– La sua storica “svolta elettrica”, avvenuta il 25 luglio del 1965, fu davvero fischiata dal pubblico? Dopo “A Complete Unknown”, un nuovo documentario aiuterà a rispondere a questa domanda: “Newport & the Great Folk Dream” che sarà presentato alla Mostra del cinema di Venezia
– Secondo il regista la lite fra il ricercatore Alan Lomax e il produttore del futuro Premio Nobel avvenne durante l’esibizione di Paul Butterfield. Per l’autore del libro dal quale è stato tratto il film con Timothée Chalamet, gli spettatori non protestarono per l’uso della chitarra elettrica
Il 25 luglio 1965 Bob Dylan salì sul palco del Newport Folk Festival, leggendario raduno folk americano, con a tracolla una chitarra elettrica Fender, venduta all’asta 12 anni fa per quasi un milione di dollari. Quella “svolta elettrica” avrebbe cambiato la storia della musica, ma, nello stesso tempo, avrebbe scatenato le proteste ed i fischi dell’establishment del folk, rappresentato da Pete Seeger e dall’etnomusicologo Alan Lomax. Di recente Dylan ha scritto su X che Newport fu «un fiasco», ma quella performance divenne subito leggendaria, caricandosi di significati nel tempo come l’esempio di tutti gli artisti che seguono la propria strada sfidando le aspettative del pubblico a costo di pagarne le conseguenze.
Il concerto è stato rappresentato più volte sul grande schermo prima del film di James Mangold: nel documentario di Martin Scorsese del 2005 No Direction Home, e prima ancora da Murray Lerner in Festival (1967) e poi The Other Side of the Mirror (2007). Quello stesso anno, nel corale I’m Not There di Todd Haynes, è Cate Blanchett che sale sul palco con i musicisti della band che aprono le custodie degli strumenti e sparano sul pubblico: una scena teatrale, violenta e allucinata che voleva simbolizzare la rottura e il tradimento percepito dal pubblico folk. L’ultima rappresentazione l’ha offerta A Complete Unknown. Tuttavia, resta il mistero sull’esibizione di Bob Dylan. Adesso, un nuovo documentario aiuterà a rispondere a questa domanda.

Tra i tanti film appena annunciati per l’annuale Mostra del Cinema di Venezia a settembre c’è Newport & the Great Folk Dream, che documenta il leggendario (e ancora in corso) festival negli anni cruciali del passaggio dal folk al rock, tra il 1963 e il 1966. Il documentario include filmati di Bob Dylan, Joan Baez e la Paul Butterfield Blues Band, alcuni dei quali tratti dallo stesso festival del 1965 in cui è ambientata parte di A Complete Unknown, oltre a clip dal vivo inedite di leggende del blues, del gospel e del folk, tra cui Dave Van Ronk, Pete Seeger, John Lee Hooker, Judy Collins, gli Staple Singers, Bill Monroe e molti altri.
Secondo il regista (nonché scrittore e storico) Robert Gordon, Newport & the Great Folk Dream era già stato completato prima dell’uscita di A Complete Unknown, ma ha aspettato per valutare la reazione a quel film. «Devo fare i complimenti a Timothée Chalamet e al regista James Mangold per aver ampliato enormemente il nostro pubblico», dice Gordon a Rolling Stone. «Un anno fa, i figli dei miei amici non erano molto interessati a Newport, e ora ne sanno tutto».
Sebbene non fosse interamente ambientato a Newport, A Complete Unknown ne ha ricreato alcuni dei momenti salienti durante gli anni in cui Dylan vi suonò per la prima volta. Newport & the Great Folk Dream permette di vedere clip di Dylan e della sua band che si riscaldano per il suo momento elettrico, una versione diversa della sua Maggie’s Farmquella sera e le esibizioni di un Johnny Cash davvero scarno (Big River) e di Baez (Don’t Think Twice, It’s All Right di Dylan).

Uno degli antagonisti di Bob Dylan, il folklorista e ricercatore di Newport Alan Lomax viene visto e sentito discutere sul concetto di purezza contro la commercializzazione nella musica folk. Nel film A Complete Unknown, la lite fra Lomax e Albert Grossman (il manager di Dylan e Butterfield, ndr) viene ambientata durante l’esecuzione di Maggie’s Farm. In realtà, sarebbe successa durante l’esibizione di Butterfield.
Secondo Elijah Wald, autore del libro da cui è stato tratto A Complete Unknown, la documentazione filmata dell’evento fu manipolata e forse Dylan non fu fischiato per aver suonato elettrico quanto piuttosto per aver lasciato il palco.
In seguito alle proteste, il futuro premio Nobel tornò sul palco da solo con due brani acustici, Mr. Tambourine Man e It’s All Over Now, Baby Blue: una chiusura ma anche un addio simbolico al folk tradizionale. A ridosso di Newport, venne pubblicato l’album Like a Rolling Stone che divenne il primo single di Dylan in una Top 10. Poi, per 37 anni, Dylan non mise più piede a Newport: nel 2002, quando salì di nuovo su quel palco, fu con addosso il travestimento ironico di una parrucca e una barba finta.
Tutte le riprese di Newport & the Great Folk Dream provengono dagli archivi del defunto documentarista Murray Lerner, che ha girato Newport per anni. Nel 1967, Lerner pubblicò Festival!, una compilation dei suoi filmati girati a Newport tra il 1963 e il 1966. Il nuovo film ripropone solo alcune clip di Festival! La maggior parte è composta da filmati recentemente ritrovati e restaurati, tra cui Hooker che si scatena in Boom Boom; Joan Baez e Mary Travers dei Peter, Paul and Mary che cantano la tradizionale Lonesome Valley; Van Ronk che interpreta Cocaine del reverendo Gary Davis.
Il Newport Folk Festival è nato nel 1959 ed è presto diventato una meta ambita per chiunque desiderasse immergersi completamente nel folk, nel country, nel bluegrass, nel gospel e in altri generi vernacolari, sebbene si siano insinuati anche il rock e la musica d’autore. L’evento di quest’anno, che si terrà come sempre questo fine settimana a Newport, Rhode Island, è stato curato da Nathaniel Rateliff ed è una vivida dimostrazione di quanto si sia ampliata la portata del festival. Nei tre giorni sono previsti set di Luke Combs, MJ Lenderman, Jack Antonoff & Bleachers, Jeff Tweedy, Lukas Nelson, gli Yeah Yeah Yeahs, Margo Price, Bonny Light Horseman e i Geese and Goose (quest’ultimo con Kenny Loggins, tra tutti).
