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Che “Opera Buffa!” con ELIO

– Il leader delle “Storie Tese” il 10 dicembre a Messina e l’11 a Napoli con un concerto-spettacolo che attraversa le arie più celebri, di Mozart, Rossini ed Offenbach
– «L’errore che si è sempre fatto in Italia è stato quello di collegare l’Opera alla noia, alla seriosità. Questo ha portato al suicidio del teatro. Ma l’Opera può essere divertente»
– «La musica di oggi non esiste. Negli Anni 60 e 70 c’era un suono che si poteva chiamare italiano, una scuola nostra, ora ascolto un prodotto italiano ma non riconosco alcuna scuola»

Si intitola Opera Buffa! Il Flauto Magico e cento altre bagattelle il concerto-spettacolo che vede in scena Elio (Stefano Belisari, eader delle “Storie Tese”) e il soprano Scilla Cristiano in un percorso ironico e raffinato nel cuore dell’opera buffa. Lo spettacolo è in cartellone mercoledì 10 dicembre alle ore 20:30 al Palacultura di Messina e l’indomani, giovedì 11 dicembre (ore 20:30) al Teatro Acacia di Napoli. Un evento in cui Elio, con il suo stile inconfondibile, e il soprano Scilla Cristiano, artista pluripremiata nonché diretta da grandi maestri come Kuhn, Chailly e Renzetti, guideranno gli spettatori in un percorso che attraversa le arie più celebri, di Mozart, Rossini ed Offenbach, per offrire prova tangibile, tra musica, canto e divertenti momenti di teatro, della freschezza e della vitalità di un genere musicale antico eppure attualissimo come l’Opera Buffa.

«Io ho una formazione classica e, dopo aver fatto tutte le mie cose con Elio e le Storie Tese, a un certo punto mi è nata la voglia di tornare alle origini», spiega il popolare cantante. «Ha prevalso il desiderio di fare sempre cose nuove ed esplorare mondi nuovi, ma anche di far ascoltare al pubblico quello che ha entusiasmato me».

Il soprano Scilla Cristiano ed Elio (Stefano Belisari, leader delle “Storie Tese”)
  • È un bel salto passare da La terra dei cachi e La canzone mononota a Mozart e Rossini.

«L’errore che si è sempre fatto in Italia è stato quello di collegare l’Opera alla noia, alla seriosità. Questo ha portato al suicidio del teatro, ad un allontanamento. Ma l’Opera può essere divertente, piacevole, per nulla noiosa, anzi molto piacevole da guardare e ascoltare. A proposito della Canzone mononota, colgo l’occasione per ricordare Peppe Vessicchio, che riusciva a trasformare la nostra idea musicale in una grande orchestrazione, esaltando e correggendo se necessario le nostre tracce armoniche. Un grande maestro al quale molti di noi dobbiamo tanto».

  • Rossini maestro del paradosso e dell’ironia?

«Una volta con Elio e le Storie Tese avevamo pensato di scriver una cosa assurda, con ogni voce a dire una frase a sé e l’accompagnamento solo delle mani. Doveva esser l’apoteosi assurda del nonsense. Poi però ci siamo resi conto che alcuni concertati di Rossini erano esattamente quella roba lì, ma fatta cento volte meglio… In fondo non si inventa mai nulla e Rossini, di fronte al foglio bianco, è esattamente come Fedez».

Elio, artista dalla doppia anima – ironica e colta – guida gli spettatori con il suo stile inconfondibile, mescolando divulgazione e spettacolo, tradizione e contemporaneità. Opera Buffa! non è soltanto un concerto, ma un’esperienza culturale che riporta alla luce lo spirito del teatro musicale comico nato tra Settecento e Ottocento, con uno sguardo moderno e divertito.

Opera Buffa! si apre con una rilettura de Il flauto magico di Mozart, basata sull’omonimo libro di Vivian Lamarque e Maria Battaglia. Includendo anche parti del libretto originale del celebre Singspiel mozartiano, Elio ne propone, ironicamente alla sua maniera, il racconto fino ad unire la sua voce da baritono a quella del soprano Scilla Cristiano nell’esecuzione nella famosa romanza di Papageno e Papagena. La seconda parte della serata vedrà invece i due protagonisti ed i tre solisti alternarsi in un vero e proprio recital lirico che spazia dal Don Giovanni, ancora di Mozart, al Barbiere di Siviglia di Rossini fino ai Racconti di Hoffman di Offenbach.

Al centro nella foto il soprano Scilla Cristiano ed Elio

Con Elio e Scilla Cristiano condividono la scena tre solisti di alto profilo, Gabriele Bellu al violino, Luigi Puxeddu al violoncello e Andrea Dindo al pianoforte.

Opera Buffa! è anche una sorta di risposta all’attuale panorama musicale nazionale.  «In giro c’è molta brutta musica, non c’è dubbio», commenta Elio. «Brutta musica, brutte canzoni, poca ricerca e pochissima sensibilità artistica. Ma soprattutto c’è anche pochissima gente che sa cantare e suonare. A mancare è proprio la qualità di ciò che si propone al pubblico. Al quale, pare, va benissimo anche così. La musica di oggi non è peggiore di quella di prima, la musica di oggi non esiste. Negli Anni 60 e 70 c’era un suono che si poteva chiamare italiano, una scuola nostra, se oggi invece ascolto un prodotto italiano non riconosco alcuna scuola. Prendiamo il rap: se la musica è un insieme di note e in Brian Wilson riconosci un maestro, nel pezzo rap non senti musica, è un’altra cosa. Poi ognuno è libero di ascoltare quello che vuole. Ma sentire cantare il vincitore di Sanremo con l’autotune, un aggeggio che corregge la voce, è come dire a tutto il mondo che non siamo capaci di cantare».

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