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A Roma le nozze del cinema con la canzone italiana

– Dopo Venezia, con De Gregori, Pelù e D’Angelo, alla Festa sulle rive del Tevere un’altra infornata di biodoc: da Rino Gaetano a Brunori Sas, da Lucio Corsi a Willie Peyote, sino a Giovanni Allevi
Tutti a raccontare i propri drammi esistenziali e personali, come nel caso dell’ex frontman dei Litfiba. Fuori dagli schemi l’autore di “Volevo essere un duro”, che si presenta come un piccolo re Artù

Tanta musica ai festival del cinema. E tanta musica italiana che, sulla scia di quanto avviene oltr’Alpe, sembra aver preso gusto a raccontarsi. O, comunque, ha trovato nel grande schermo e, di conseguenza, nelle piattaforme streaming una fonte di guadagno alternativa a quella dei concerti. 

A Venezia e nelle sale abbiamo appena visto Francesco De Gregori in Nevergreen che coccola i suoi pezzi “minori”, Nino D’Angelo raccontato dal figlio, Piero Pelù che parla della ferita dell’acufene. Alla Festa di Roma, oltre al già trattato It’s never over, Jeff Buckley della regista Amy Berg, vedremo un’altra valanga di biopic o documentari con protagonisti della canzone italiana. A cominciare da Rino Gaetano sempre più blu, diretto da Giorgio Verdelli e scritto con Luca Rea: il documentario è un ritratto corale del cantautore calabrese, l’uomo dietro l’icona. Un mosaico di voci – dalla sorella Anna al nipote Alessandro, dagli amici storici come Riccardo Cocciante, Danilo Rea, Shel Shapiro, fino agli eredi musicali come Brunori Sas e Lucio Corsi. La narrazione è affidata a Peppe Lanzetta, Claudio Santamaria, Paolo Jannacci e Valeria Solarino, mentre Tommaso Labate, a bordo di una Fiat 128, attraversa i luoghi simbolo della Calabria di Rino. 

Brunori Sas (a destra) nel film “Il tempo delle noci”

Si resta in Calabria, ma dal passato si passa al presente con Brunori Sas al centro del documentario Il tempo delle noci, di Giacomo Triglia: viaggio nell’universo creativo del cantautore cosentino, tra crisi artistiche, dubbi e la genesi dell’ultimo album, con il pezzo L’al- bero delle noci che gli ha regalato il terzo posto sul podio di Sanremo. Con lui, il produttore Riccardo Sinigallia, in un dialogo tra musica e identità. 

Lucio Corsi (a destra) e Tommaso Ottomano durante le riprese del film concerto “La chitarra nella roccia”

Restiamo in ambito sanremese salendo di un gradino sul podio per incontrare il folletto Lucio Corsi in La chitarra nella roccia, titolo di disneyana memoria. Un lavoro fuori dagli schemi (e come poteva essere altrimenti), nel quale il piccolo re Artù è Lucio Corsi in un live nell’Abbazia di San Galgano, in Toscana. Diretto dall’inseparabile Tommaso Ottomano (Corsi non dice mai «io» bensì «noi» riferito al musicista e produttore) e girato in pellicola 16mm, il film cattura la magia di un concerto notturno in un luogo sospeso tra memoria e leggenda.

Willie Peyote nel doc di Enrico Bisi “Elegia Sabauda”

Da Torino arriva Elegia Sabauda di Enrico Bisi doc su Willie Peyote. Il rapper, anche lui reduce sanremese (Grazie ma no grazie) ripercorre il cammino che lo ha portato dalla crisi del 2022 al palco del Festival 2025. Un ritratto che intreccia la sua storia personale con quella della città. Infine, Allevi Back To Life, il doc di Simone Valentini sul ritorno alla musica di Giovanni Allevi dopo la malattia.

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