– La cantautrice di Terracina è fra i 24 in gara a Sanremo Giovani 2025 con la canzone “Nuntannamurà”. «Sbagliato il format: vorrei che queste sfide rispettassero tutti gli artisti e fossero eque e in prima serata»
– Quell’augurio di Peppe Vessicchio quattro anni fa: «Ci vediamo a Sanremo». «“Maestro, magari!”, gli risposi. Lui è stato sempre in mezzo ai giovani, ci ha sempre sostenuto». La passione per Napoli e Pino Daniele
– «La canzone non parla d’amore: il senso è che nel mondo della musica noi siamo delle maschere. Spesso ci mostriamo alle persone per quel che vogliono vedere, ma noi siamo persone semplici fuori dal palco»
– Ieri la seconda serata su Rai2, cominciata sempre più a notte fonda. Esito scontato con il passaggio alle semifinali dei favoriti: Angelica Bove, Soap (targata Sugar) e Nicolò Filippucci
«Ci vediamo a Sanremo, allora». Con queste parole Peppe Vessicchio salutò Noemi Cainero, una delle ventuno vincitrici di Area Sanremo nel 2021, quando il maestro scomparso lo scorso 8 novembre faceva parte della commissione di valutazione.
«Gli risposi: “Maestro, magari!”», ricorda oggi Cainero, una dei 24 artisti in lizza a Sanremo Giovani per conquistare un pass per salire sul palco dell’Ariston in febbraio. «Il giorno della sua morte, che è stata una tragedia per tutti noi, per tutto il mondo della musica italiana, ho postato una foto che ci eravamo scattati insieme e mi sono permessa di scrivere due righe in suo ricordo: “Lui è stato sempre in mezzo ai giovani, ci ha sempre sostenuto, ha sempre avuto una parola giusta per tutti i ragazzi di Area Sanremo, per tutti i ragazzi in generale, perché stava sempre in mezzo ai giovani”».
Cainero è una delle punte di diamante fra i 24 in gara. La sua canzone Nuntannamurà fonde sonorità pop contemporanee e influenze urban con un tocco soul. Sembra un mix fra Mahmood, Rocco Hunt e Angelina Mango, che lei esalta con la sua voce calda e graffiata, capace di passare con naturalezza dalla delicatezza emotiva alla potenza espressiva frutto di anni trascorsi fra talent e palco (nel 2023 ha partecipato al Concerto di Natale in Vaticano su Canale 5).
Una passione per la musica cullata sin da piccola. «Mio padre canta e suona pianoforte e sax, mia madre canta», si racconta. «Da giovani lavoravano facendo pianobar, con loro c’era anche Olimpio Riccardi che è il sassofonista di Iva Zanicchi». Poi cementata con la partecipazione nel 2018 ad “Amici di Maria De Filippi”. «Mi ha fatto capire qual era il mio percorso», continua. «Da lì ho capito che la musica doveva far parte della mia vita, mentre prima la ritenevo solo una passione, un hobby, non qualcosa da inseguire anche per il mio percorso professionale. Da “Amici” ho capito che avevo una possibilità, che dovevo scegliere se fare una vita comune o fare musica. Ho scelto la seconda. E ora mi trovo al Saint Louis College of Music di Roma a studiare canto, pianoforte e songwriting». E poi l’attività “live”. «Io sono performer in eventi privati e pubblici, ho altri appuntamenti post Sanremo Giovani: tutte piazze, spettacoli dal vivo, dove canto sia con la band che in versione solista».
Come si può arguire spulciando fra i brani pubblicati su Spotify, Noemi Cainero spazia da Amy Winehouse a Alicia Keys e Beyoncé, da Zucchero a Gino Paoli e Domenico Modugno. «Come ispirazione ho sempre avuto Pino Daniele e Giorgia», sottolinea. E la particolare simpatia per il newpolitan sound traspare anche nel brano sanremese, nel quale lei di Terracina, Basso Lazio, canta in napoletano.
«Mia nonna mi ha fatto ascoltare i brani napoletani sin da piccola», rivela. «Io conosco tutti i classici napoletani e da lì mi sono appassionata alla lingua. Ho tanti amici di Napoli, il mio dialetto è un misto fra il romano e il napoletano, però mi avvicino più al secondo, per cui lo parlo e lo canto con più facilità. Nei miei spettacoli porto anche canzoni napoletane».
La canzone con cui è in gara s’intitola Nuntannamurà, ma «non parla di amore», tiene a sottolineare. «Sembrerà strano perché il ritornello può far sembrare il contrario. In realtà parla del valore che noi dobbiamo dare al nostro corpo, parla del dare importanza a quel che siamo. Parlo dell’amor proprio, non dell’amore in generale. La prima frase del brano è ad esempio: “Io non sono così, ma ci sto bene”. Il senso è che nel mondo della musica noi siamo delle maschere, nella realtà siamo tutt’altre persone. Spesso noi ci mostriamo alle persone per quel che vogliono vedere, ma noi siamo persone semplici fuori dal palco».

- Nuntannamurà come dire non credere a quel che vedi.
«Esatto. Non credere, non ti innamorare di quel che vedi, perché non è la realtà. Poi ognuno è libero di dare la sua interpretazione al brano».
- Ti convince il format di Sanremo Giovani che prevede una sfida a due?
«Non mi piace. Credo che un artista debba essere preso singolarmente. Sarebbe stato più corretto fare esibire tutti e sei gli artisti in gara e poi scegliere chi deve passare e chi no, non che mi devo sfidare con una persona che magari ha portato un brano che è completamente diverso dal mio o che ha già un passato a livello artistico e un importante seguito social. Vorrei che queste sfide fossero eque e rispettassero tutti gli artisti. Queste sfide non sono giuste».
- Sia la prima puntata come la seconda sono andate in onda a notte fonda. Quale visibilità riesce a dare a voi cantanti?
«È un’altra cosa che non capisco, perché sono anni che tanti giornalisti e tanti personaggi della musica italiana chiedono di dare più visibilità ai giovani. Inserire Sanremo Giovani quasi a mezzanotte non è un modo per dare spazio ai giovani. Guarda, riguardo all’età, sono molto contenta che Carlo Conti l’abbia aumentata, perché ha dato nuove possibilità a tanti altri artisti emergenti, però sarebbe più carino che trasmettessero in prima serata e non in seconda».
- Cosa rappresenta per te Sanremo Giovani: un punto di partenza, un passo necessario per la tua carriera, un traguardo?
«Un passo necessario perché io un po’ di esperienze ne ho fatte e questo Sanremo Giovani potrebbe essere un’ottima opportunità per dare quello slancio in più alla mia carriera».
La seconda serata: passano Angelica Bove, Soap e Filippucci

Ieri sera nella seconda serata di Sanremo Giovani esito scontato nelle sfide a due: la storia strappalacrime di Angelica Bove – la perdita dei genitori, il parto quadrigemellare – ha contribuito a far prevalere la sua canzone Mattone, comunque interpretata con grande intensità e dal testo originale, sulla divertente Pizza americana di Amsi; nel secondo duello Buona Vita di Soap, artista targato Sugar, ha superato Mademoiselle della band emiliana Disco Club Paradiso; infine Laguna cantata dalla duttile voce di Nicolò Filippucci, stile Tiziano Ferro, ha sommerso la minuta Lea Gavino che presentava Amico Lontano, ricordando l’esistenzialismo francese.
Le prossime sfide il 25 e 2 dicembre, sempre su Rai2. Il 9 dicembre ci sarà la semifinale, alla quale hanno già ottenuto l’accesso Antonia, La Messa e cmqmartina, oltre ai tre di ieri sera e dalla quale usciranno i sei finalisti. Ai quali si aggiungeranno i due vincitori di Area Sanremo che il 14 dicembre al Teatro del Casinò di Sanremo in diretta su Rai1 si contenderanno i quattro pass per salire sul palco dell’Ariston.
