da rifugio si trasforma lentamente in un luogo di paura e smarrimento. Tra realtà e allucinazione, vita e morte, Ada si ritrova intrappolata in un limbo emotivo in cui il confine tra amore materno e follia si fa sempre più sottile. Sconvolta e confusa, Ada dovrà compiere la scelta più difficile della sua vita: lasciarsi trascinare dal dolore e seguire Andrea, oppure abbracciare la vita e ricominciare accanto a Rino e al bambino che sta per nascere.

Voto: 2.5 su 5

LO SCHIAFFO drammatico, diretto da Frédéric Hambalek, con Julia Jentsch, Felix Kramer e Laeni Geiseler, della durata di 86 minuti.

Julia e Tobias, una coppia che vive un momento di totale disorientamento, scopre che la figlia dodicenne, Marielle, ha improvvisamente acquisito poteri telepatici dopo aver ricevuto uno schiaffo. Questa nuova abilità le permette di leggere nel pensiero e vedere ogni cosa, rendendo impossibile per i genitori mantenere qualsiasi segreto dietro l’apparenza di una vita perfetta. Marielle scopre l’attrazione di sua madre per un collega e l’insicurezza nascosta di suo padre, che non è affatto la persona forte e dominante che cerca di apparire davanti alla sua famiglia.

Il mondo ideale che la ragazza aveva costruito attorno ai suoi genitori inizia a sgretolarsi, mentre i suoi poteri invadono ogni aspetto della loro vita privata e professionale, trasformando ogni gesto quotidiano in una prova di sincerità. Julia e Tobias, sopraffatti dalla consapevolezza di essere costantemente osservati, iniziano a modificare il loro comportamento causando disagi e imbarazzi, e facendoli sentire particolarmente esposti e vulnerabili.

Mentre la verità si insinua in ogni conversazione, la coppia entra in un gioco di manipolazioni e recriminazioni sempre più assurdo e ironico, che mette a nudo la fragilità dei rapporti familiari e il bisogno, spesso contraddittorio, di sincerità e finzione.

Voto 2 su 5

ORFEO fantasy, diretto da Virgilio Villoresi, con Luca Vergoni, Giulia Maenza e Aomi Muyock, della durata di 74 minuti.

È l’adattamento cinematografico di Poema a fumetti di Dino Buzzati, pubblicato nel 1969 e considerato la prima graphic novel italiana. Buzzati, uno degli autori più importanti del ‘900 italiano, in quest’opera rielabora in chiave moderna il mito di Orfeo e Euridice, ambientandolo in una Milano tra l’onirico e il distopico e riproponendo i temi che hanno caratterizzato la sua ricerca artistica: l’arte, l’amore, il mistero, l’erotismo, la melanconia, le riflessioni sul rapporto tra la vita e la morte.

Voto: 3 su 5

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