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Addio SAM RIVERS, anima dei Limp Bizkit

– Il bassista e co-fondatore della band nu metal aveva 48 anni, Dieci anni fa, grazie a un trapianto di fegato, era uscito dall’inferno dell’alcol
– «Lui era il battito cardiaco di ogni canzone, la calma nel caos, l’anima del suono. Era pura magia», scrivono i compagni d’avventura

Sam Rivers, il bassista della band nu metal Limp Bizkit, è morto sabato. Ad annunciarlo i post sui social media dei suoi compagni di band. La band non ha rivelato dove Rivers è morto o le circostanze, ma lo ha elogiato come «pura magia» e «l’anima nel suono». Rivers aveva 48 anni e per molto tempo aveva combattuto con l’alcolismo, tanto che nel 2015 ha dovuto lasciare la band per sottoporsi a un trapianto di fegato, per poi tornare con i Limp Bizkit tre anni dopo.

Figura chiave nella scena nu-metal degli anni ’90 e primi 2000, Rivers era molto più di un bassista per la band originaria di Jacksonville, in Florida, dove era nata nel 1994. «Sam Rivers non era solo il nostro bassista, era magia pura. Era il battito cardiaco di ogni canzone, la calma nel caos, l’anima del suono», scrivono i compagni di band. Accanto al frontman Fred Durst, Rivers contribuì al successo globale dei Limp Bizkit, autori di hit generazionali come Break StuffNookieRe-Arranged e My Way. Oltre al basso, prestava spesso anche la voce nei cori della band, aggiungendo profondità alle sonorità ibride tra rock e hip hop che hanno segnato un’epoca.

«Dal primo accordo suonato insieme, Sam portava una luce e un ritmo impossibili da rimpiazzare. Il suo talento era naturale, la sua presenza indimenticabile, il suo cuore enorme», continua il post dei compagni. La band ha voluto ricordare anche il lato umano di Rivers: «Era un essere umano che capita una sola volta nella vita. Una vera leggenda tra le leggende. Il suo spirito vivrà per sempre in ogni groove, ogni palco, ogni ricordo». 

A chiusura del messaggio, DJ Lethal ha invitato i fan a rispettare la privacy della famiglia in questo momento difficile, suggerendo un modo simbolico per onorare la memoria del bassista: «Suonate le sue linee di basso tutto il giorno. Rest in power, fratello».

Nel 2015 Sam Rivers si era temporaneamente allontanato dalla band, per poi farvi ritorno nel 2018. In seguito, ha rivelato che la sua prolungata assenza era dovuta allo sviluppo di una patologia epatica, conseguenza di un abuso di alcol. Il suo rientro nel gruppo era stato possibile dopo un trapianto di fegato avvenuto nel 2017.

«La situazione era degenerata al punto che fui ricoverato all’ospedale dell’Università della California a Los Angeles, dove il medico mi disse: “Se non smetti, morirai. E, al momento, sembri aver bisogno di un nuovo fegato”», aveva raccontato in un’intervista a Metal Injection, riferendosi alla sua lotta contro la dipendenza dall’alcol. Dopo l’operazione, ha potuto riavvicinarsi alla musica: 1Ho seguito un percorso terapeutico per l’alcolismo e ho ricevuto un trapianto di fegato perfettamente compatibile», ha scritto nel libro del 2020 Raising Hell (Backstage Tales From the Lives of Metal Legends). «Sono tornato e mi sento benissimo».

Dalla sua ripresa, Rivers ha partecipato attivamente alle tournée dei Limp Bizkit. L’ultima esibizione della band si è tenuta a fine agosto, come headliner al Leeds Festival. La prossima data del tour è fissata per il 28 novembre. L’ultimo post pubblicato da Rivers su Instagram risale a un giorno fa, in occasione del venticinquesimo anniversario di uno degli album più iconici della band, accompagnato dalla didascalia: «Nient’altro che amore». La sua ultima apparizione sui social risale invece alla fine di agosto, con la condivisione di una foto della visita della band a Londra.

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