– La cantante romana non si è fermata ad Eboli, come faceva temere un abbassamento di voce, e lunedì 24 e martedì 25 novembre porterà al Palarescifina di Messina, “sold out” da tempo, il suo “Show 2025” che fonde musica e arti performative
– Uno spettacolo da popstar diviso in quattro parti con un corpo di ballo di undici danzatori. Chiude un “annus mirabilis”: «È stato un anno molto importante, di crescita. Un anno anche molto stressante: ho dovuto far fronte anche ai miei limiti»
– L’impegno da ambasciatrice di Save the Children: «La povertà educativa, che è quello che ho subìto io, è una emergenza. Quello che più mi fa stare male è proprio la non possibilità di studiare perché so sulla mia pelle che cosa significa, che imbarazzo si prova poi»
«Scusate, ho avuto un abbassamento di voce nel pomeriggio. Faccio fatica, mi dispiace». Elodie aveva lasciato il palco del Palasele di Ebola quasi in lacrime, a causa di un abbassamento della voce che la stava costringendo a ricorrere a un playback più o meno dichiarato, allarmando il pubblico siciliano che l’aspetta
Nessuna preoccupazione l’ex cubista del Quartaccio, classe 1990, padre italiano e madre creola, sex symbol e paladina dei diritti tutto insieme non si è fermata ad Eboli e terrà fede ai suoi impegni siciliani lunedì 24 e martedì 25 novembre al Palarescifina di Messina (entrambe le date sold out).
I concerti siciliani arrivano a chiusura di un anno speciale per la cantante romana, super-impegnata fra cinema e musica. Piaccia o meno, biglietti veri o falsi, Elodie è stata la prima donna ad espugnare il Maradona. È stata anche premiata con il Nastro d’Argento come Miglior Attrice non protagonista per il film Fuori, diretto da Mario Martone, red carpet a Cannes. E poi duetti e tanto, tantissimo gossip.
«È stato un anno molto importante, di crescita. Un anno anche molto stressante: ho dovuto far fronte anche ai miei limiti con la stanchezza, come è accaduto a Eboli. Ho dovuto capire come sono. Credo di essere cresciuta e di rispettare con maggior impegno il lavoro, affrontandolo da professionista».

Elodie arriva in Sicilia con il suo “Show 2025”, partito il 31 ottobre scorso dall’Unipol Forum di Milano, che fonde musica e arti performative ispirandosi agli archetipi femminili dell’album Mi Ami, Mi Odi, uscito lo scorso maggio. «È uno show molto dinamico e anche emotivo», anticipa. «Ha anche dei messaggi importanti, ci sono dei momenti manifesto».
Uno show imponente, molto, fin troppo, ambizioso, sullo stile delle messinscene kolossal delle grandi popstar internazionale, che spesso però va a scadere nell’avanspettacolo di provincia. Uno spettacolo firmato da Laccio, con un corpo di ballo di undici danzatori, giganteschi ledwall, due palchi, pedane mobili, vasche d’acqua, fumo e tanto altro. Uno spettacolo suddiviso in quattro parti: Audace, Galattica, Magnetica ed Erotica. Tutte aperte dall’artista con un monologo che descrive il tema di ciò che accadrà sul palco.
Si parte con “Audace”, un invito a vivere nonostante le difficoltà, in una musica che «non salva il mondo», ma «lo illumina». Si passa poi al secondo atto, “Galattica”, dove Elodie si fa portavoce di un messaggio inclusivo, fuori dal binarismo. E a farle compagnia ecco Ambrosia che canta insieme a Elodie Andromeda, per continuare con un cortometraggio che mette al centro le esperienze delle persone trans. Si arriva così ad “Erotica”, dove le luci si fanno rosse e una gabbia si innalza, trasformando la coreografia, immersi nel sound di Pop Porno, Red Light, Ascendente e A Fari Spenti. L’ultimo atto è Magnetica, un dialogo con una comunità, quella Lgbtq+, tra le note di Tutta Colpa Mia, Due, Dimenticarsi alle 7, fino al brano che celebra l’uguaglianza: Make Equality Great Again.

Ma lo spettacolo non è ancora finito, è nell’“Encore” che lo show entra nel gran finale, con le hit a chiudere, fra Tribale, Pazza Musica e Margarita, con Elodie immersa tra i ballerini. Fuori dal palco, invece, all’interno del merchandising ufficiale, saranno vendute alcune magliette, il cui ricavato sarà devoluto interamente a Save The Children, associazione della quale Elodie è ambasciatrice: «Una emergenza è la povertà educativa, che è quello che ho subìto io», ha avuto modo di perorare recente. «Quello che più mi fa stare male è proprio la non possibilità di studiare perché so sulla mia pelle che cosa significa, che imbarazzo si prova poi. Oggi per me parlare in pubblico è un po’più semplice, ma arrivarci cercando di esprimersi usando le parole giuste dovrebbe essere la base di un essere umano, perché confrontarsi con gli altri e stare con gli altri è l’unica cosa che veramente ci rende parte di una società. Se tutti i bambini avessero le possibilità di studiare, diventerebbero persone libere, sicure di sé e felici».
- Martedì 25, il giorno del suo secondo concerto a Messina, coinciderà con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Nella discografia la parità di genere a che punto è?
«È giusto avere una data per ricordare la storia o gli eventi e significa che ce n’è bisogno, il tema è delicato e attuale stiamo cercando di evolverci tutti insieme, di aiutarci uomini e donne, donne tra donne, c’è ancora tanta strada da fare. Non mi sono mai appoggiata a un uomo, noi donne dobbiamo salvarci da sole. Siamo libere di dire no. Oggi, nel mondo della musica, ci sono molte più donne in classifica rispetto a cinque anni fa. Tutti stiamo lavorando al superamento del gender gap, anche gli uomini con una certa intelligenza. Ripenso a quando io ho cominciato questo mestiere: l’idea di una femminilità prorompente infastidiva. Non ho trovato subito delle persone che l’hanno compresa. Il mio desiderio di usare il corpo come Raffaella Carrà – e non mi sto paragonando a lei – divideva. Ho dovuto discutere, nell’ambiente volevano che stessi al mio posto, che mi limitassi a fare musica leggera e basta».
