– La diciassette volte vincitrice ai Grammy©️ racconta le sue origini: avi a Sciacca e in Calabria. «Mi rendo conto di appartenere a questa terra appena scendo dall’aereo. Quando cantai a Palermo, fu la realizzazione di un sogno», dice prima di salire sul palco dell’Ariston per duettare con Eros Ramazzotti sulle note de “L’aurora”
– «Cantare in italiano in questo teatro iconico ha un altro livello di magia. Non l’ho mai fatto prima d’ora!». «Adoro questa canzone e mi ha commosso. È la descrizione dell’amore che si prova per un figlio, qualcosa che conosco bene. È una celebrazione genuina dell’amore e della vita, ed è stato meraviglioso cantarla con Eros»
«Mi chiamo Alicia Augello Cook. Nelle mie vene scorre sangue siciliano e il mio carattere è mediterraneo, non c’è dubbio. Sono un tipo creativo – scrivo musiche, testi, poesie, racconti, recito – e molto passionale, istintivo». A parlare è Alicia Keys, una carriera di successi e una delle voci più apprezzate in tuto il mondo: diciassette volte vincitrice ai Grammy©️ Awards, Alicia Keys cantautrice, musicista, produttrice, fondatrice di Keys Soulcare, autrice bestseller del New York Times, produttrice cinematografica/televisiva e teatrale di Broadway, imprenditrice e una voce potente nel mondo dell’attivismo.
Alicia Keys è l’unica superospite internazionale di Sanremo 2026 e stasera canterà con Eros Ramazzotti per la prima volta dal vivo insieme, in italiano e in anteprima mondiale, la canzone Aurora.

L’esibizione sarà una sorta di significativo ritorno alle origini, con Alicia che onorerà con orgoglio le sue radici italiane: gli avi sono partiti dalla Sicilia e dalla Calabria. Il nonno materno era Joseph L. Augello, nato in Pennsylvania dal siciliano Michelangelo Augello, originario di Sciacca, e dalla calabrese Maria Carmela Zaffina, arrivata negli Stati Uniti nel 1904, quando aveva 5 anni, con la mamma Rosa Scardamaglia.
Se c’è un rimpianto legato alle origini, per Alicia Keys è il non aver potuto imparare la lingua dei suoi antenati: «Mia madre mi ha raccontato che i suoi nonni, quand’era piccola, si parlavano in italiano senza farle capire nulla. Così lei non ha imparato la vostra lingua, e di conseguenza neanche io», racconta.
La sua esibizione sarà quindi una sorta di riscatto: «Cantare in italiano su questo palco iconico ha un altro livello di magia. Non l’ho mai fatto prima d’ora!», esclama. «Ho sempre portato con fierezza la mia eredità italiana e essere qui a Sanremo oggi mi permetterà di cantarla a voce alta. Sarà un’occasione speciale per onorare con orgoglio le mie radici, i miei nonni siciliani e il grande potere della musica che non conosce confini! Sono certa che sarà una serata indimenticabile!». Così come lo fu quel concerto a Palermo nel 2004: «Mi rendo conto di appartenere a questa terra appena scendo dall’aereo: mi sento a casa. Quando cantai a Palermo, fu la realizzazione di un sogno».
- Lei è stata definita la cantante e cantautrice che ha cambiato le regole della black music.
«Credo che sia un’affermazione molto potente e mi riempie di orgoglio. Mi piacerebbe che fosse così, però penso che nella musica non ci sia nulla che non sia già stato fatto, in un modo o nell’altro. È già tanto per me poter essere stata influenzata dai tanti grandi artisti che mi hanno preceduto e aver avuto la possibilità di interpretare la musica secondo il mio stile. Credo che la black music si evolva continuamente: io sono cresciuta ascoltando hip hop, è stata quella la mia più grande ispirazione insieme alla musica classica e al soul».
Alicia Keys ha reinterpretato e prodotto un duetto con Eros (in versione italiana e spagnola) sulle note de L’aurora, tra le canzoni più intime e preziose del repertorio dell’artista italiano. Nella nuova versione del brano, uscita a novembre in Una Storia Importante, l’ultimo disco di Ramazzotti, le voci dei due artisti si fondono in un dialogo autentico, capace di donare alla canzone una nuova emozione e una luce inaspettata.
«Ci siamo divertiti così tanto», racconta la cantante di Fallin’. «Per registrare questa bella canzone, ho imparato lo spagnolo e l’italiano. È davvero emozionante essere in grado di cantare in una lingua completamente diversa», racconta. «Adoro questa canzone e mi ha commosso. È la descrizione dell’amore che si prova per un figlio, qualcosa che conosco bene. È una celebrazione genuina dell’amore e della vita, ed è stato meraviglioso cantarla con Eros, abbiamo avuto un’intesa immediata anche se a casa mia a San Diego c’era l’aria condizionata rotta».
Eros Ramazzotti, 16 album in studio, tour europei e mondiali completamente sold out, numerosi premi, certificazioni e riconoscimenti, è in assoluto uno degli artisti italiani di maggior successo a livello globale, con all’attivo oltre 80 milioni di dischi venduti e 8 miliardi di ascolti globali, è partito con il suo tour Una Storia Importante World Tour. Ritorna sul palco dell’Ariston di Sanremo, dove si impose nel 1984 con Terra promessa fra le “Nuove proposte”, a quarant’anni dalla vittoria con il brano Adesso Tu.
Una vita artistica longeva, basata su basi precise: «Oggi si usa molto l’autotune, e la gente non capisce la differenza, in passato si giudicava chi canta per come canta, oggi è più difficile», riflette Eros. «Io non l’ho mai usato, dicono che me lo sono mangiato, sono fortunato, non ne ho mai avuto bisogno». E sottolinea: «Se non si parte dal talento si parte male. Ognuno fa ciò che vuole, ma se vai a un concerto di Lady Gaga capisci che il resto non esiste». Oltre al talento, per arrivare dove è arrivato lui serve anche altro: «Non tutto ciò che un artista scrive è realtà, metti ciò che serve per arrivare al cuore della gente, se sei credibile duri tutta la vita, altrimenti è tutta fuffa», sottolinea. «Di questi tempi poi l’amore è difficile, ce n’è poco, è giusto dare qualcosa di positivo alla gente perché è tutto tanto negativo».
