– A Sanremo Giovani un altro cantautore genovese, come se stesse nascendo una nuova scuola. Il nome d’arte dalla figurina di Hamsik, l’ex calciatore del Napoli, «ma io sono milanista»
– “Pizza americana” è una canzone divertente su un amore che non ingrana, anzi viene tradito. Martedì 18 novembre affronterà il duello: «Ma la musica non è un incontro di boxe»
– Il legame con la sua città. «De André me lo insegnavano a scuola. Lui, Gino Paoli mi accompagnano fin da piccolo». «Il contest? Un punto di partenza, ma anche un punto di arrivo»
Amsi, nome d’arte di Thomas Amella, classe 1999, cantautore e videomaker, fa parte della stessa nidiata genovese dalla quale provengono Olly e Alfa, con i quali ha cominciato a fare musica. Come se si stesse formando una nuova “scuola genovese”, sullo stile di quella che riuniva Fabrizio De André, Gino Paoli, Luigi Tenco, Bruno Lauzi e tanti altri “padri” della canzone d’autore italiana.
Questa, vista anche la giovane età dei protagonisti, è meno introversa e impegnata, più sbarazzina e goliardica, ma sta registrando risultati importanti. Vedi gli esempi di Olly e Alfa, lanciati dal Festival di Sanremo. Sulla loro scia adesso si lancia Amsi, uno dei 24 selezionati per le sfide del martedì di Sanremo Giovani 2025, in onda su Rai2.

Inutile scervellarsi nel tentativo di capire il significato del nome d’arte di Thomas Amella: non arrivereste mai a scoprire l’arcano. «Nasce da Hamsik che, a quel tempo, era il calciatore del Napoli», sbalordisce lui. «Perché quando ero alla scuola media tutti quanti facevano queste tag con nomi come “incubo”, “tormento”, “terrore”. Io avevo la figurina di Hamsik attaccata al diario, ho tolto la “h” e la “k” ed è uscito Amsi».
- Da genovese avresti dovuto tifare per il Genoa o la Sampdoria, non per il Napoli.
«In verità, io sono milanista, solo che avevo quella figurina attaccata lì, poteva essere qualsiasi altro giocatore, mi è capitato Hamsik».
A 17 anni ha cominciato, come tanti suoi coetanei, a scaricare brani su YouTube. Canzoni di sua composizione. Provini molto grezzi. E, per migliorarsi, sceglie di trasferirsi a Milano. Senza tuttavia tagliare il cordone ombelicale con la sua città.
«Sono a Milano per necessità, perché se vuoi far diventare la musica il tuo lavoro Milano è il posto in cui devi stare», spiega. «A Genova torno spesso, ho a che fare con diversi artisti genovesi ancora oggi, sono quelli della mia generazione come Alfa e Olly, con i quali facevo musica da ragazzino. Mantengo i legami anche con la cosiddetta “scuola genovese”: De André me lo insegnavano a scuola. Lui, Gino Paoli mi accompagnano fin da piccolo».

Amsi è fra i pochi che, nel curriculum, non vanta partecipazioni a talent o contest televisivi. «Sono il novellino». Pur ammettendo che la tentazione non gli è mancata. «Ho provato tanti anni fa sia con “X Factor” che con “Amici”, avevo 17/18 anni. Poi ho preso un’altra strada, più da artista indipendente e non ho più pensato a fare quel tipo di percorso».
- Sanremo Giovani rappresenta un punto di partenza, un passo necessario per il tuo percorso nella musica o un traguardo?
«È un ottimo punto di partenza. È un modo per dimostrare a me stesso che posso far sì che un giorno la musica diventi il mio lavoro. Ed è un punto di arrivo per l’Amsi che fino a due settimane fa era un semplice emergente che sognava di far questo. Sia una partenza sia un arrivo».
- La tua canzone “Pizza americana” è molto divertente, parla di un amore che non ingrana, anzi tradito. E nel video il protagonista è un rider.
«Il rider per creare l’effetto di perdersi per le strade e poi per collegarlo con la pizza americana. Il perdersi nelle strade è una sorta di metafora su una relazione che non è una vera relazione, ma solo una illusione. Infatti, questa pizza non arriva mai al legittimo proprietario e alla fine la mangio io».
- Tu sarai in gara martedì 18 novembre. Ti convince il format della sfida a due?
«Non troppo, perché sembra un incontro di boxe, quando in realtà la musica non è uno scontro, un testa a testa. Capisco che a livello televisivo possa funzionare».
- La prima puntata è andata in onda a notte fonda. Quale visibilità riesce a dare a voi cantanti?
«Vero, comunque son due settimane che in un modo o nell’altro si parla di noi, le canzoni girano. La sfida in sé non so quanto possa essere seguita».
- Se perdi mangerai una pizza americana, se vinci?
«Sempre una pizza americana, ci sta sempre bene nella gioia e nel dolore».
