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Addio PEPPE VESSICCHIO, icona di Sanremo

– Il direttore d’orchestra simbolo del Festival stroncato da una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. Aveva 69 anni. Aveva in programma un tour teatrale con Ron nel marzo del 2026
– Gli inizi a Napoli con i Trettré e la Smorfia, poi l’incontro con Gino Paoli, nel 1986 il primo Festival, la partecipazione ad Amici, fino all’hashtag diventato virale nei giorni del Festival 2016, #usciteVessicchio
I ricordi degli amici. Gino Paoli: «Gli chiesi proprio io di iniziare a fare arrangiamenti, e da lì si è rivelato un grande musicista e un arrangiatore straordinario». Ron: era l'”Uomo delle stelle”. Il dolore di Tullio De Piscopo

Aveva già in programma un tour teatrale con Ron nel marzo del 2026 e sicuramente una “toccata e fuga” al Festival di Sanremo dov’era il Maestro per antonomasia l’avrebbe fatta. Invece una polmonite interstiziale precipitata rapidamente ha stroncato a 69 anni Peppe Vessicchio, il “Verdi del Festival”. Il celebre direttore d’orchestra, arrangiatore e volto televisivo, si è spento questo pomeriggio all’ospedale San Camillo di Roma.

Vessicchio, per tutti Peppe, persona gentile, garbata e ironica, era una delle figure più iconiche e riconoscibili del Festival di Sanremo e della musica italiana, capace di unire un’altissima competenza professionale a una popolarità trasversale, consolidata anche grazie al suo ruolo di insegnante nel talent show “Amici di Maria De Filippi”. Nato a Napoli il 17 marzo 1956, scopre la musica davanti alla porta (chiusa) della cameretta del fratello maggiore; i primi concerti, ai matrimoni, con il professore di latino; il cabaret con i Trettré nella Napoli fervida degli anni Settanta, quella della Smorfia di Massimo Troisi, quando ancora era uno studente di architettura («ma cos’è l’architettura se non musica congelata», diceva Goethe). E poi l’incontro con Gino Paoli, il primo Sanremo nel 1986 sotto la neve con Zucchero, il “pronti-partenza-via” con Elio e le Storie Tese dieci anni dopo, la partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, fino all’hashtag diventato virale nei giorni del Festival 2016, #usciteVessicchio.

La sua carriera è indissolubilmente legata al Festival di Sanremo, dove è stato a lungo una presenza fissa dal 1990. Ha vinto la kermesse per quattro volte come direttore d’orchestra: nel 2000 con gli Avion Travel (Sentimento), nel 2003 con Alexia (Per dire di no), nel 2010 con Valerio Scanu (Per tutte le volte che) e nel 2011 con Roberto Vecchioni (Chiamami ancora amore). A questi successi si aggiungono numerosi premi come miglior arrangiatore, che confermano il suo talento e la sua sensibilità musicale.

Arrangiatore di grande prestigio, ha collaborato con i più grandi nomi della musica italiana e internazionale, da Gino Paoli, con il quale firma successi come Ti lascio una canzone e Cosa farò da grande, a Edoardo Bennato, da Andrea Bocelli a Roberto Vecchioni, da Zucchero a Elio e le Storie Tese, da Ornella Vanoni a Ron e Biagio Antonacci. La sua versatilità lo ha portato a dirigere orchestre in contesti prestigiosi, come al Cremlino per un omaggio a John Lennon, e a guidare il progetto “Rockin’1000”, la più grande rock band del mondo. 

Nel 2017 ha scritto un libro con Angelo Carotenuto dal titolo La musica fa crescere i pomodori, legato agli studi delle università americane che osservano i fenomeni generati dalla musica di Mozart, ad esempio le mucche del Wisconsin producono più latte ascoltando le musiche del compositore austriaco.

Nel 2022 la sua ultima apparizione sul palco dell’Ariston per accompagnare Le Vibrazioni. Poi a Sanremo sarebbe sempre tornato come testimonial o per qualche iniziativa, ma senza più salire sul podio. «Per trent’anni il Festival è diventato come una festa comandata: Natale, Epifania, Sanremo e Ferragosto», era solito dire. «Ha scandito la mia vita e quella dei miei famigliari. Mi spiace dirlo, ma oggi il nostro lavoro è supportato da tanta elettronica e ci sono situazioni nelle quali il direttore può rimanere a casa. Per quanto mi riguarda ho fatto una scelta acustica diversa. Il desiderio di ritornare a Sanremo è sempre presente, sono legato alla città, ai suoi profumi, quelli di mimosa ad esempio, ai suoi sapori, i carciofi e il Pigato».

Dopo Pippo Baudo, il festival perde un’altra icona.

Il ricordo degli amici

Abbiamo lavorato insieme diverse volte. Gli chiesi proprio io di iniziare a fare arrangiamenti, e da lì si è rivelato un grande musicista e un arrangiatore straordinario. Dal punto di vista umano era una persona meravigliosa. Non si è mai creduto chissà chi… Era semplice nelle sue cose, e proprio per questo andavamo molto d’accordo e abbiamo fatto un lungo percorso insieme. Per me sarà sempre quel simpatico ragazzo talentuoso, e nel panorama di oggi si sentirà ancora di più la mancanza di una figura così

gino paoli

E chi se lo dimentica più quel Sanremo di 14 anni fa: la prima persona che ho abbracciato sei stata tu, mi sei venuto addosso: fu un abbraccio forte, non piangevo di gioia ma di dolore, qualcuno se ne sarà anche accorto, mi si incrinò una costola. Non ce la faccio a non pensarti più, amico mio, è come se fosse sparita la musica in un certo senso, almeno la mia e la tua: è sparita dietro quella risata vera, da napoletano geniale, che avevi. Quegli occhi meravigliosi erano forza, ironia e dolcezza insieme. Allora ti ricorderò così, come sempre, con la tua bacchetta alzata, a dipingere in cielo

Roberto vecchioni

La tua musica non si spegnerà mai. Il mio rullante oggi suona più piano, Peppe. È il modo che ho per dirti grazie. Basta non ce la faccio più. Peppe Vessicchio, amico mio, anche tu ora ci lasci. Tu dirigevi con il cuore, io battevo con l’anima. In mezzo, c’era la nostra musica nata negli anni ’70 e rinforzata nel tempo, si era ritrovata più viva che mai prima della pandemia, quando abbiamo condiviso insieme Il grande viaggio insieme, quel tour meraviglioso con la Conad che ci ha portato in giro per tutta l’Italia. Sei stato un maestro del pentagramma, un musicista vero, un uomo d’altri tempi, capace di parlare al cuore di tutti con la tua eleganza e la tua profondità. Continua da lassù con i tuoi suoni, i tuoi violini, la tua magia

Tullio de piscopo

Se ne è andato un fratello. In un momento importante per lui e per me. C’eravamo rivisti quasi un anno fa al Paladozza di Bologna e, nel silenzio di un camerino, c’eravamo guardati negli occhi e poi una gran risata. “E se facessimo una tournée insieme? Che ne dici?'”. Rispose immediatamente di sì. Questo progetto si stava realizzando e, il prossimo marzo, avremmo iniziato la nostra avventura, i concerti con orchestra. Stavamo lavorando già agli arrangiamenti delle canzoni: lo stava facendo anche in questi giorni in ospedale, ci sentivamo e parlavamo di musica. Abbiamo condiviso tantissimi momenti dove la musica, appunto, era tutto per entrambi. Mi sono fidato di lui sempre! Sapeva parlare e comporre con una grande sapienza C’è una canzone che ho scritto, si chiama “L’uomo delle stelle”, lui l’amava tanto da condividerla con me sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo. A lui vorrei dedicarla in questo momento.

ron

Sono ancora profondamente scosso dalla notizia della scomparsa di Peppe Vessicchio appresa poco fa. Lui ha sempre dimostrato una grande vitalità, anche nelle sue ultime uscite. Da ragazzi, lui nato al Rione Cavalleggeri vicino alla mia Bagnoli, ci siamo incontrati musicalmente: stravedeva per le mie bizzarrie proiettate anche verso la musica di Napoli del passato e si offrì di collaborare con me, in particolare realizzò gli arrangiamenti per la musica del Don Chisciotte di Scaparro da me scritta. Ricordo la sua grande felicità per questa collaborazione. Poi ci siamo incontrati in seguito, nel periodo in cui lui lavorava con Gino Paoli. È sempre stato di una grande affettuosità. Resta la mia ammirazione per la sua curiosità musicale e la sua capacità. Una delle grandi caratteristiche di Peppe Vessicchio era la sua simpatia, la sua capacità di conquistare la gente anche con la sua brillantezza e prontezza di spirito. Una grande perdita, addio Peppe

eugenio bennato

“Con il maestro Vessicchio se ne va un altro grande protagonista del festival di Sanremo e della musica italiana. on il suo carattere, la sua immagine, il suo carisma e la sua professionalità era diventato un’istituzione.
Per alcuni anni ho avuto il privilegio di condividere con lui anche le scelte musicali per lo Zecchino d’Oro ed ho avuto l’occasione di apprezzare da vicino la grande competenza. Dobbiamo essere grati per il suo importante contributo alla musica italiana ed al successo di tanti artisti

carlo conti

Sono incredulo e sconvolto. Lo aspettavo per il libro su Mozart a Che Tempo Che Fa. Si è preoccupato di avvisarmi che avrebbe rimandato di un paio di settimane per una brutta tosse, con la consueta gentilezza. Un uomo dolce e gentile. Un amico. Un grande musicista. Un uomo che ha sempre colto il lato giocoso dello spettacolo. Ho tanti ricordi con lui e Luciana. Ci legavano una stima sincera e un’amicizia autentica. Sono senza parole

fabio Fazio

Vessicchio è stato amato, in maniera trasversale, dalla famiglia, dalle persone che hanno lavorato con lui e dal pubblico, ed è l’unica cosa che ci possa consolare in questo momento. Era musica lui stesso, faceva crescere le piante di pomodori con le note di Mozart… Era un’anima sottile, adagio ma con brio: aveva questo andamento un po’ tranquillo, ma poi cambiava movimento, diventava allegretto, con i suoi guizzi. Dietro ai baffi e al sorriso ironico Vessicchio nascondeva anche una straordinaria forma di riservatezza in questo nostro mondo in cui tutto è fuori, urlato, gridato, spiattellato, la riservatezza dei grandi che ormai è cosa rara. Bastava che sorridesse e parlava, quel Giuseppe Verdi che era… da mettere sulle banconote

Luciana littizzetto

Ciao maestro, che brutto colpo. Grazie per esserci stato in un momento difficile della mia vita. Felice ed onorato di aver condiviso tanti bei ricordi insieme. Non mi sembra vero

fedez
Peppe Vessicchio con gli Avion Travel

Sanremo 2018. Ci siamo ritrovati davanti ad una bottiglia del tuo ottimo vino. Ma nel tempo ci siamo sentiti e incontrati tante volte Dopo “Dormi e Sogna” e “Sentimento” sei stato parte importante della nostra famiglia

peppe d’argenzio (avion travel)

La tua professionalità, la tua umanità e il tuo sorriso resteranno sempre con noi. Ciao Peppe

gianni morandi

È difficile crederci. Mi sembra impossibile. Mi vengono in mente i tuoi occhi sempre sorridenti e comprensivi. Occhi che esprimevano saggezza, autorevolezza, gli occhi di un grande Maestro, non solo d’orchestra ma di vita. Ti sorrido e tu sorridi a mezza bocca come sempre. Ti voglio bene

maria de filippi

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