– Arriva dalla città natale di Dylan e, per il legame con la tradizione folk e la poesia cruda, lo ricorda. Al Festival di Castelbuono sabato 9 agosto presenta il nuovo disco, attraverso cui ha elaborato il lutto per la morte della moglie e compagna di band nei Low
– I musicisti dei Trampled By Turtles lo hanno aiutato a ritornare “on the road” dopo la tragedia. «Come puoi dire di no quando i tuoi amici chiedono di cantare con loro? Sai, ti allontana un po’ dal rimuginare dentro te stesso e dal pensare troppo alle cose tristi»
Duluth, Minnesota, porta subito alla mente Bob Dylan, che nella città all’estremo ovest del Lago Superiore è nato nel 1941. Qui i fan possono visitare luoghi legati all’infanzia del Premio Nobel per la letteratura, come la sua casa natale nel quartiere di Central Hillside. Ogni anno Duluth celebra il leggendario musicista con eventi speciali e concerti che attirano visitatori da tutto il mondo. La scena artistica e musicale è in piena fioritura.
Da Duluth arriva anche Alan Sparhawk – voce e anima dei leggendari Low – che sabato 9 agosto – fa tappa al Ypsigrock Festival di Castelbuono (PA) per presentare il nuovo lavoro With Trampled by Turtles, che musicalmente si aggancia alla tradizione folk, bluegrass, ed alla poesia cruda dylaniana e dylaniata.

L’album nasce infatti nasce da una profonda necessità di trasformazione: dopo la perdita di Mimi Parker, moglie e compagna nella band Low, morta nel 2022 di cancro alle ovaie. La tragedia ha spinto Alan a sciogliere il gruppo e a chiudersi nel silenzio. Ad aiutarlo nell’elaborare il lutto è stato il conforto trovato nei suoi amici, i colleghi musicisti di Duluth, i Trampled By Turtles che lo hanno invitato a unirsi a loro in tour. Da questo ambiente nutriente e curativo è venuta, dopo due anni, una nuova raccolta gruppo di canzoni. Alcune di loro provengono da sessioni con i Low che dovevano ancora concretizzarsi, altre sono nuove di zecca. Una sessione di registrazione improvvisata tra amici ha portato a With Trampled di Turtles, con la maggior parte del disco completato in un solo giorno.
Le nove canzoni sono piene di minimalismo e di trame taglienti e crude. La maggior parte delle tracce sono arricchite con bluegrass e splendide armonie vocali. I suoi momenti più eleganti sono accompagnati da banjo e mandolino, mentre quelli più caotici e penetranti sono rispecchiati da un violino e un violoncello che si lamentano e urlano. C’è un’armonia sobria ma chiara, nata dalla familiarità e dalla compagnia, completata bene con l’inclusione della voce della figlia di Sparhawk, Hollis, in Not Broken. L’album Trampled By Turtles è una testimonianza del dolore, della guarigione e della solidarietà e della forza guadagnate grazie agli amici ed ai familiari.
«Sono canzoni nate in modo naturale, spontaneo», spiega l’artista americano. «Stavo suonando un po’ di musica con mio figlio e cose del genere, mentre stavo ancora lottando con il dolore per la morte di Mimi e la fine della band. A un certo punto mi sono chiesto: “Come mi sento riguardo alla musica?”. La musica era difficile. Mi sembrava strano cantare. A una parte di me non importava di scrivere, ed era un po’ frustrante, in un certo senso sembrava quasi una offesa sedersi e dire: “OK, beh, ora scriverò di questo”. Non mi sono mai veramente seduto a scrivere qualcosa. Per me, scrivere è aprire la finestra e cercare di dare un senso a ciò che entra. Il canto mi ha permesso di far uscire alcune cose. Ci sono alcune canzoni che ho tenuto nel cassetto per molti anni. Alcune di sono uscite sulla scia del dolore».

Gli amici e, in particolare, i musicisti dei Trampled By Turtles lo hanno aiutato a tornare “on the road” subito dopo la morte di Mimi. «Sì. Voglio dire, come puoi dire di no quando i tuoi amici chiedono di cantare con loro? Sai, ti allontana un po’ dal rimuginare dentro te stesso e dal pensare troppo alle cose tristi. Quando ho sentito per la prima volta Not Broken, non mi sono reso conto che mia figlia ci cantava, e sono stato totalmente colto alla sprovvista dal fatto che abbia il timbro simile a quello di Mimi».
Il live siciliano promette di restituire tutta la potenza emotiva del disco. «Sono molto contento di tornare in Italia. Ho molti bei ricordi nel vostro Paese. Sin dall’inizio dei Low siamo venuti a suonare da voi, abbiamo suonato in parecchie città, abbiamo passato parecchio tempo in Italia e siamo sempre stati trattati molto bene. Ho tanti amici nel vostro Paese e tanti bei ricordi. Per me, per una qualche ragione, è sempre stato un posto dove la musica diventa più profonda. Facevamo alcuni concerti in giro per l’Europa e poi arrivavamo in Italia e ci dicevamo: “Adesso dobbiamo essere più profondi“. Per me l’Italia è il Paese migliore dove suonare, mi sembra che ci sia molta passione per la musica da voi e mi sento l’obbligo di scavare più in profondità».
